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L’EMERGERE DELL’INDIPENDENTISMO PLEBISCITARIO E LA SCONFITTA STORICA DELLA LEGA NORD E DELL’ITALIANISMO

Produzione industriale in calo a gennaio, il tunnel non finisce più: apriamo una breccia laterale per uscirne con l’indipendenza del Veneto. Se Zaia è per VENETO NO, noi spingiamo per VENETO SI.

VENETO-SI-NONel corso degli ultimi dodici mesi il quadro politico è stato stravolto. Grazie alla celebrazione del referendum di indipendenza del Veneto, che un anno fa ha riscosso un consenso plebiscitario, le crepe della partitocrazia italiana hanno rivelato il fallimento storico dell’utopia irrealizzabile di uno stato unitario basato sull’oppressione economica di alcuni Popoli, in particolare, per quanto ci riguarda, del Veneto, funzionale al finanziamento del sottosviluppo degli altri Popoli, in particolare del sud.
L’emblema del fallimento storico dello stato unitario, che rappresenta una sorta di sogno del passato che non potrà più tornare ad animare le fantasie dei nostalgici italianisti, è paradossalmente la lega nord, ovvero proprio il partito che aveva saputo alzare la bandiera della protesta contro lo stato, per poi convertirsi alla sua strenua difesa. Oggi, quando i favorevoli all’indipendenza della propria regione in tutta Italia sono un terzo della popolazione e in Veneto la stragrande maggioranza, come emerge anche dai recenti sondaggi di Demos di Ilvio Diamanti, la lega, dilaniata da una lotta intestina di potere, percorre la strada al contrario verso un nuovo fascismo populista, abbandonando il tema dell’indipendenza. La ragione di questa fuga in Italia è dato dall’emergere di un nuovo movimento organizzato e forte nel territorio come Plebiscito.eu e il suo braccio politico Veneto Sì. Stretta tra l’indipendentismo moderno e anticipatore di una nuova forma di civiltà globale interconnessa e l’emergere del nuovo statalismo renziano, la lega di Salvini ha scelto di percorrere la strada dell’isolamento del populismo di estrema destra condito con facili messaggi xenofobi e follie economiche.
Oggi Lina Palmerini sul Sole 24 Ore paventa il rischio dell’astensione nelle prossime elezioni regionali in Veneto, dovuta proprio alla fuga dell’elettorato indipendentista dalla lega nord diventata oramai a pieno titolo italiana. E se invece dalle urne emergesse che i veneti, favorevoli in modo plebiscitario alla propria indipendenza, riconoscessero come loro legittimi portavoce proprio gli indipendentisti plebiscitari che l’anno scorso hanno saputo realizzare un evento di portata mondiale in sole due settimane, sconfiggendo chi in venticinque aveva collezionato solo insuccessi?

banner_FBK_vota03Scriviamo queste cose mentre vediamo salire in modo impressionante il contatore delle iscrizioni al sito www.plebiscito.eu per ottenere il codice di voto per eleggere il Parlamento Veneto il prossimo 15-20 marzo. Se il nostro messaggio sta passando nonostante il silenzio assordante degli organi di informazione sulla nostra iniziativa, che non scrivono una riga sulla straordinaria Rivoluzione Digitale in corso, oppure nelle rare volte in cui ne scrivono lo fanno storpiando il nostro nome (ci chiamano autonomisti, secessionisti, separatisti, nostalgici, velleitari, inconcludenti, sintomo del mal di pancia veneto e così via, in un crescendo di offese e disinformazione, senza mai scrivere correttamente il nome del nostro movimento e dei nostri rappresentanti) e il nostro comportamento (un giornale qualche giorno fa ha scritto che io “sibilo”: sinceramente mi pare di parlare normalmente, non di sibilare), vuol dire che siamo riusciti a fare breccia nel Veneto profondo, quello che sta maturando se rispondere Veneto Sì o Veneto No.

foto32D’altro canto è normale che ciò avvenga, se pensiamo ad esempio che Zaia‬ oggi ha detto ancora una volta che “le tasse dei veneti devono restare in Veneto e questa è una battaglia che stiamo portando avanti”. A parte il fatto che finora lui e la lega romana non hanno ottenuto alcun risultato e continuano a ripetere uno slogan inconcludente da decenni come un disco rotto, anche quando si trasformano da partito territoriale a partito italiano, noi invece diciamo “con l’indipendenza i veneti pagheranno AL MASSIMO un quarto delle tasse che pagano oggi e resteranno TUTTE in VENETO, con un aumento di investimenti annui in servizi ai cittadini dal 10 al 30%”. C’è una bella differenza vero?
Zaia è per VENETO NO, quello della spesa, del debito e delle tasse, mentre io sono per VENETO SI, quello della crescita, del potere ai cittadini e della responsabilità.
Responsabilità sempre più ineludibile, se pensiamo anche che oggi è emerso che la produzione industriale in gennaio in Italia è calata del 2,2% rispetto all’anno precedente. Ma come, non eravamo in crescita?
Insomma questo tunnel non vuole proprio finire… Apriamo una via di uscita laterale con l’indipendenza del Veneto, votiamo in massa il Parlamento Veneto dal 15 al 20 marzo e poi abbattiamo la partitocrazia italiana nelle prossime elezioni regionali con VENETO SI.

