
Il candidato governatore dei grillini scopre l’acqua calda dopo l’alluvione del marzo 2014 che ha decretato la volontà plebiscitaria di indipendenza del Veneto
Ci chiediamo dove si trovasse poco meno di un anno fa il candidato governatore del Veneto dei grillini, quando le televisioni e i giornali internazionali si sono precipitate in Veneto a condurre reportage che hanno fatto il giro del mondo.
Ce lo chiediamo perché quando abbiamo letto la proposta oggi riportata dai giornali fatta dal candidato Berti che intende indire un nuovo referendum digitale in Veneto per trattenere le tasse dei veneti in Veneto ci è assalito il dubbio che egli nei mesi di marzo 2014 e successivi si trovasse in qualche landa desolata non raggiunta da tv, giornali e internet e quindi oggi sia ancora all’oscuro del fatto che il referendum di indipendenza del Veneto si è già svolto con votazione digitale appunto.
Questa è la ragione per cui è del tutto inutile e dispendioso inseguire altre modalità per far rivotare i veneti su questo punto. Ciò che va fatto è invece l’attuazione della loro volontà.
Di questo se ne sta occupando da un lato la Delegazione dei Dieci, eletta dai cittadini sempre un anno fa, che ha indetto le elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta che si terranno sempre via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu dal 15 al 20 marzo 2015 e dall’altro il candidato presidente del Veneto Gianluca Busato, che nelle prossime elezioni regionali chiederà ai cittadini il mandato popolare per confermare la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014: a quel punto il consiglio regionale del Veneto non si riunirà più da solo, ma in assise plenaria con il neoeletto Parlamento della Repubblica Veneta per prendere le decisioni cruciali che sono necessarie per il Popolo Veneto, a cominciare dall’applicazione diretta di una fiscalità veneta che sopprimerà la fiscalità italiana, introducendo un’unica aliquota del 15-20% sui redditi di imprese e persone, che consenta finalmente ai Veneti di tornare a sorridere e di uscire dall’incubo e dall’oppressione del peggiore inferno fiscale del mondo.
Con buona pace di chi ancora oggi non si ricorda cosa è avvenuto un anno fa.
Per fortuna a ricordarcelo, solo nelle ultime due settimane, ci hanno pensato la Deutsche Bank, che ha pubblicato un approfondito report finanziario che rivela come il Veneto usufruirà ben presto dei benefici dell’indipendenza per ragioni economiche, ma anche il Financial Times, il Telegraph, Malta Independent e molti altri giornali e riviste che hanno commentato la questione veneta e la rivista Internazionale, che domenica scorsa ha pubblicato una approfondita intervista proprio al candidato presidente del Veneto Gianluca Busato, con un dettagliato servizio sul referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi e sulla crisi che attanaglia il Veneto a causa della permanenza nello stato italiano,
Gianluca Busato ha commentato: “i cittadini non hanno più tempo di aspettare chi arriva in ritardo a scoprire l’acqua calda e cerca di copiare un compito già svolto, dopo l’espressione plebiscitaria di un anno fa a favore dell’indipendenza del Veneto. Consigliamo a tutti di leggersi l’ultimo report dell’altro ieri dell’HSBC che ha decretato l’insostenibilità del debito pubblico italiano e il Washington Post sempre di lunedì scorso, che non ha esitato a definire l’Italia una bomba ad orologeria che rischia ben presto di far esplodere l’intera Europa. Per fortuna che noi abbiamo ideato un detonatore collaudato pronta a disinnescarla che si chiama indipendenza del Veneto, grazie all’attuazione del progetto strategico di Plebiscito.eu. Per completarlo basta solo che i cittadini veneti rispondano a una semplice domanda: Veneto Sì o Veneto No?”.
Ufficio stampa
Veneto Sì









Oggi il
La questione economica costituisce la prima ragione che alimenta la spinta indipendentista di tali regioni europee, sottolinea il Financial Times, che mette in rilievo la stessa ragione per spiegare anche l’assenza di analoga forza propulsiva di movimenti simili in Francia e Germania.

“Chi ha saputo realizzare tale goal strategico – conclude Busato –, in assoluta solitudine e con totale sorpresa di qualsiasi altro esponente o formazione politica regionale, oggi merita la fiducia dei veneti, in quanto proprio per aver già saputo concretamente portare la questione veneta all’attenzione del mondo è il naturale, concreto e più credibile e autorevole candidato a terminare l’opera intrapresa con il raggiungimento della piena indipendenza della Repubblica Veneta”.







