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NUOVO REFERENDUM DIGITALE IN VENETO? FORSE QUALCUNO UN ANNO FA SI TROVAVA IN LANDE DESOLATE E LONTANE

Il candidato governatore dei grillini scopre l’acqua calda dopo l’alluvione del marzo 2014 che ha decretato la volontà plebiscitaria di indipendenza del Veneto

Schermata 2014-07-23 alle 10.05.15Ci chiediamo dove si trovasse poco meno di un anno fa il candidato governatore del Veneto dei grillini, quando le televisioni e i giornali internazionali si sono precipitate in Veneto a condurre reportage che hanno fatto il giro del mondo.
Ce lo chiediamo perché quando abbiamo letto la proposta oggi riportata dai giornali fatta dal candidato Berti che intende indire un nuovo referendum digitale in Veneto per trattenere le tasse dei veneti in Veneto ci è assalito il dubbio che egli nei mesi di marzo 2014 e successivi si trovasse in qualche landa desolata non raggiunta da tv, giornali e internet e quindi oggi sia ancora all’oscuro del fatto che il referendum di indipendenza del Veneto si è già svolto con votazione digitale appunto.
Questa è la ragione per cui è del tutto inutile e dispendioso inseguire altre modalità per far rivotare i veneti su questo punto. Ciò che va fatto è invece l’attuazione della loro volontà.
Di questo se ne sta occupando da un lato la Delegazione dei Dieci, eletta dai cittadini sempre un anno fa, che ha indetto le elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta che si terranno sempre via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu dal 15 al 20 marzo 2015 e dall’altro il candidato presidente del Veneto Gianluca Busato, che nelle prossime elezioni regionali chiederà ai cittadini il mandato popolare per confermare la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014: a quel punto il consiglio regionale del Veneto non si riunirà più da solo, ma in assise plenaria con il neoeletto Parlamento della Repubblica Veneta per prendere le decisioni cruciali che sono necessarie per il Popolo Veneto, a cominciare dall’applicazione diretta di una fiscalità veneta che sopprimerà la fiscalità italiana, introducendo un’unica aliquota del 15-20% sui redditi di imprese e persone, che consenta finalmente ai Veneti di tornare a sorridere e di uscire dall’incubo e dall’oppressione del peggiore inferno fiscale del mondo.

Con buona pace di chi ancora oggi non si ricorda cosa è avvenuto un anno fa.

Per fortuna a ricordarcelo, solo nelle ultime due settimane, ci hanno pensato la Deutsche Bank, che ha pubblicato un approfondito report finanziario che rivela come il Veneto usufruirà ben presto dei benefici dell’indipendenza per ragioni economiche, ma anche il Financial Times, il Telegraph, Malta Independent e molti altri giornali e riviste che hanno commentato la questione veneta e la rivista Internazionale, che domenica scorsa ha pubblicato una approfondita intervista proprio al candidato presidente del Veneto Gianluca Busato, con un dettagliato servizio sul referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi e sulla crisi che attanaglia il Veneto a causa della permanenza nello stato italiano,

Schermata 2015-02-19 alle 10.10.33Gianluca Busato ha commentato: “i cittadini non hanno più tempo di aspettare chi arriva in ritardo a scoprire l’acqua calda e cerca di copiare un compito già svolto, dopo l’espressione plebiscitaria di un anno fa a favore dell’indipendenza del Veneto. Consigliamo a tutti di leggersi l’ultimo report dell’altro ieri dell’HSBC che ha decretato l’insostenibilità del debito pubblico italiano e il Washington Post sempre di lunedì scorso, che non ha esitato a definire l’Italia una bomba ad orologeria che rischia ben presto di far esplodere l’intera Europa. Per fortuna che noi abbiamo ideato un detonatore collaudato pronta a disinnescarla che si chiama indipendenza del Veneto, grazie all’attuazione del progetto strategico di Plebiscito.eu. Per completarlo basta solo che i cittadini veneti rispondano a una semplice domanda: Veneto Sì o Veneto No?”.

Ufficio stampa
Veneto Sì

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LA RIVOLUZIONE DIGITALE PLASMA L’ERA DEI GRANDI CAMBIAMENTI GEOPOLITICI

Dopo il Plebiscito Digitale, al via le operazioni di preregistrazione al voto per l’elezione del Parlamento Veneto. Il mondo riaccende i fari sulla questione veneta, con l’intervento di diversi media internazionali, dal Financial Times, al Telegraph, a Malta Independent, fino all’Internazionale.

[Venezia, 16 febbraio 2015] – Se i confini geografici possono apparire difficilmente mutabili, tali barriere vengono superate dalle infrastrutture. Questo è il suggerimento che Parag Khanna dà ai Popoli impegnati a conquistare la propria sovranità per superare le dispute di confine in varie parti del mondo.