Gianluca Busato
Veneto Sì

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VENETO SI, PER ABBATTERE I PARTITI LADRI ITALIANI ED USCIRE DALLA DITTATURA STATALISTA

Scateniamo lo tsunami indipendentista, con le elezioni del Parlamento Veneto del 15-20 marzo e la vittoria di Veneto Sì

banner_FBK_vota10È incredibile come noi cittadini veneti non percepiamo che ogni notte una banda organizzata di criminali in giacca e cravatta entra nelle nostre case per depredarci dell’80% del frutto del nostro lavoro portato avanti durante il giorno. Se si parla di allarme sicurezza bisogna identificare quanto prima quali sono i ladri più pericolosi e recidivi, nel nostro caso. Non solo i veneti non capiscono che i signori che durante il giorno infestano le televisioni e i giornali con discorsi inconcludenti poi di notte svaligiano loro le case, ma appunto con una certa regolarità danno addirittura fiducia a questi criminali, votandoli.

Se poi pensiamo inoltre al lungo elenco di benefici che avremo con l’indipendenza del Veneto non si comprende perché ancora non si sia pienamente realizzata. Proviamo ad elencarne qualcuno, per capire la dimensione del problema.

  • 500 euro netti mese in più in busta paga per stipendi oggi di 1200 euro;
  • 500 euro in meno di costo del lavoro per le imprese;
  • 1000 euro pensioni minime;
  • dal 10 al 30% di investimenti annuali in più in servizi ai cittadini;
  • un aumento dal 900% al 3.000% in finanziamenti ad imprese, idee e progetti;
  • meno di 1/4 di tasse e imposte totali rispetto ad oggi;
  • 7% di abbassamento dell’iva rispetto ad oggi.

Impressionante vero? Perché allora tutto ciò non si è verificato?

Semplice: il fatto è che noi sudditi del Veneto siamo gravemente ammalati, anzi tossicodipendenti. Siamo drogati in informazione falsa e tendenziosa, che di giorno ci riempie di cloroformio per inebetirci, pagata con i nostri soldi rubati per poi derubarci del tutto di notte, quando dormiamo. Informazione falsa e tendenziosa prodotta dal sistema informativo dell’unico Paese dell’Europa occidentale che le organizzazioni internazionali che monitorano lo stato di libertà di stampa classificano come NON LIBERO.

Il crimine più grande che i politici italiani tentano di fare non è solo il furto dei nostri soldi, ma anche il deliberato tentativo di soffocare i nostri sogni, sostituendoli con l’incubo della permanenza sotto lo stato dispotico italiano.

RU-CINA-nuove-vie-della-seta_big (1)Noi ai nostri sogni non rinunciamo, in particolare dopo avere scoperto che entro il 2025 Venezia e il Veneto diventeranno il crocevia delle nuove vie di comunicazione, il baricentro strategico e il punto di incontro delle nuove vie della seta, che dall’Asia, dalla Cina, per terra e per mare si incontreranno proprio a Venezia, in una sorta di giustizia poetica e storica in omaggio a Marco Polo che le ha in gran parte ispirate e percorse. Le nuove vie della seta saranno le arterie del mondo che cambia dove passeranno merci, uomini, civiltà, cultura e vita. Per poterne intercettare il cambiamento, dobbiamo oggi ribellarci al regime partitocratico italiano e ai loro servi sciocchi che cercano il tuo voto nel nome di uno stato italiano morto e sepolto dalla storia: lo stato italiano è un’utopia in antitesi con la globalizzazione, un incubo morto e sepolto destinato a scomparire dalle mappe geografiche di fronte al sogno di una Venezia e di un Veneto finalmente risorti e di un nuovo Rinascimento che vedrà anche scuotersi tutte le regioni italiane oggi sottoposti alla schiavitù.

In realtà come puoi ben capire la schiavitù italiana continuerà solo se tu glielo permetterai, con la rassegnazione e la depressione che ti vogliono inoculare, con frasi del tipo “non ce lo permetteranno mai”, “tanto non cambia niente”, “magari, è solo un sogno”, “siete come tutti gli altri”, “siamo la vacca da mungere, non ci lasceranno mai andare”. Noi ci siamo ribellati a tutto ciò e un anno fa abbiamo scatenato il finimondo, mettendoci in cammino verso la libertà, organizzando contro tutto e tutti il celebre referendum di indipendenza del Veneto che ha riscosso l’attenzione di tutto il mondo, portando al voto oltre 2,3 milioni di voti che all’89,10% hanno detto Sì all’indipendenza.

