Pubblicato il 2 commenti

VENETO INDIPENDENTE SINGAPORE D’EUROPA

Sono 100 i miliardi di euro rubati ai Veneti nei 5 anni in cui la lega ha retto il sacco ai ladri dello stato italiano. Al Veneto serve un profilo internazionale con l’indipendenza

BusatoGianluca (1)_singaporeDopo le elezioni on line autogestite del Parlamento Veneto, ora il Veneto si trova alla vigilia di una decisione vitale per il proprio futuro con le prossime elezioni regionali.
Ad ascoltare giornali e telegiornali che traboccano come ospiti di candidati governatori del Veneto della partitocrazia (che tenta di camuffarsi, nascondendo i propri simboli, o con piroette programmatiche imbarazzanti) e di sondaggi senza opzioni per l’indipendenza del Veneto (che pure rappresenta per antonomasia la stragrande maggioranza assoluta plebiscitaria dell’opinione pubblica veneta), la partita sembra bloccata tra un’opzione di “buongoverno” leghista e un’altra di “buongoverno” renziano. Al di là delle reciproche prese di posizione su singoli aspetti di programma, la domanda che accomuna tali le scelte è: al Veneto oggi serve proprio una proposta di “buongoverno”?
La risposta non è scontata, in quanto se è vero che solitamente dovrebbe essere un sì, è altrettanto chiaro che oggi ci troviamo di fronte a prospettive del tutto diverse da quelle di una situazione consuetudinaria.
Dall’inizio del “buongoverno” della miseria guidato dalla lega in regione Veneto, lo stato italiano ha infatti rubato ai veneti 100 miliardi di euro, sotto forma di tasse non tornate sotto nessuna forma nel territorio, e ha bruciato circa altri 100 miliardi di euro di soldi dei veneti per mala gestio, gettando i nostri concittadini, le imprese e le famiglie venete in uno stato di prostrazione e depressione. Il Veneto oggi vive la più grande e drammatica crisi della propria storia moderna, al punto che l’unica progettualità che si riscontra nelle giovani generazioni è rappresentata dall’emigrazione. Chi afferma altro è bugiardo.
È chiaro quindi che per poter dare uno scossone salutare serve qualcosa di più e di diverso rispetto alla semplice idea di un “buongoverno”, che rappresenta l’ottimo solo in condizioni di normalità., mentre perservare con questa ricetta oggi significa solo andare incontro a morte certa.
Qui ed ora, in Veneto, sia la proposta del governatore uscente sia quella della sua principale competitrice secondo quanto riferiscono i media, ci sembrano entrambe strade che portano alla miseria e alla disperazione, che infatti è ben palpabile nella società civile veneta.
L’interesse internazionale verso la nostra piena indipendenza è assicurato da una copertura straordinaria che grazie alla nostra opera è stato data alla questione veneta nella stampa di tutto il mondo.

Schermata 2014-03-21 alle 15.14.41
E proprio alzando lo sguardo al di là della gabbia italiana, osserviamo che in questi giorni è mancato all’età di 91 anni Lee Kuan Yew, il leader che seppe assicurare l’indipendenza di Singapore dal Regno Unito prima e dalla Malesia poi, trasformandola da povera colonia a uno degli stati più ricchi del mondo.
La storia di Singapore è illuminante anche per il Veneto che, dopo le elezioni on line autogestite del Parlamento Veneto, si trova alla vigilia di un’importante decisione per il proprio futuro con le prossime elezioni regionali da un lato e con l’azione di autogestione che partirà dalle legittime istituzioni che si è data la Repubblica Veneta, in aperta concorrenza istituzionale con lo stato italiano.

Nel momento in cui vengono tracciate nel mondo le nuove vie della seta che rappresentano le arterie di comunicazione intercontinentale che identificheranno Venezia e il Veneto come nuovo snodo logistico globale. Il nostro programma è proprio di esaltare le potenzialità e la nostra naturale vocazione ad assumere un ruolo che ci è proprio da sempre, attraverso gli opportuni strumenti economico-finanziari sistemici che entro breve tempo la società civile veneta, a livello privato più che pubblico, si doterà, anche grazie all’opera di catalizzazione svolta da Plebiscito.eu presso i rappresentanti dell’impreditoria e dell’economia veneta.