Le nuove vie della seta sono l’esempio più eclatante per quanto riguarda gli obiettivi che anche il Veneto può darsi per ottenere la propria piena indipendenza. Se una delle due principali potenze economiche del pianeta ha lanciato un piano strategico che entro 10 anni veda Venezia diventare il fulcro del proprio disegno e lo snodo logistico chiave dell’infrastruttura tecnologica che lo renderà concreto, allora è chiaro che la capacità dei veneti di governare il proprio territorio è un aspetto cruciale che determinerà anche il successo di tale piano.

In ballo ci sono soldi, tanti soldi, ed interessi che nessuno può cancellare.

Per ottenere il nostro obiettivo dobbiamo superare i nostri avversari, ovvero i difensori dello status quo che ci vede schiavi economici di uno stato italiano inutile, in particolare nella capacità di attuare un cambiamento anche sul piano concettuale e tecnologico.

case-plebiscito01-738-PikachooseIl Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014 ha rappresentato un salto evolutivo proprio sul piano concettuale e tecnologico rispetto ai profeti di sventura dell’indivisibilità dell’Italia, ben ancorati all’ottocento e al novecento.

Ora entriamo nella fase 2, con l’inizio delle operazioni elettorali e l’apertura della preregistrazione su www.plebiscito.eu per votare dal 15 al 20 marzo 2015 nelle elezioni del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta, l’istituzione investita del potere legislativo dalla Delegazione dei Dieci per dare pienezza all’indipendenza del Veneto.

L’appello è ancora una volta ai cittadini veneti, affinché sconfiggano la ragnatela ammuffita della partitocrazia italiana, attraverso la partecipazione alla Rivoluzione Digitale che ci farà entrare nel novero dei Paesi civili del mondo.

Ogni rivoluzione tecnologica è accompagnata da una rivoluzione politica, così la rivoluzione industriale sta ai grandi stati nazionali centralisti, come la rivoluzione digitale sta a piccole città-stato efficienti ed interconnesse alla rete globale. Il Veneto, nella sua storia millenaria, ha sempre dimostrato di essere all’avanguardia ed anche in questo caso ha aperto una nuova fase storica con un Plebiscito digitale e le votazioni del Parlamento provvisorio, in attesa del riconoscimento internazionale che avverrà in modo naturale, tutto su Internet.

Schermata 2015-02-15 alle 16.33.37Non siamo solo noi a dirlo. Nella settimana appena passata, nel silenzio generale degli organi di (dis)informazione italiani, la stampa internazionale ha riacceso i fari sulla questione veneta.

Dopo il Financial Times e il Telegraph, ieri è stata la volta di Malta Independent che ha dato ampio risalto allo studio condotto da Deutsche Bank, che ha rilevato come il Veneto, oltre a Catalogna e Scozia, sia prossimo all’indipendenza dopo il Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014. Lo studio tedesco rivela in particolare come il Veneto si avvantaggerebbe della propria indipendenza grazie all’integrazione europea, che permetterebbe di assorbire molti costi infrastrutturali, avvalendosi inoltre di una politica fiscale estremamente più vantaggiosa con l’indipendenza rispetto all’attuale situazione che ci vede sottratti dall’Italia oltre 20 miliardi di euro l’anno. L’esempio concreto è proprio quello di Malta, che ha fortemente beneficiato del suo ingresso nella UE.

Schermata 2015-02-15 alle 16.19.12Sempre ieri inoltre la celebre rivista “Internazionale” ha pubblicato un lungo report di 4 pagine intitolato “Sussurri e grida dal nordest”, con ampia intervista a Gianluca Busato. L’articolo scritto dai due giornalisti tedeschi Mischa Täubner e Brad Eins si incentra in particolare sul referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, sull’azione di Plebiscito.eu e sulla crisi che attanaglia il Veneto a causa della sua permanenza nello stato italiano.

Queste testimonianze mediatiche sono i segnali concreti che l’azione intrapresa da Plebiscito.eu e Veneto Sì si impernia sull’aspetto cruciale che riguarda la crescita del Veneto, in armonia nel quadro geopolitico che ci riguarda e che chi ha saputo produrre e concepire un modello di tale portata, innovando in modo disruptivo la capacità di attuare un progetto strategico di portata globale rappresenta la leadership naturale di una Terra straordinaria che necessita della propria indipendenza per svolgere il ruolo che le compete.

Questa è la Terra di San Marco, la Terra e il Mare della Serenissima, pronta a riprendere il proprio cammino solo brevemente interrotto.