Il regime italiano è perverso e diabolico, oggi però abbiamo in mano la leva del potere, se solo lo vogliamo. Se tu sarai con noi, assieme scateniamo lo tsunami indipendentista con una strategia che prevede prima l’elezione del Parlamento Veneto dal 15 al 20 marzo con l’insediamento di rappresentanti del Popolo che possano evitare che dopo il crollo italiano qui vi sia il deserto e quindi con le elezioni regionali dove potremo scegliere tra VENETO SI e VENETO NO.

Due mesi decisivi per il nostro futuro. Due mesi per non essere costretto a vivere da schiavo a 300 euro l’ora, ma da cittadino libero di perseguire il proprio progetto di vita, la propria felicità.

Gianluca Busato
Candidato Presidente del Veneto
per Veneto Sì

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LA LEGA IN PEZZI PERDE ANCHE LA SEDE DI VERONA CHE PASSA A GIANLUCA BUSATO

Aperta la nuova “casa per l’indipendenza del Veneto”, messa a disposizione di tutti i veronesi da Plebiscito.eu e Veneto Sì. Inaugurazione il 18 marzo.

foto 2 (1)Mentre le notizie di litigi e fratture che provengono da una lega sempre più nazionalista e centralista dimostrano il fallimento politico del partito più vecchio oggi presente nel parlamento italiano, alcuni segnali dimostrano come nel territorio stia emergendo con forza il consenso e l’organizzazione di Plebiscito.eu e di Veneto Sì, a supporto delle elezioni del Parlamento Veneto e della candidatura a presidente del Veneto di Gianluca Busato, in alternativa alla partitocrazia italiana.
A 9 giorni dall’inizio delle elezioni per il Parlamento Veneto (che si terrano dal 15 al 20 marzo attraverso il sito www.plebiscito.eu; eventi e gazebo consultabili in http://www.plebiscito.eu/eventi/ e seggi per votare con mappa consultabile in http://www.plebiscito.eu/seggi/), è di oggi infatti la notizia che vede l’apertura di una nuova sede provinciale di Plebiscito.eu e di Veneto Sì in quella che un tempo era la sede provinciale proprio della lega. La sede di Plebiscito.eu e Veneto Sì si trova in una zona estremamente agevole da un punto di vista logistico, a solo 800 metri dal casello di Verona sud, con disponibilità di oltre 100 posti auto, diversi uffici e una sala convegni di oltre 100 metri quadri.
L’inaugurazione ufficiale della sede (che si trova in Strada dell’Alpo 7 ZAI Verona) si terrà mercoledì 18 marzo prossimo alle ore 20.30, con l’intervento anche del Presidente Gianluca Busato. Dopodichè diventerà un luogo fisso per l’organizzazione e la vita associativa del movimento, aperto a tutti i veronesi.

“Possiamo già annunciare fin d’ora che ogni martedì sera”, commenta il coordinatore territoriale di Plebiscito.eu ed esponente del Consiglio Nazionale di Veneto Sì Riccardo Rodegher, “ci sarà una riunione di presentazione del nostro movimento, con l’illustrazione dei programmi e del percorso concreto per la piena indipendenza del Veneto”.

“La rete civica e organizzativa di Plebiscito.eu e di Veneto Sì si arricchisce e si potenzia ogni giorno di più”, dichiara Gianluca Busato, “dimostrando come i veneti trovino sempre più nella nostra proposta l’unica soluzione al dramma socio-economico che sta attanagliando la nostra Terra a causa della voracità dello stato italiano oramai in pieno degrado e avvitamento su sé stesso. Le elezioni del Parlamento Veneto ne saranno una dimostrazione dando forma a un autentico tsunami indipendentista”.

Ufficio stampa – Veneto Sì

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IL VENETO TORNA AL CENTRO AL MONDO

L’indipendenza è il naturale destino di una Terra che rappresenta un hub globale e uno snodo logistico naturale e che troverà i propri rappresentanti in grado di rappresentarla con le elezioni del Parlamento Veneto del 15-20 marzo.