Gianluca Busato
Candidato Presidente del Veneto
per Veneto Sì

Per aiutarci nella raccolta delle firme che scatterà a breve e far parte del Comitato Elettorale per la mia elezione a Presidente del Veneto, compila il modulo che trovi di seguito.

    Adesione al Comitato Elettorale per l'elezione di Gianluca Busato a presidente del Veneto

    Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di aderire al Comitato Elettorale per l'elezione di Gianluca Busato a presidente del Veneto.

    Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web http://www.venetosi.org/privacy

     

    Pubblicato il 2 commenti

    IL FRONTE ESTERNO E QUELLO INTERNO DEI LIBERI VENETI

    maf_400x400Si sa che la piena indipendenza del Veneto ha numerosi nemici.
    La leadership di Plebiscito.eu ha dimostrato una tal fermezza sulle questioni legate al parassitismo di generazioni di burocrati e politici che si trova un fronte esterno così focalizzato al mantenimento dello status quo che sembra quasi impossibile che i colpi di maglio che i veneti liberi stanno dando a questo muro compatto diano i loro frutti. L’informazione di regime ha alzato una ulteriore rete protettiva e dalle strette maglie poco filtra. Solo un esiguo numero di testate, Libero e Il Giornale in primis, e alcune on-line hanno avuto il coraggio di pubblicare qualcosa sulla cosiddetta “questione veneta”. Ben altra aria si respira sulla stampa internazionale che invece dimostra un grande attenzione nei riguardi del destino del Veneto. In realtà negli esclusivi salotti romani la questione Veneta è invece ben conosciuta e in fase di studio. Quelle informazioni negate alla massa sono sotto la lente d’ingrandimento di alcune istituzioni vuoi perché ne hanno dato ampio risalto prestigiose testate straniere molto vuoi perché uffici studi di importante istituzioni finanziarie ne fanno oggetto di ricerca e monitoraggio. Il fronte esterno, costituito dalle istituzioni italiane, ha compreso con chiarezza come l’azione di Plebiscito.eu sia volta a mettere in mora il Governo centrale italiano “che dinnanzi a rivendicazioni di indipendenza democraticamente avanzate non ha più alibi per la sua eventuale noncuranza”. Le istituzioni italiane sanno che “in nessun caso il mero rispetto della legalità, in particolare di quella costituzionale, potranno essere considerati di per sé condizione sufficiente ad avallare una situazione di immobilismo politico che non rispecchia la realtà socio‐politica del paese. [sanno che] Il silenzio non può essere la risposta alle rivendicazioni avanzate democraticamente da una parte del corpo sociale, seppure in un’ottica di modifica dell’ordine costituzionale”.

    Vi è stato il riconoscimento di Plebiscito.eu e delle sue azioni da parte di così tanti soggetti autorevoli che nessuno più si chiede se il Veneto potrà diventare indipendente ma quando potrà raggiungere la piena indipendenza.

    Sarà per questo che è stato creato ad arte un fronte interno costituito da veneti (?) che hanno “pretese” di legalità volte esclusivamente ad insinuare dubbi sulle azioni che con grande determinazione Plebiscito sta mettendo in atto per addivenire alla piena indipendenza.
    In realtà il fronte interno è, come da tradizione tutta italiana, costituito in parte sia da soggetti al soldo dei conservatori italiani, che di veneti in buona fede (?) che danno credito ad “una quinta colonna di giacobini e di massoni” e che prestano fede a questo”
    La storia della Venetia è costellata di soggetti che hanno collezionato “una tale serie di giravolte, marce indietro, cambi di bandiera, trasformismi e porcate” che c’è da chiedersi come faccia un veneto a credere ancora a questi soggetti dai mille volti.

    Il fronte interno non va demolito ma, isolato! E’ sufficiente “renderci conto che ogni nostra risposta non cambierà la [sua] mente […], ma anzi potrà nutrirlo”.
    Gli attriti e le rivendicazioni tra gli stessi indipendentisti disperdono energie positive e aumentando quel disordine intellettuale che si riverbera sulle venete genti. E’ innegabile che Plebiscito ha portato la “questione veneta” all’attenzione del mondo. Ha saputo catalizzare attorno a se veneti che mai prima avevano rivendicato il diritto di essere uomini liberi. Ha saputo risvegliare quella dignità di chi è stato abituato solo a spaccarsi la schiena anche il sabato e la domenica e fare schei su schei. A Plebiscito si deve la primogenitura della formula chimica vincente della rivoluzione digitale e con il sorriso.
    Ci aspettano sfide importanti per essere baricentro del mondo che cambia.
    Ogni sincero patriota veneto sa chi è ora il vero nemico da battere.