Ufficio stampa
Veneto Sì

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SOSTIENI VENETO SI, SOTTOSCRIVI LA NOSTRA LISTA PER LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO VENETO

logo_senza_bordoDal 15 al 20 marzo 2015 si terranno le elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta.

Veneto Sì ha annunciato da tempo la propria decisione di presentarsi alle elezioni che determineranno la nascita dell’organo legislativo della Repubblica Veneta, in seguito alla Dichiarazione di Indipendenza del Veneto del 21 marzo 2014 di Treviso.

La Legge elettorale approvata il 2 gennaio 2015 dalla Delegazione dei Dieci con propria deliberazione n. 3/2015 prevede che ogni lista elettorale per potersi presentare alle elezioni dovrà essere sostenuta da almeno 500 sottoscrizioni raccolte in tutta la Repubblica Veneta da parte di cittadini veneti residenti maggiorenni. Ogni cittadino potrà sottoscrivere una ed una sola lista. In caso di firme doppie esse non saranno conteggiate in nessuna lista in cui saranno presenti.

Le sottoscrizioni potranno essere effettuate su carta intestata della lista, completa dei candidati deputati, e/o anche tramite sottoscrizioni on line effettuate via internet, purché siano prodotti gli estremi del documento di identità del sottoscrittore.

Per sostenere la lista di Veneto Sì e permetterci di presentarci alle Elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta, compila il modulo sotto riportato.

    Sottoscrizioni per la presentazione di Veneto Sì al Parlamento Veneto

    Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di appoggiare la presentazione delle liste di Veneto Sì alle elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta.

    Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web www.https://venetosi.org/privacy

    Comitato Elettorale – Veneto Sì

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    LA FINTA “GALASSIA VENETISTA” È OPERA ED INTERESSE DELLA PARTITOCRAZIA

    La presunta divisione tra indipendentisti è creata dalla lega nord, che si inventa listine di disturbo per cercare mantenere il sistema di potere che le garantisce soldi e privilegi

    lega.unita-2.fwSi leggono in questi giorni in rete, come sempre in periodi pre-elettorali, molteplici appelli all’unità di organizzazioni e movimenti indipendentisti veneti. In linea di principio essi sono condivisibilissimi: è insensato infatti dividere. Andiamo però a vedere più in profondità: sono realistici, o meglio, le cose stanno proprio come vengono riportate da alcuni?

    Credo che i veneti debbano svegliarsi un pò e capire che la cosiddetta “galassia venetista” è da sempre una creazione artificiale della lega nord, che ha tutto l’interesse a inventarsi listine di disturbo, foraggiandole e raccogliendo loro anche le firme (è successo ad ogni elezione). Ricordatevi che la lega da 25 anni ha creato un sistema di potere che le garantisce soldi e privilegi e a questo non è disposta a rinunciare. Purtroppo molte persone per bene non capiscono ciò e cadono nella rete degli imbonitori, o dei furbacchioni.

    Facciamo alcune ipotesi.

    Prima ipotesi. Tutti gli indipendentisti sono di buona volontà e pongono l’obiettivo al di sopra delle proprie convenienze particolari. In tal caso il problema non dovrebbe sussistere, in quanto facilmente si troverebbe una strategia condivisa che abbia come finalità l’obiettivo che accomuna tutte le sigle e su quella si stringono accordi nel rispetto di tutti. Domanda: la lega nord e gli altri partiti come andrebbero considerati in tale ipotesi? Se gli indipedentisti fossero tutti brava gente, la lega nord e gli altri partiti italiani suoi alleati andrebbero esclusi, in quanto non condividono l’obiettivo dell’indipendenza del Veneto, come confermano le parole del loro segretario federale e del governatore veneto uscente.

    Seconda ipotesi. Qualche indipendentista NON è in effetti di buona volontà, ma ha solo l’interesse ad essere eletto. Per ottenere questo scopo deve allearsi alla lega nord, oppure al pd, i partiti capofila delle due coalizioni della partitocrazia italiana. In questo caso i disegni sarebbero rovinati dagli indipendentisti di buona volontà, che correndo da soli smaschererebbero questo disegno. Qual è allora la controstrategia della lega nord e dei partitini falso-indipendentisti? Semplice, creare listine di disturbo, dando vita e alimentando la galassia autonomista-indipendentista, che come unico scopo deliberato di esistenza ha quello di confondere gli elettori, facendo trasparire gli indipendentisti come eternamente divisi e litigiosi.

    Conclusioni. È chiaro quindi che l’unità degli indipendentisti è impossibile da ottenere, perché è proprio la lega nord ad avere l’interesse strategico nel far apparire diviso il loro principale concorrente, perché altrimenti sarebbe a rischio la sua stessa vita politica.