vsiIl Veneto non potrà mai essere Terra di conquista, né un territorio omologato a uno stato che si regge sul furto delle sue risorse. La questione politica italiana è immanente alla questione veneta. Un anno fa, per errore di sottovalutazione il confronto nacque proprio su questo. Oggi i giornali veneti e italiani non lasciano trasparire il benché minimo spazio al tema dell’indipendenza del Veneto, se non per deriderla, infangarla, sminuirla, oppure, come dice il Corriere del Veneto di oggi, per dire che
“tutti sanno che la battaglia per l’indipendenza non sarà più tema di campagna elettorale e verrà lasciata ai venetisti”.
Ohibò, c’è qualcosa che non torna. Come si fa a dire che l’indipendenza non è tema di campagna elettorale, nelle elezioni regionali del Veneto? E quando mai altro dovrebbe esserlo, nelle elezioni di Topolinia forse?
Una volta ci dicevano che gli indipendentisti erano in antitesi alla globalizzazione, ma adesso Parag Khanna ci ha insegnato e ha detto agli intellettuali italiani di regime che il re è nudo, che è vero esattamente il contrario, ovvero che gli indipendentisti, e in particolare i ragazzi di Plebiscito.eu e Veneto Sì, da lui citati più di tutti gli altri movimenti indipendentisti europei e mondiali nella sua recente intervista a European, sono i più avanzati innovatori che esistono nel mondo proteso verso una nuova forma di civiltà globale interconnessa. I passatisti, i nostalgici, gli utopisti insomma, secondo Khanna, sono proprio coloro che difendono uno stato unitario superato dalla storia, superato dall’integrazione europea, superato dalle nuove vie di comunicazione transcontinentali e globali, che promuovono Venezia come nuovo hub globale e snodo legistico negli equilibri geopolitici in fase di costruzione e di imponente finanziamento a livello globale. Quale dev’essere quindi il tema della campagna elettorale a 10 anni dal completamento delle nuove vie della seta, se non la capacità di porsi a livello strategico globale come interlocutori del mondo. Come altro potremo svolgere il nostro ruolo di centro nevralgico di interscambio commerciale e culturale con il continente euroasiatico e con tutti gli altri quadranti della Terra, se non proprio come nuovo stato indipendente?
RU-CINA-nuove-vie-della-seta_big (1)Sapete perché non rispondono a questa domanda i candidati presidente del Veneto dei partiti italiani? Semplicemente perché il compito non è alla loro portata. Non è questione di cattiva volontà, sono tutti bravi ragazzi e ragazze, ma non si può pensare di realizzare un compito strategico di tale levatura restando schiavi di uno stato marcio che ci porta via l’80% delle nostre risorse per finanziare il sottosviluppo che gli garantisce il controllo politico su popolazioni oramai sfinite ed alienate dal mondo civile.

Chi allora può rispondere a questa domanda? Solo ed unicamente chi ha saputo porla di fronte al mondo intero e rispondervi già un anno fa, raccogliendo il consenso plebiscitario più incredibile che mai sia stato registrato in Veneto nella storia contemporanea, con l’89,10% di favorevoli all’indipendenza su oltre 2,3 milioni di elettori.

Tutto il resto di fronte a questi fatti concreti è il nulla assoluto.

VolantinoA5_votoVSI-STAMPAE allora, se il tema dell’indipendenza del Veneto è destinato a non essere presente nelle elezioni regionali secondo il pensiero mainstream degli organi di informazione dell’unico Paese che in quanto a libertà di stampa è classificato come non libero, vorrà dire che lo porteremo all’attenzione del mondo con le elezioni del Parlamento Veneto. Non ci sono alternative, se dev’essere tsunami, tsunami indipendentista sia. Poi allora tutti vedremo se i veneti scelgono di rispondere Veneto Sì o Veneto no.

Gianluca Busato
Candidato Presidente del Veneto
Veneto Sì

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SI DIRADANO LE NEBBIE IN VAL PADANA ED EMERGE L’INDIPENDENZA CON “VENETO SI”

Il comitato centrale leghista di Milano-Pyongyang commissaria il Veneto e spiana la strada a Gianluca Busato che dichiara: “siamo l’unica alternativa alla clepto-partitocrazia italiana”

gbu-15[Venezia, 2 marzo 2015] Il commissariamento della Liga Veneta deciso oggi da Milano pone definitivamente fine all’equivoco ideologico leghista e alla sua falsa impostazione federalista. La dirigenza veneta è stata letteralmente sciolta nell’acido politico del neo-nazionalista italiano Salvini, che pare avere assimilato alla perfezione le istruzioni impartite dal comitato centrale del partito comunista nordcoreano, nel suo corso di formazione fatto con il senatore Razzi durante la recente visita a Pyongyang.

La sorte toccata oggi al sindaco di Verona Flavio Tosi, reo di pensare ed esautorato de facto da Kim-Jong-un-Salvini, domani toccherà al governatore uscente Luca Zaia, che dopo l’inevitabile disfatta alle prossime elezioni regionali sarà sacrificato come i suoi predecessori veneti immolati sull’altare del potere italiano che ha sconfitto ancora una volta il tentativo del Veneto di tutelare i propri interessi.

La svolta oramai netta all’estrema destra del partito di Salvini apre un vuoto nella questione territoriale, in particolar modo in Veneto e Lombardia. Risulta infatti chiaro che una posizione estrema e populista, in particolar modo nel settore economico e produttivo, con la chiusura all’euro, all’Europa e ai mercati esteri, non paga, come non ha mai pagato in passato chi l’aveva fatta propria sia a sinistra sia, come oggi, a destra.

