
Se “La Stampa”, uno tra i massimi organi di “informazione” italianisti, lamenta che gli indipendentisti veneti sono divisi, allora vuol dire che forse stiamo facendo la cosa giusta
Ogni tanto si sente un ritornello che accompagna l’azione politica degli indipendentisti veneti: ma dove volete andare se siete divisi in mille componenti?
Se poi questa constatazione non viene più espressa dal sottobosco dell’opinione pubblica veneta, o del popolo dei bar, ma viene fatta propria dagli organi di informazione, allora forse merita dedicarci un minimo di attenzione.
Se inoltre a far propria tale argomentazione non sono più solo i soliti giornali locali, che arredano i bar veneti appunto (non per mancanza di blasone, almeno per alcuni di essi, bensì per autoindotta forma di censura coloniale), ma è un organo italianista per definizione, come La Stampa di Torino, allora qualche riflessione appare proprio doverosa. Specie se nel proprio argomentare, vuoi per caso vuoi per altro, che non sfugge all’attenzione, accosta con un parallelo storico ardito e, per carità, solo in merito al frazionismo, l’indipendentismo veneto alle brigate rosse.
Quali sono allora le divisioni in campo in Veneto? Premesso che è del tutto normale che vi siano diversi schieramenti indipendentisti, avviene in ogni Paese che cerchi la propria libertà e che sta ai veneti capire quali possano essere le migliori prospettive per il proprio futuro, c’è una chiave di lettura che ne spiega perfettamente le ragioni. Il fattore di divisione dell’indipendentismo veneto si chiama lega nord e la ragione è che tale movimento agisce applicando perfettamente il divide et impera di classica memoria.
Quali sono infatti i movimenti in campo? Ve ne sono essenzialmente tre. Di seguito all’articolo riproponiamo un quadro più esaustivo, qui anticipiamo le differenze.
Le uniche differenze non sono di tipo ideologico e nemmeno di programma, perché tutti appaiono abbastanza omogenei (forse anche perché nella loro storia hanno avuto in comune qualche penna ispirata che lo ha vergato).
Essi sono divisi in primis nel credito che danno ai dirigenti della lega nord e in secundis nel credito che danno alle sue iniziative, in particolare il doppio (e già questo ne spiega bene la coerenza) referendum regionale su autonomia e indipendenza del Veneto.
Se quindi si va a vedere il fronte di chi non dà credito ai dirigenti della lega e alle iniziative da loro targate, ci si accorge che c’è un unico fronte che opera, secondo i crismi democratici, composto da Plebiscito.eu, dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta e da Veneto Sì, ognuno con un compito specifico, ma con un’azione corale e sinergica. La trasmissione di ieri di Agorà su Rai 3 lo dimostra, con Gianluca Busato che ha messo in difficoltà Salvini e la lega, oramai scavalcati da Plebiscito.eu sul progetto di indipendenza del Veneto.
Quando parla di rom e centri sociali #Salvini ha vita facile, è quando ha a che fare con gli indipendentisti veneti che fa figure barbine
— plebiscito.eu (@plebiscito_eu) 12 Novembre 2014
Certo, nel panorama, poi vi sono liberi pensatori, non schierati né con l’una né con l’altra organizzazione e talvolta anzi fortemente critici con tutte, ma questo vogliamo pensare che sia una ricchezza del territorio e non certo un limite.
Per la prima volta anzi si è creato un movimento che gode di visibilità internazionale, autenticamente indipendentista e ben distinto finalmente dalla lega nord che finora ha rappresentato un grave problema nelle relazioni internazionali degli indipendentisti veneti con altri movimenti europei e mondiali.
Non chiediamo certo di credere a noi sul punto, ci limitiamo ad osservare che questa è l’opinione dell’autorevole Washington Post, che non si trova nei bar veneti, ma che una qualche autorevolezza la conserva, se ricordiamo che nel 1974 riuscì anche a far dimettere l’allora presidente degli Stati Uniti d’America Richard Nixon per il celebre scandalo “Watergate”.
Redazione Veneto Sì
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IL QUADRO DEI MOVIMENTI INDIPENDENTISTI IN VENETO
Quali sono oggi le organizzazioni e movimenti attivi per l’indipendenza del Veneto? Pensiamo sia utile fare un quadro.
Plebiscito.eu, Repubblica Veneta, Veneto Sì
Progetto: dopo l’organizzazione del Referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, sono attivi per la creazione delle condizioni per ottenere la piena indipendenza.
Elezioni Regionali: Veneto Sì parteciperà alle elezioni regionali se prima non sarà ottenuta la piena indipendenza e sarà appoggiato da Plebiscito.eu. Si allea esclusivamente con partiti e movimenti favorevoli all’indipendenza del Veneto. Esclude un’alleanza con la lega, in quanto organica al sistema politico italiano e contraria con i fatti all’indipendenza del Veneto.
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Indipendenza Veneta, Prima il Veneto
Progetto: vogliono che sia organizzato un nuovo referendum regionale per l’indipendenza del Veneto. Secono la Legge Regionale 16/2014 si devono prima raccogliere 14 milioni di euro dai cittadini. Finora ne sono stati raccolti 76.000, a questo ritmo il referendum si farà forse nel 2029.
Elezioni Regionali: Indipendenza Veneta e Prima il Veneto non si sono pronunciati in merito, affermano che ci penseranno dopo il referendum regionale. Probabilmente parteciperanno e da indiscrezioni raccolte nell’ambiente leghista è probabile vogliano stringere alleanza con la lega nord (e quindi con Forza Italia, Fratelli d’Italia etc). Appare improbabile che si presentino da soli.
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Noi Veneto Indipendente
Progetto: hanno più idee al loro interno per ottenere l’indipendenza del Veneto, dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza, al referendum regionale (nel 2029?), ad altro non meglio identificato.
Elezioni Regionali: Parteciperanno in alleanza con la Lega Nord, con Forza Italia, con Fratelli d’ Italia e altri partiti del centro-destra italiano.

