    Per smascherare il giochino, quando leggete questi finti appelli all’unità degli indipendentisti rispondente loro: ma come si fa ad essere uniti, se la prima a dividere i veneti è la lega nord che si allea ai partiti italiani e molte listine vogliono a loro volta entrare in tale coalizione?

    Chiedetevi inoltre cari veneti: perché l’indipendenza del Veneto questa settimana ha fatto notizia sul Financial Times e sul Telegraph, la settimana precedente è stata osannata dal già consulente strategico della Casa Bianca e invece i giornali veneti e italiani non ne parlano, se non coniugandola secondo il paradigma della galassia venetista?

    Perché i giornali di tutto il mondo vedono i veneti uniti dal referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, che costituisce il fatto politico che ha elevato la questione veneta alla visibilità internazionale, mentre i servi dei partiti italiani non ne fanno menzione?

    La vera discriminante allora è proprio questa: chi appoggia il Plebiscito Digitale e la dichiarazione di indipendenza del Veneto è in buona fede, mentre gli altri cercano solo qualche ossobuco avanzato dalla tavola ben imbandita a nostre spese della partitocrazia italiana.

    Per quanto mi riguarda, mi basta rispondere a una sola domanda: cosa farò dopo la vittoria nelle elezioni regionali?

    Semplice, il Consiglio Regionale come tale NON si riunirà più da solo, ma sarà CONVOCATO in ASSISE PLENARIA con il PARLAMENTO Provvisorio della REPUBBLICA VENETA per confermare e fare propria la Dichiarazione Unilaterale di INDIPENDENZA del Veneto del 21 marzo 2014 di Treviso.

    A te la scelta: VENETO SI o VENETO NO?

    Gianluca Busato
    Candidato Presidente del Veneto
    per Veneto Sì

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    TELEGRAPH E FINANCIAL TIMES: IL VENETO PROSSIMO ALL’INDIPENDENZA PER RAGIONI ECONOMICHE

    Gli autorevoli quotidiani britannici citano lo studio di Deutsche Bank che ha inserito il Dossier Veneto tra le questioni aperte in Europa per rivendicazioni indipendentiste, grazie al referendum digitale del 16-21 marzo 2014 organizzato da Plebiscito.eu

    venice-2015Oggi il Telegraph e ieri il Financial Times ritornano sulla questione dell’indipendenza del Veneto e delle regioni produttive d’Europa, sottoposte a maggiore pressione fiscale da parte degli stati centrali. Viene citato il rapporto di Deutsche Bank, che la settimana prima dello scorso Natale aveva inserito il Dossier Veneto a pieno titolo tra le questioni aperte in Europa per rivendicazioni di tipo indipendentista, grazie al referendum digitale del 16-21 marzo 2014 organizzato da Plebiscito.eu e che lo aveva indetto insieme a diversi Comuni del Veneto.

    chartLa questione economica costituisce la prima ragione che alimenta la spinta indipendentista di tali regioni europee, sottolinea il Financial Times, che mette in rilievo la stessa ragione per spiegare anche l’assenza di analoga forza propulsiva di movimenti simili in Francia e Germania.
    Il Telegraph sottolinea inoltre come i maggiori costi strutturali in cui incorrerebbero i nuovi stati indipendenti in Veneto, Catalogna, Fiandre (ad esempio per la spesa pubblica per creare la struttura amministrativa, di difesa e diplomatica), sarebbero controbilanciati dall’integrazione europea che permetterebbe nel contempo di assorbirli in parte.

    Aggiungiamo inoltre noi che i costi opportunità di non avere una chiara strategia territoriale sono inoltre difficilmente quantificabili a priori, anche se, ad esempio, già la sola chiara ed evidente disparità del bilancio fiscale rende il Veneto tra le regioni europee con un percorso verso la propria indipendenza forse quella che ne ne godrebbe il maggiore beneficio. Tacendo inoltre di ulteriori opportunità derivanti dal prossimo prevedibile cambio di equilibri strategici e geopolitici che lo vede candidarsi a diventare crocevia e baricentro di nuove relazioni e commerci anche extracontinentali.