Tale svolta, che nei sondaggi fa volare la lega a livello nazionale, ma che è dettata dall’illusione figlia della disperazione, con il conseguente vuoto che si è formato farà perdere all’ormai ex carroccio la sua storica e originale roccaforte proprio in Veneto, dove per la prima volta vede nascere un concorrente temibile con Plebiscito.eu e il suo braccio politico Veneto Sì, che ha candidato alla presidenza del Veneto il suo leader Gianluca Busato.

dichiarazionePlebiscito.eu (con il suo braccio politico Veneto Sì) è l’organizzazione che un anno fa ha colto l’attenzione di tutti i più importanti organi di informazione del mondo, grazie all’organizzazione del referendum di indipendenza del Veneto che ha visto partecipare al voto oltre 2,3 milioni di veneti (con un affluenza del 63,2%), registrando l’89,1% di favorevoli all’indipendenza del Veneto, pari ad oltre 2,1 milioni di voti “indipendentisti”.

Gianluca Busato ha lanciato proprio in questi giorni una nuova iniziativa “digitale” nel territorio, con le elezioni del Parlamento Veneto, dove concorre sempre la lista Veneto Sì, in concorrenza con le liste della Life (lo storico sindacato di imprenditori veneti) e di Cittadini Veneti Federati (una lista civica di cittadini veneti). Il Parlamento Veneto sarà eletto via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu dal 15 al 20 marzo prossimi.

VolantinoA5_votoVSI-STAMPALa lega nord, che un tempo aveva lanciato l’ormai abbandonato Parlamento della Padania, oggi viene scavalcata anche nella rappresentanza delle istanze territoriali da Veneto Sì e Plebiscito.eu, che nel frattempo dimostrano maggiore maturità anche sui temi economici rispetto ai cugini padani che hanno oltrepassato il Rubicone lasciando sguarnita le proprie roccaforti di un tempo.

Gianluca Busato ha commentato: “la notizia non sorprende e, pur non riguardandoci direttamente, è tutto sommato positiva, in quanto la conferma della deriva neofascista della lega nazionale, dirada le nebbie in Val Padana e lascia sgombero il campo aprendo praterie enormi per l’indipendentismo in Veneto che sarà occupato con ancora maggiore autorevolezza da Veneto Sì, unica alternativa alla clepto-partitocrazia italiana. L’indipendenza del Veneto è la sola via d’uscita da uno stato che dimostra ogni giorno di più di essere inadeguato e non in grado di dare un futuro ai veneti e noi per la prima volta abbiamo saputo dare alla questione veneta un’autorevolezza e una visibilità mediatica internazionale che hanno già riscosso un consenso plebiscitario e che ora sarà confermata dalla doppia volontà popolare che uscirà dalle elezioni del Parlamento Veneto e dalle successive regionali”.

Ufficio stampa – Veneto Sì

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CONSIGLIERI COMUNALI E PROVINCIALI PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO

logo_senza_bordoSe il governo italiano confermerà che le elezioni regionali si terranno il 10 maggio 2015, entro il prossimo 10 marzo, secondo quanto previsto dall’art. 11 c. 2 della legge regionale 15/2012 che regola il procedimento elettorale, il presidente della giunta regionale deve approvare il decreto di indizione delle elezioni. Da tale data sarà possibile iniziare la raccolta di firme autenticate per partecipare alle elezioni.

Veneto Sì presenterà le proprie liste in tutti i comuni del Veneto per permetterne la certificazione direttamente tramite i responsabili dell’ufficio anagrafe di ogni comune.
Per velocizzare la raccolta, saranno organizzati anche banchetti e gazebo, che richiedono la presenza di consiglieri comunali e provinciali, nel proprio territorio di competenza, per l’opportuna certificazione delle sottoscrizioni dei cittadini.

Se sei un consigliere comunale o provinciale che vuole aiutarci in tale servizio pubblico, contattaci immediatamente compilando il modulo sottostante.
Così facendo permetterai la partecipazione democratica alle elezioni regionali al movimento che ha organizzato il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, portando la questione veneta all’attenzione del mondo.

Grazie per il tuo aiuto.

Ufficio elettorale – Veneto Sì

    Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web http://www.venetosi.org/privacy

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    WHILE NORTHERN LEAGUE SPLITS, VENETIANS VOTE FOR AN INDEPENDENT PARLIAMENT

    Just 20 days before the self managed digital elections for the Venetian Parliament, the Italian Parties enter into an irreversible crisis under the push for independence

    BusatoGianluca[Venice, 27th of February 2015] – In these days, an inner war of power is lacerating the Northern League italian party (‘Lega Nord’): at one corner of the ring we find the Mayor of Verona, mr. Flavio Tosi, to the other side sits the outgoing governor of Veneto Region, mr. Luca Zaia. The split in progress clearly demonstrates all the contradictions of this italian party which has completely lost itself, betraying its origin and activists. As a matter of fact, the new secretary mr. Salvini is transforming the Northern League party into an italian nationalist and extremist subject, which is completely deaf and insensitive to the harsh crisis that is putting a strain on Veneto

    The instability of the italian political stakeholders in Veneto is actually caused by the rising consent towards the unstoppable movement for independence. The reason is so simple while all the italian parties are so blind, being not able to see it: Veneto can no longer endure the oppression of the italian taxes that rob all our profits and, that is worse, all our dreams and future hopes.