    Mauro Fontana
    Consiglio Nazionale – VenetoSì

    Pubblicato il Lascia un commento

    IL PROGETTO INDIPENDENTISTA PER IL VENETO DEL FUTURO E IL NULLA DEI PARTITI DEL BUONGOVERNO DELLA MISERIA

    Dopo il successo delle elezioni del Parlamento Veneto, ora parte la nuova sfida per le elezioni regionali

    venetiIl silenzio di regime italiano non ha impedito a Plebiscito.eu di portare avanti ancora una volta un’azione straordinaria nel segno dell’indipendenza del Veneto con le elezioni del Parlamento Veneto, mentre ogni sera e in ogni dove possiamo vedere le facce sempre più simili a un monoscopio televisivo dei candidati governatori del Veneto espressi dai partiti italiani.

    La grande visibilità mediatica dei partiti italiani e dei loro servi in Veneto contrasta in modo impressionante con la cappa imbarazzata di silenzio sulle attività dell’organizzazione che ha saputo portare la questione dell’indipendenza del Veneto alla ribalta internazionale.

    E allora credo sia giunto il momento di fare qualche confronto.

    Chi siamo noi? Perché ci candidiamo alla guida del Veneto?

    Semplice, perché crediamo ci sia un tremendo bisogno delle nostre conoscenze e della nostra determinazione a compiere un percorso di riscatto ed emancipazione economica, sociale e civica.

    Riteniamo che una guida diversa sia necessaria non solo perché il nostro progetto di indipendenza del Veneto permetterà ai veneti di pagare meno di un quarto delle tasse che pagano oggi sotto l’Italia e di avere un 10-30% in più di servizi ai cittadini (strade, scuola, sanità, assistenza sociale e domiciliare etc).

    La nostra vittoria nelle elezioni regionali è fondamentale non solo perché nel Veneto indipendente i lavoratori vedranno aumentare sensibilmente il proprio stipendio (di 500 € al mese netti in busta paga per chi oggi guadagna 1200 €) e il loro costo del lavoro ai datori di lavoro, non solo perché renderanno le pensioni più sicure e alte.

    Il mandato popolare all’unico candidato governatore che intende confermare la dichiarazione di indipendenza del Veneto è vitale non solo perché così potremo avere un sistema giudiziario degno di questo nome e lo sradicamento dell’endemica corruzione italiana originata dal voto di scambio e dal potere di intermediazione politica di una classe di lestofanti e buoni a nulla.

    RU-CINA-nuove-vie-della-seta_big (1)La ragione più importante che ci vede concorrere alla presidenza del Veneto è che noi sappiamo esattamente dove portare il nostro Popolo tra 10-20-35 anni, con quali progetti strategici, attraverso quali piani attuativi ed operativi e con quali risorse e strumenti sistemici ed economico-finanziari globali.

    Noi non vi parliamo di buongoverno come fanno i politici italiani di ogni risma perché esso è la prima causa del disastro socio-economico che ha spinto la nostra terra nella disperazione, soffocando i nostri sogni e le nostre speranze, costringendo i nostri giovani ad emigrare per cercare di scappare da un inferno fiscale e gettando le nostre donne, i nostri uomini e in particolare i nostri anziani e tutte le fasce di cittadini più deboli in una prostrazione dove è negata anche la dignità.

    Noi siamo schiavi e sudditi, ma oggi dobbiamo trovare la forza per il nostro riscatto morale, noi portiamo la speranza e un progetto concreto che ridarà la forza e la potenza che il Veneto possiede e il mondo ci riconosce.

    Siamo partiti da internet e dai social network per costruire una forza alternativa e sganciata dalla partitocrazia criminale italiana. Ora dobbiamo completare l’opera arrivando in ogni casa, spiegando che ora finalmente è sorta una nuova guida è una nuova speranza per un futuro di indipendenza e civiltà.