    gbu-15Gianluca Busato, candidato presidente del Veneto per Veneto Sì ha commentato: “per citare solo la situazione economica attuale, si spiega ad esempio perché il modello bavarese si è ben accontentato dell’assetto federale, alimentandolo politicamente con un grande consenso alla costola bavarese autonoma della CDU, la CSU, che svolge il ruolo di elemento essenziale per la stabilità di governo della Germania, ma che d’altro canto riesce a svolgere anche perché la Baviera, con 12,5 milioni di abitanti, lamenta un residuo fiscale verso lo Repubblica Federale di circa 3 miliardi di euro annui, ben poca cosa se raffrontati al Veneto che, con 5 milioni di abitanti, ha un residuo fiscale verso lo stato italiano che oscilla annualmente tra i 17 e i 21 miliardi di euro, senza contare gli sprechi della spesa pubblica centrale in Veneto che non ci sorprenderebbe se addirittura facesse raddoppiare tale cifra monstre”.
    45_IMG_006“Si capisce pertanto la differenza sostanziale tra la capacità delle due regioni, che pure costituiscono due fondamentali motori industriali d’Europa, di esercitare un effettiva influenza nel sistema decisionale europeo e globale”.

    “Va inoltre ricordato – continua Gianluca Busato – come in tale dibattito il Veneto abbia saputo inserirsi grazie all’opera di Plebiscito.eu, che ha saputo trovare il modo e i tempi più saggi per farlo entrare in prima linea tra le regioni europee prossime all’indipendenza e che oggi, a poco meno di un anno di distanza da tale successo, dà il via alla prima riunione operativa per l’organizzazione delle elezioni autogestite del Parlamento Provvisorio del Veneto indipendente”.

    Adunata 10febb_Padova (1)“Chi ha saputo realizzare tale goal strategico – conclude Busato –, in assoluta solitudine e con totale sorpresa di qualsiasi altro esponente o formazione politica regionale, oggi merita la fiducia dei veneti, in quanto proprio per aver già saputo concretamente portare la questione veneta all’attenzione del mondo è il naturale, concreto e più credibile e autorevole candidato a terminare l’opera intrapresa con il raggiungimento della piena indipendenza della Repubblica Veneta”.

    L’appuntamento è quindi per questa sera martedì 10 febbraio presso l’hotel Sheraton di Padova a partire dalle ore 20.30, con l’adunata generale dei volontari per l’indipendenza del Veneto.

    Ufficio Stampa – Veneto Sì

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    UBRIACHI DI LIBERTÀ

    Gli stereotipi e i tentativi di normalizzare i veneti non li fermeranno nel loro percorso di indipendenza in apertura al mondo che li aspetta lì fuori dalla gabbia italiana
    vignetiProseccoConeglianoValdobbiadene

    Gli stereotipi contro il Veneto e i Veneti si consumano da sempre da parte dei vari presunti maître à penser dell’intellighenzia italianista che mal sopportano la nostra voglia di essere liberi e indipendenti. I Veneti da sempre sono stati aperti al MONDO e si sentono stretti dentro i confini di uno stato-gabbia, i nostri destini sono quelli dipinti qualche settimana fa da the Nation.

    “La via della seta marittima inizia in provincia di Guangdong, segue la rotta verso lo Stretto di Malacca, l’Oceano Indiano, il Corno d’Africa, il Mar Rosso e il Mediterraneo, terminando in sostanza a Venezia, il ché sarebbe un’autentica giustizia poetica. Pensate a ciò come se fosse il percorso di Marco Polo in senso inverso”, scrive il giornalista brasiliano Pepe Escobar.

    Sì, noi Veneti siamo UBRIACHI di LIBERTA’ e nessuno potrà fermarci nella nostra strada verso l’indipendenza. E il mondo è lì fuori che ci aspetta.

    Così come, d’altro canto, era emerso sempre qualche mese al World Economic ForumAd esempio, lo scorso marzo, gli italiani del nord-est inaspettatamente hanno votato in un referendum non ufficiale sull’indipendenza del Veneto. […] Prima o poi, le ambizioni irredentiste saranno bruscamente riaffiorano e la disintegrazione politica del paese sarà una questione di tempo. Rinegoziare i termini del rapporto è più vantaggioso che ricorrere a minacce politiche o, nei casi più estremi, all’uso della forza. Una transizione graduale è necessaria per ridurre al minimo i costi economici, politici, amministrativi e derivanti dalla rottura”.

    Si capisce allora perché la lettera di false scuse di Oliviero Toscani si chiuda proprio con una battuta e un brindisi all’unità d’Italia: essa così rivela la vera ragione alla radice del suo pensiero negativo ed offensivo e di quello di tutti i presunti intellettuali che da sempre demonizzano i veneti, con il tentativo sottile di normalizzarli e di italianizzarli: noi non rinunceremo mai alla nostra voglia di essere liberi e ci ubriacheremo sempre con grande desiderio alla sua fonte.

    Gianluca Busato
    Candidato PRESIDENTE DEL VENETO
    Per VENETO SI

      Class action contro il razzista Oliviero Toscani

      Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di unirmi alla class action contro Oliviero Toscani, per le sue parole profondamente razziste verso tutti i veneti.

      Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web www.https://venetosi.org/privacy

       

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      TOSCANI CONTRO VENETI, BUSATO (VENETO SI): “NON FINIRA’ A TARALLUCCI E VINO”

      “Toscani confonde i Veneti con lega, pensando di farsi pubblicità gratuita a nostre spese. Invece la dovrà pagare, perché noi valiamo. E tanto”

      Oggi Oliviero Toscani ha scritto una lettera di presunte scuse al governatore uscente del Veneto.

      toscani-bott.fw-2Gianluca Busato, candidato Presidente del Veneto per Veneto Sì, a tal proposito ha commentato: “quelle scuse non erano rivolte a un Popolo, ma ad un politico, confondendo per l’ennesima volta i Veneti con la lega. E se possibile è riuscito a peggiorare ancor più la situazione. Per quanto ci riguarda non finirà a tarallucci e vino come pensa il fotografo caduto in disgrazia. Egli ha pensato di farsi della pessima pubblicità gratuita ai danni di un Popolo intero. E noi questa pubblicità gliela faremo pagare, con una tariffa degna dei migliori professionisti, perché noi Veneti valiamo. E tanto”.

      È pertanto confermata l’azione legale, che sarà portata avanti dall’avvocato Marco Bortolan di Vicenza, incaricato a curare l’azione legale in ambito penale e civile con richiesta di danni per conto degli aderenti alla iniziativa del movimento Veneto Si e di quanti altri vorranno farne parte anche come non iscritti a Veneto Sì, ma in quanto veneti e basta.

      Nel momento in cui scriviamo hanno dato la propria adesione all’iniziativa oltre 1700 cittadini veneti, con un flusso ininterrotto di adesioni dal sito internet di Veneto Sì che dura ormai da quasi due giorni.

      La presentazione ufficiale dell’iniziativa al pubblico e alla stampa avverrà martedì prossimo alle ore 21 presso l’hotel Sheraton di Padova.

      Ad essa si affiancherà anche una class action, in merito a un atto di concorrenza sleale in danno dei consumatori del vino veneto e dell’intera filiera vitivinicola veneta, anche in considerazione del fatto che lo stesso Oliviero Toscani è un produttore di vino.

      Ufficio stampa
      Veneto Sì

        Class action contro il razzista Oliviero Toscani

        Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di unirmi alla class action contro Oliviero Toscani, per le sue parole profondamente razziste verso tutti i veneti.

        Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web www.https://venetosi.org/privacy

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        TOSCANI CONTRO VENETI: 1.500 ADESIONI ALL’AZIONE LEGALE INTENTATA DA VENETO SI. PRESENTAZIONE ALLO SHERATON A PADOVA IL 10 FEBBRAIO

        Veneto Sì affida l’incarico legale all’avvocato Marco Bortolan di Vicenza. Gianluca Busato: “faremo pagare cara la pubblicità gratuita che Toscani si è fatto ai danni dei Veneti”

        logo_senza_bordo[Venezia, 5 febbraio 2015] – Sono arrivati a quota 1.500 i veneti che hanno aderito all’azione legale che Veneto Sì ha promosso in seguito alle ripetute dichiarazioni offensive di Oliviero Toscani contro tutti i cittadini veneti.

        Sarà l’avvocato Marco Bortolan di Vicenza a curare l’azione legale in ambito penale e civile con richiesta di danni per conto degli aderenti alla iniziativa del movimento Veneto Si e di quanti altri vorranno farne parte anche come non iscritti a Veneto Sì, ma in quanto veneti e basta.

        La presentazione ufficiale dell’iniziativa avverrà martedì prossimo alle ore 21 presso l’hotel Sheraton di Padova.

        Ad essa si affiancherà anche una class action, in merito a un atto di concorrenza sleale in danno dei consumatori del vino veneto e dell’intera filiera vitivinicola veneta, anche in considerazione del fatto che lo stesso Oliviero Toscani è un produttore di vino.

        L’adesione formale all’iniziativa legale avverrà a partire da martedì prossimo alle ore 21 presso l’hotel Sheraton di Padova. Chi intende aderire dovrà portare con sé un documento di identità e una sua fotocopia e compilare il modulo sotto riportato.