    Today this movement is represented by the action of Yes for Veneto (‘Veneto Si’) party and the candidate for the Presidency of Veneto region, mr. Gianluca Busato, who has been able to interpret and guide the plebiscitary wave of consensus emerged from the referendum of independence of Veneto, organized by ‘Plebiscito.eu’ from the 16th to the 21st of March 2014. In that democratic circumstance which saw more than 2.3 million of voters from Veneto expressing their own will, the 89.10% of the recorded votes were in favor of the independence.

    The ongoing cracking of the italian political parties leads to a lot of sad and pathetic events, such as the ‘Lega Nord’s chicken coop’ facts and the false touching campaign of the Democratic Party’s candidate. ms. Alessandra Moretti. Everything demonstrates the total impotence on any italian party under the huge wave of disdain which will blow away the dead italian government.

    VolantinoA5_votoVSI-STAMPAThe biggest shortcoming of the italian parties is the total lack of a real political project. They just report unproductive and dead administrative proposals, while it is quite clear that today a design vision of thickness and higher level is compulsory to help Venice and Veneto rising again. Nowadays, Veneto is ready to play its role of future gravity center among the strategic crossroads drawn by the great geopolitical changes in progress. Sure enough, Veneto and Venice have been chosen as the natural logistic hub for transcontinental and European systemic routes of next realization: perfectly positioned among the “new silk roads” and the lines of communication with other quadrants, Veneto has to be prepared to play the next 10 years in a leading role of maximum importance and no italian political party seems to want it, condemning our territory to certain death.

    This is the deeper reason for the widespread consent towards the independence of Veneto, which will see a new crucial step with the upcoming self-managed elections of the Venetian Parliament: the whole procedure will be held on the internet again, through the website www.plebiscito.eu from the 15th to the 20th of March 2015 (you can pre-register yourself to get your own code to vote up to 10 days prior to the start of the voting process). Moreover, a further confirmation of the un-touchable right of self-determination for the Venetian people will be pictured into the next Venetian regional elections in May, when the comparison between ‘Yes for Veneto’ and ’No for Veneto’ will produce a very natural outcome in favor of the full Independence of Veneto.

    441205198_1 - fragment

    Busato, interviewed by ‘Il Fatto Quotidiano’, said: “The ongoing war between the italian ‘Lega Nord’ leaders mr. Salvini and mr. Tosi is a big boon for us and for the whole independence process, too. Even if we did not need it, as the consent of the Venetians towards our cause is clearly increasing and there is a lot of enthusiasm around it, there is no doubt: it helps us and make things go even better.“

    Veneto Yes – Veneto Sì – Press Office

     

     

     

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    MENTRE LA LEGA SI DIVIDE, I VENETI PREPARANO L’INDIPENDENZA CON LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO VENETO

    A 20 giorni dalle elezioni digitali autogestite del Parlamento Veneto, la partitocrazia italiana entra in una crisi irreversibile sotto la spinta indipendentista

    BusatoGianluca[Venezia, 25 febbraio 2015] – In questi giorni si consuma una lacerante guerra interna di potere nella lega nord tra il sindaco di Verona Flavio Tosi e il governatore uscente del Veneto Luca Zaia. La scissione in corso dimostra in modo chiaro le contraddizioni di un partito oramai sradicato e lontano e dall’originale movimento territoriale, trasformato dal nuovo segretario Salvini in un soggetto nazionalista ed estremista, completamente sordo e insensibile alla dura crisi che sta mettendo a dura prova il Veneto.

    L’instabilità delle forze politiche italianiste in Veneto è in realtà causata dalla forza e dal consenso inarrestabile verso il movimento a favore dell’indipendenza del Veneto, che non può più sopportare un’oppressione fiscale che ci deruba del frutto del nostro lavoro e anche delle speranze. Oggi tale movimento è rappresentato dall’azione di Veneto Sì e dal candidato presidente del Veneto Gianluca Busato, che ha saputo interpretare e guidare il consenso plebiscitario emerso dal referendum di indipendenza del Veneto organizzato da Plebiscito.eu il 16-21 marzo 2014, che ha visto l’89,10% di voti favorevoli all’indipendenza su oltre 2,3 milioni di veneti votanti.

    Le crepe della partitocrazia determinano le tristi vicende del pollaio leghista e una commovente campagna elettorale della candidata del pd che dimostra tutta la propria impotenza di fronte alle offese e al disprezzo che montano incontrollabili nei bar e nelle piazze del Veneto verso un governo italiano che dimostra tutta la propria inadeguatezza.

    La lacuna più grande dei partiti italiani è la mancanza di un progetto politico. Essi riportano una mera proposta amministrativa, quando è del tutto evidente che oggi serve una visione progettuale di spessore e di livello superiore, che possa consentire a Venezia e al Veneto di recitare il ruolo di baricentro e crocevia strategico dei grandi cambiamenti geopolitici in corso, che ci vedono naturale snodo logistico e di hub sistemico al centro delle tratte europee e transcontinentali di prossima preparazione. Dalle “nuove vie della seta” alle vie di comunicazione con altri quadranti, il Veneto deve prepararsi nei prossimi 10 anni a un ruolo di protagonista, che vede del tutto inadeguati e impreparati ad affrontarlo gli attuali rappresentanti della partitocrazia italiana.