    Tra pochi giorni partirà la raccolta firme necessarie per presentarci alle elezioni regionali. I partiti farabutti si sono fatti una legge che li esenta dal raccoglierle, questa sarà la prima sfida da vincere e la vinceremo. Dovremo raccogliere 2.000 firme nelle provincie più grandi (PD, TV, VE, VI, VR) e 1.250 nelle province più piccole (BL, RO). Per farlo dovremo andare nei comuni dove saranno depositati i moduli di raccolta e portare i nostri concittadini. Non appena parte il segnale, scattiamo in massa per completare la raccolta e poi scateniamo la campagna più virale che mai sia stata fatta in Veneto.

    Ne va del nostro futuro.

    Per aiutarci nella raccolta delle firme che scatterà a breve e far parte del Comitato Elettorale per la mia elezione a Presidente del Veneto, compila il modulo che trovi di seguito.

      Adesione al Comitato Elettorale per l'elezione di Gianluca Busato a presidente del Veneto

      Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di aderire al Comitato Elettorale per l'elezione di Gianluca Busato a presidente del Veneto.

      Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web http://www.venetosi.org/privacy

      Gianluca Busato
      Candidato Presidente del Veneto
      Per Veneto Sì

      Pubblicato il 6 commenti

      AIUTIAMO GLI INTELLETTUALI A CAPIRE L’INDIPENDENTISMO VENETO MODERNO

      Wu Ming 1 e la mancata analisi sul fenomeno che sta riscuotendo il consenso di fasce di popolazione sempre più ampie in Veneto

      l_blissettLa prima puntata di Cent’anni a nordest di Wu Ming 1 sull’Internazionale pare rivelare ancora una volta come negli ambienti intellettuali vi sia un’enorme fatica a rapportarsi con il fenomeno dell’indipendentismo veneto moderno. Tale difficoltà spesso sfocia in un meccanismo forse indotto dalla pigrizia che classifica gli indipendentisti di Plebiscito.eu come “ex leghisti”, con ciò tentando di dare una soluzione a nostro avviso errata a una questione non analizzata.
      Tanto per iniziare l’ex di per sé implica un “non”. Altrimenti dovremmo dar ragione a Berlusconi quando etichettava come comunisti gli eserciti di orfani ideologici degli anni ’80 e ’90, oggi traghettati nel renzismo o negli adulatori di Tsipras e Podemos, magari col conticino di famiglia in Svizzera a propria insaputa come i Civati. L’analisi però è carente su altro. Hanno mai provato a leggere le tesi degli indipendentisti veneti moderni i critici intellettuali che in modo sbrigativo ci classificano come fenomeno collaterale al forza-leghismo? Forse scoprirebbero che vi sono tratti più avanzati di tolleranza e apertura rispetto alla grande moltitudine dei partiti di ogni risma e schieramento. Non solo l’indipendentismo moderno è postideologico, ma è anche aperto a una nuova forma di civiltà globale interconnessa. Non gli appartiene né la xenofobia né un atteggiamento di chiusura.
      Tra i propri principi fondanti, nero su bianco, chi altri inserisce il diritto di ricercare la felicità, e di esercitare i suoi sentimenti nel rispetto degli altri? Certo, per molti saranno conquiste ovvie, ma chi altri oltre a Plebiscito.eu si è sentito in dovere di fissare come base della propria azione “il diritto di manifestare le proprie convinzioni politiche e morali, ed il diritto di godere di tali diritti a prescindere dalla posizione sociale, economica, giuridica, di sesso, di età, di convinzione religiosa, politica e morale”, oppure il “rifiuto di ogni forma di discriminazione razziale, etnica, linguistica, di convinzioni religiose, sessista e di orientamento sessuale”?
      È interessante comprendere anche alcune ragioni che hanno portato all’esigenza di chiarezza su questi punti. Gli indipendentisti infatti rappresentano una delle poche se non forse l’unica componente politica moderna che, in Veneto e più in generale in Europa, sono stati combattuti dal potere e non mi riferisco alle derive violente, che spesso nascono da un’impostazione legata anche all’antagonismo sociale, ma proprio a chi ha impostato la propria azione sul civismo democratico e sulla necessità di rivitalizzare il tessuto socio-economico devastato dalla miopia centralista e clientelare della classe dirigente impostasi sulle macerie delle grandi ideologie ottocentesche e novecentesche. Siamo noi gli underground, gli squatter, gli emarginati e forse gli unici indagati per le proprie idee degli anni ’90 e dei primi anni ‘2000 in Italia.
      E mentre noi siamo combattuti, dalla cenere ideale risorge invece come l’araba fenice l’idea di stato-re che si impone sull’uomo, nuovo Dio e nuova scusa in particolare in Italia per una casta di burocrati e di opportunisti per creare la più fitta rete di controllo del consenso oggi diventata il castello di carte che rischia di essere travolto dall’astensionismo dilagante.
      Oppure, appunto da ciò che tra le macerie si scorge essere sopravvissuto dal disastro partitocratico.
      Perché Treviso e Vicenza sono le culle in cui nasce e cresce l’indipendentismo veneto moderno? Semplice, sono due tra le prime dieci province più industrializzate d’Europa, assieme a Bergamo, Brescia, la Brianza e Modena e altro quattro tedesche. Siamo il cuore produttivo europeo, dove più forte si sentono le contraddizioni del mostro statalista che si mangia da solo, a cominciare proprio dal suo organo vitale, il reticolo industriale più fitto del mondo. Dimenticare che il pensiero politico moderno si fonda sulle contraddizioni del lavoro, dai lavoratori, dalla dicotomia tra ricchezza e povertà, tra sfruttamento e schiavitù, tra libertà e oppressione significa perdere il contatto con la realtà, ciò che hanno fatto i partiti e i politici italiani.
      La visione globale degli indipendentisti moderni e i crescenti contatti con i movimenti di tutto il mondo (per quanto ci riguarda l’ultimo è stato con gli indipendentisti di Taiwan, altro cuore tecnologico del mondo) dimostrano e confermano quanto Parag Khanna ha teorizzato: non solo gli indipendentisti veneti sono innovativi, ma siamo addirittura gli anticipatori del nuovo mondo che si sta formando, l’avanguardia dell’evoluzione umana verso una nuova forma di civiltà globale interconnessa. Non chiediamo quindi che gli intellettuali – e in particolar modo gli intellettuali italiani – condividano le nostre idee. Ma suggeriamo loro che approfondiscano il loro studio, per evitare che il loro orologio resti fatalmente indietro con quello che scandisce i tempi della storia del mondo.