        Schermata 2014-05-28 alle 16.43.18Gianluca Busato, candidato presidente del Veneto per Veneto Sì e primo promotore dell’iniziativa legale ha dichiarato: “Oliviero Toscani pensa di farsi pubblicità gratuita a danno dei veneti, tant’è che continua a presenziare a trasmissioni radiotelevisive in cui alza il tiro contro di noi. Grazie alla nostra azione la sua pubblicità diventerà a pagamento: gliela faremo pagare salata! Più in generale ravvisiamo un attacco contro il Veneto, reo di non adeguarsi al nuovo corso di spendi e spandi pubblico, finanziato con il furto dei nostri soldi e delle nostre speranze. Come Veneti non possiamo permetterci di rimanere isolati dal mondo civile per finanziare il sottosviluppo italiano e dobbiamo invece quanto prima conquistare la nostra piena indipendenza per agganciarci al mondo civile e al treno della ripresa che noi rischiamo di perdere restando ancorati al pachiderma burocratico italiano. L’unica soluzione è data dall’ignorare i teatrini della politica italiana rispondendo al più presto e correttamente alla domanda VENETO SI o VENETO NO”.

        Ufficio stampa
        Veneto Sì

        Per facilitare l’organizzazione e avere anche accesso al parcheggio gratuito, si prega di compilare il seguente modulo di pre-adesione.

          Class action contro il razzista Oliviero Toscani

          Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di unirmi alla class action contro Oliviero Toscani, per le sue parole profondamente razziste verso tutti i veneti.

          Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web www.https://venetosi.org/privacy

           

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          DOPO AVER LETTO DI ZUCCATO, QUASI QUASI CHIEDIAMO NOI SCUSA A TOSCANI

          Risposta alle incaute affermazioni del Presidente di Confindustria Veneto, mentre sono già 1000 i veneti che hanno aderito alla class action contro Oliviero Toscani

          zuccatoIl presidente di Confindustria Veneto Roberto Zuccato ieri ha forse colto una nuova occasione per rendere omaggio di fedeltà al suo cognome, lanciando un’invettiva contro l’indipendenza del Veneto. Al punto che quasi ci fa pentire di aver lanciato una class action contro Oliviero Toscani, che qualche giorno fa ha volutamente offeso tutti i veneti, definendolo “un popolo di ubriaconi e alcolizzati”. Iniziativa che nel frattempo ha visto aderire già oltre 1000 veneti in un solo giorno e che sarà presentata al pubblico e alla stampa presso l’hotel Sheraton martedì 10 febbraio alle 21.
          Se infatti i rappresentanti veneti ai massimi livelli delle organizzazioni di categoria fanno una così esplicita e plateale manifestazione di ignoranza, è evidente che un osservatore esterno come Toscani possa forse essere stato tratto in inganno, anche se ciò non lo giustifica.
          Veniamo allo Zuccato. Il nostro imprenditore asserisce infatti che i gravi problemi del Veneto siano dovuti “all’immagine devastata” causata dall’indipendentismo, “che non ci fa buon gioco a livello nazionale”. E ancora: “l’isolamento fa solo male, ci danneggia. Dobbiamo svegliarci, stare attenti e guardare sempre più all’Europa”. Una verità, a sua parziale discolpa, poi la dice quando boccia anche l’ipotesi di Veneto a statuto speciale, perché “impossibile da raggiungere”: qui ha ragione.
          Sulla prima parte però egli dimostra come minimo di non aver studiato. Se c’è una componente che ha dimostrato nei fatti di volere l’isolamento dall’Europa, questa è proprio la classe politica italiana e italianista, che ha attuato e attua una politica di spesa pubblica sconsiderata, illudendosi che possa essere compatibile con un futuro di crescita. Assecondata e talvolta guidata proprio dai suoi esponenti veneti, che, ad esempio con l’eclatante caso di Galan e del Mose, hanno dimostrato di essere iperitalianisti, per mangiare ancor di più. È quello il metodo predicato da Zuccato per “tornare ad essere centrali in Italia sul piano economico?”.
          In realtà è proprio questa politica dissennata che ci ha posti ai margini dell’Europa che conta, di fianco alla Grecia degli irresponsabili.
          Zuccato si pone forse al fianco di costoro? Magari per un piatto di lenticchie? Vogliamo sperare di no.
          L’indipendenza del Veneto ha con tutta evidenza assunto i connotati di serietà e ha riscosso un’attenzione mediatica internazionale e un consenso popolare mai visti prima proprio in virtù della visione strategica e sistemica che ne ha determinato e ne sta oggi determinando ancor più il successo.
          VolantinoA5_votoVSI-STAMPA_Pagina_2Per citare un solo esempio, chi mai prima degli indipendentisti di Plebiscito.eu e Veneto Sì, signor Zuccato, ha portato in agenda la creazione per il Veneto di un nuovo sistema di capitali meno bancocentrico rispetto a quello asfittico italiano, basato sul gioco delle tre carte, e più incentrato sul VENTURE CAPITAL e sul private equity, che, ad esempio, negli USA è nove volte più sviluppato che in Europa e che ha permesso ai più capitalizzati marchi del mondo di crescere e diventare tali in pochi anni e decenni da semplici garage in cui erano nati grazie al genio di giovani menti e giovani cuori? Eppure queste erano le raccomandazioni fatte all’Italia solo pochi mesi fa dallo stesso Fondo Monetario Internazionale.
          Gli isolazionisti allora paiono essere le persone come lei, che pretendono di mantenere il Veneto – contro il suo interesse – ancorato a uno stato fallito e che non è nemmeno in grado di pagare, se non truccando i conti, gli interessi che maturano sul debito pubblico monstre che ha alimentato una politica di sottosviluppo, al punto che Standard & Poor’s sempre qualche settimana fa – e non l’ufficio studi di Plebiscito.eu – ha classificato il debito pubblico italiano appena sopra il livello di spazzatura. E non bastano di certo discutibili operazioni di immagine quali l’affiancare una vecchia panda ad assurdi stipendi superiori a quelli dei principali leader e capi di stato internazionali per risollevarci.