    VolantinoA5_votoVSI-STAMPAQuesta è la ragione più profonda del consenso verso l’indipendenza del Veneto, che vedrà un nuovo passaggio inedito con le prossime elezioni autogestite del Parlamento Veneto, che si terranno sempre via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu dal 15 al 20 marzo (da 10 giorni è possibile preregistrarsi per ottenere il codice di voto), e troverà ulteriore conferma nelle prossime elezioni regionali di maggio, dove il confronto tra VENETO SI e VENETO NO avrà un esito del tutto naturale a favore della piena indipendenza del Veneto.

    Gianluca Busato, oggi intervistato dal Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “La guerra in corso all’interno della Lega tra Salvini e Tosi? Per noi indipendentisti è una manna, sembra che stiano lavorando per noi, non ci serviva perchè il consenso dei veneti nei nostri confronti è in decisa crescita, c’è tanto entusiasmo,ma non c’è dubbio: ci aiuta e per noi va ancor meglio”.

    441205198_1 - fragment“Noi non entriamo nelle vicende interne della Lega, ma questa vicenda fa emergere una contraddizione che già c’era – spiega Busato – un movimento che nasce sul territorio e che poi si trasforma in partito nazionale italiano non può salvare capra e cavoli, e cercare di raccogliere voti su di una base indipendentista e allo stesso tempo cercare consensi in ambito nazionalista”.

    “Per quanto ci riguarda noi siamo impegnati nel portare a conoscenza del Veneto l’unica soluzione concreta alla drammatica crisi socio-economica imposta dalla permanenza sotto lo stato italiano, che è rappresentata dal nostro progetto concreto per la piena indipendenza del Veneto, che ora si incentra sulle prossime elezioni per il Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta”.

    Ufficio stampa – Veneto Sì

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    IL CONSIGLIO NAZIONALE DI “VENETO SI” CANDIDA GIANLUCA BUSATO PRESIDENTE DEL VENETO

    L’organo esecutivo del movimento indipendentista appoggiato da Plebiscito.eu sceglie le liste che concorreranno alle elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta del 15-20 marzo e alle elezioni regionali.

    Veneto SI o Veneto NO?Oggi si è riunito a Treviso il Consiglio Nazionale di Veneto Sì, l’organo esecutivo rappresentato dai coordinatori territoriali e dai responsabili politici e organizzativi del movimento.

    Il Consiglio Nazionale ha ratificato le candidature al Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta, la cui elezione si terrà dal 15 al 20 marzo 2015. Nell’effettuare la propria scelta, il Consiglio Nazionale ha dato priorità alle autocandidature emerse attraverso il sito web www.venetosi.org, integrandole con altre in base a considerazioni di opportunità politica e per dare agli elettori la possibilità della migliore scelta in base a criteri di competenza e merito.

    Entro 48 ore le candidature emerse saranno completate con la raccolta dei documenti necessari ed entro il 28 febbraio saranno quindi consegnati alla Commissione Elettorale nominata dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta per sovraintendere alle operazioni e certificare la regolarità del processo elettorale.

    cnIl Consiglio Nazionale di Veneto Sì ha quindi analizzato la situazione politica in merito alle prossime elezioni regionali del Veneto che si terranno nel mese di maggio 2015 e ha deciso di confermare la partecipazione del movimento con una propria lista, sostenendo come proprio candidato presidente del Veneto il dott. Ing. Gianluca Busato, in virtù dell’enorme e qualificata visibilità internazionale di cui ha goduto e gode il presidente di Plebiscito.eu, ideatore e organizzatore del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, accreditandolo come figura che assicura alla nostra Terra la più autorevole rappresentanza in un momento di straordinario cambiamento degli equilibri geopolitici globali. Veneto Sì concorrerà quindi alle elezioni regionali formando una coalizione che come obiettivo ha solo ed unicamente l’indipendenza del Veneto, in alternativa alle coalizioni dei partiti italiani, in crisi irreversibile e responsabili del disastro in cui versa oggi il Veneto. Con la vittoria di Veneto Sì nelle elezioni regionali, il consiglio regionale non si riunirà più come organo italiano, ma sarà convocato in assise plenaria con il neo-eletto Parlamento Veneto per confermare la dichiarazione di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014.

    cn-2Il Consiglio Nazionale di Veneto Sì ritiene inoltre incoerente la proposta di alcune organizzazioni pseudo-indipendentiste autoreferenziali che concorrono in coalizione con altri partiti italiani. Tale proposta politica mira ad ingannare gli elettori, mostrando la bandiera dell’indipendentismo, per portare in realtà voti alle coalizioni partitocratiche e inconcludenti di Zaia e Moretti. Il primo, che ha detto di vedere la luce in fondo al tunnel, dimostra di essere l’ennesimo a non riconoscere il treno che lo sta travolgendo, mentre la seconda, scialba controfigura renziana, ha addirittura annunciato che la crisi in Veneto è finita. Ci piacerebbe capire cosa ne pensano le migliaia di famiglie di disoccupati veneti e di imprenditori che si suicidano nei loro capannoni deserti.