          Caro Signor Zuccato, al VENETO non mancano le giovani menti e i giovani cuori, mancano invece i leader moderni coraggiosi e preparati che sappiano loro fornire gli strumenti sistemici economico-finanziari per realizzare i loro sogni, che sono anche la nostra più potente arma per affrontare un futuro di serenità in un mondo globale sempre più competitivo. E le Sue incaute e poco informate affermazioni sull’indipendentismo veneto, con tutto il rispetto, ne sono la più lampante dimostrazione.

          Il confronto tra VENETO SI e VENETO NO è equivalente alla dialettica ITALIA SI-ITALIA NO, in quanto una affermazione indipendentista in Veneto equivale anche alla sopravvivenza di quanto di meglio c’è in Italia, gettando nel dimenticatoio politico le infauste schiere di statalisti keynesiani falliti che l’ha condannata al degrado e al delino.

          Si ricordi Sig. Zuccato che il meglio di sé proprio l’Italia lo ha saputo esprimere proprio nel Rinascimento, quando non esisteva lo stato italiano (che ne ha usurpato anche il nome. La battaglia che si svolge oggi in VENETO è la battaglia che deve unire anche tutti gli intellettuali italiani consapevoli di ciò.

          VENETO SI-VENETO NO significa anche EUROPA SI-EUROPA NO, poiché una vittoria del potere statalista italiano in Veneto significa la fine di un’Europa politica equilibrata e forte, che può reggersi solo se i suoi membri sanno essere virtuosi e non mele marce che intaccano inevitabilmente anche la parte sana.

          Il resto è illusionismo politico e servilismo accattone e con tutto il cuore vogliamo sperare che Lei non rappresenti né l’una né l’altra parte.

          Gianluca Busato
          Segretario – Veneto Sì

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          ADUNATA nazionale dei VOLONTARI per l’INDIPENDENZA del VENETO convocata martedì 10 febbraio all’hotel Sheraton di Padova

          Adunata 10febb_Padova (1)Ci risiamo. Come sempre, più di sempre, tutti sottovalutano il Veneto. Un anno fa il 6 febbraio 2014, nell’indifferenza quasi generale, si teneva a Padova la prima riunione generale dei volontari per l’indipendenza del Veneto. Fu un successo, che passò quasi inosservato, preludio di cosa sarebbe avvenuto di lì a poco.
          Quest’anno si sta riproponendo una miscela che pare ancora più esplosiva. A differenza di allora, nel frattempo abbiamo infatti affinato una macchina organizzativa meno spontanea, più preparata e professionale e con un entusiasmo e una determinazione ancora maggiori.
          È incredibile l’emozione che stiamo provando in queste ore nel constatare che nel Veneto profondo ci stavano aspettando. Stavano attendendo che tornassimo ancora, come un rasoio bilama, per eliminare alla radice la malapianta della politica italiana dal Veneto.

          Eccoci, siamo tornati. E presto tutti lo vedranno.

          L’ora è arrivata. Partiamo esattamente come eravamo partiti un anno fa.

          Tieniti libero per la ADUNATA NAZIONALE VOLONTARI per l’INDIPENDENZA del VENETO che si terrà martedì 10 febbraio 2015, alle ore 20.30, presso l’Hotel SHERATON a PADOVA (in Corso Argentina, 5, di fianco all’uscita del casello PD est). [Evento su facebook].

          NON MANCARE! Passaparola!

          Il Veneto profondo si sta organizzando per sorprendere ancora una volta, con ancora più potenza, il mondo intero.

          Ne vedremo delle belle. Poi non dite che non vi avevevamo avvisato 🙂

          VENETO SI