    RU-CINA nuove vie della seta_bigA tal proposito, il Consiglio Nazionale di Veneto Sì, alla luce della gravissima crisi socio-economica che attanaglia il Popolo Veneto, ritiene fondamentale che il nuovo Presidente del Veneto abbia la capacità di svolgere un ruolo che non sia semplicemente amministrativo, ma possa garantire alla nostra nazione di diventare pienamente indipendente, grazie a decisioni coraggiose e responsabili che ci consentano di diventare nuovo baricentro e crocevia strategico delle nuove rotte di sviluppo umano e commerciale, che saranno sviluppate nei prossimi anni dallo sviluppo delle “nuove vie della seta” e di altre tratte di collegamento europeo e transcontinentale via terra e via mare. L’unico candidato che gode di competenza professionale, di rilevanza internazionale, di profonda conoscenza del nuovo ruolo che potremo assumere nella nuova evoluzione geopolitica verso la civiltà globale interconnessa, oggi in Veneto è appunto Gianluca Busato.

    cn-3Per uscire dal grave degrado in cui versa il Veneto a causa della permanenza nello stato italiano che lo depreda delle proprie risorse economiche e delle proprie speranze, è necessario inoltre creare un nuovo sistema di capitali più efficiente e slegato dalla dipendenza dal sistema bancario italiano, caratterizzato da nanismo, gravi sofferenze e inadeguatezza a trasferire ad uno dei tessuti produttivi più fitti del pianeta la necessaria vitalità economica e capitalizzazione. Essa potrà invece essere assicurata attraverso il conferimento di capitali di rischio alle aziende e ai progetti di impresa, introducendo e rafforzando forme di venture capital, sul modello anglosassone e soprattutto nordamericano e ora anche asiatico. Per fare ciò Veneto Sì accompagna l’azione di catalizzazione del tessuto economico ed imprenditoriale veneto, affinchè si doti degli strumenti economico-finanziari globali fondamentali per raggiungere tale obiettivo ed uscire dal sottosviluppo banco-centrico.

    Schermata 2014-05-28 alle 16.43.18Gianluca Busato ha dichiarato: “l’indipendenza del Veneto è l’unica possibilità che esiste per disinnescare la bomba ad orologeria del debito pubblico e della mancata crescita dell’Italia che fa tic-tac tic-tac e che rischia di far esplodere l’intera Europa, come ha previsto alcuni giorni fa il Washington Post. La via di uscita si chiama responsabilità politica e questa può essere assicurata solo dando la piena indipendenza a chi oggi è sottoposto a una irresponsabile tassazione che va chiamata con il suo vero nome di rapina fiscale, che serve solo a finanziare il sottosviluppo italiano, condannandone le popolazioni alla miseria. La Rivoluzione Digitale di Plebiscito.eu e di Veneto Sì travolgerà la partitocrazia italiana ladra e incapace, restituendo il sorriso ai veneti con la piena indipendenza”.

    Ufficio stampa – Veneto Sì

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    VENETO SI: CONVOCATO CONSIGLIO NAZIONALE PER LISTE CANDIDATI A PARLAMENTO VENETO ED ELEZIONI REGIONALI

    Entra nel vivo la fase pre-elettorale per l’indipendenza del Veneto che vede due importanti appuntamenti per l’elezione del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta e del consiglio regionale.

    correzzola-2Il Consiglio Nazionale (CN) di Veneto Sì, composto dai coordinatori territoriali, è stato convocato congiuntamente ai responsabili di funzione, politici e organizzativi del movimento per domenica mattina 22 febbraio alle ore 10 presso la sede sociale di Treviso per decidere le liste di candidati che si presenteranno alle prossime elezioni del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta e per una prima valutazione anche sulla lista che parteciperà alle successive elezioni regionali in sostegno al candidato presidente del Veneto Gianluca Busato.

    La riunione conclude una settimana importante che ha visto la partenza delle operazioni di preregistrazione per poter votare al Parlamento Veneto che sarà eletto dal 15 al 20 marzo 2015 e che è stata caratterizzata dalla rinnovata attenzione internazionale sulla questione veneta da parte di diversi importanti media internazionali.

    In caso di vittoria nelle elezioni regionali da parte di Gianluca Busato, il consiglio regionale non si riunirà più come istituzione italiana e sarà convocato in assise plenaria congiuntamente con il neo-eletto Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta per confermare la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto proclamata solennemente il 21 marzo 2014 a Treviso, dopo il consenso plebiscitario emerso nel referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.

    Treviso, 19 febbraio 2015

    Ufficio Comunicazione – Veneto Sì