      Gianluca Busato
      Candidato Presidente del Veneto
      Per Veneto Sì

      Pubblicato il Lascia un commento

      GIANLUCA BUSATO: “CON PLEBISCITO.EU ISTITUZIONI VENETE INDIPENDENTI E CONCORRENTI A QUELLE DEL REGIME ITALIANO”


      Schermata 2015-03-17 alle 16.32.40Treviso 24 intervista Gianluca Busato, presidente di Plebiscito.eu e candidato Presidente del Veneto per Veneto Sì. “L’iniziativa, voluta dalla piattaforma indipendentista Plebiscito.eu, mira a creare delle istituzioni parallele e concorrenti rispetto a quelle dello Stato Italiano. A cominciare dal Consiglio regionale”.

       

      Pubblicato il Lascia un commento

      IL LORO SILENZIO E’ IL TURBO DI PLEBISCITO.EU. E I VENETI VOTANO PER IL VENETO LIBERO

      Plebiscito.eu è sempre più per i veneti luogo di libertà dallo stato truffaldino e parassita

      pb-gaDa giorni tv e giornali parlano del Veneto come “laboratorio politico”. Già. Peccato che ne parlino sempre e solo riferendosi ai partiti e ai loro esponenti che sono i principali responsabili dello sfascio socio-economico che ha gettato la nostra Terra e i suoi cittadini nella più profonda depressione della propria storia contemporanea.
      Per fortuna che anche quest’anno, come l’anno scorso, è partita la corsa del Veneto profondo a registrarsi e a votare su www.plebiscito.eu, per dire a gran voce che i Veneti si stanno costruendo la loro Repubblica indipendente, apprezzando particolarmente la Rivoluzione Digitale che stiamo percorrendo e che permette loro di pronunciarsi senza esporsi. Ieri alle 17 infatti sono stati più di 240.000 i veneti che hanno espresso il proprio voto per il candidato deputato da eleggere nel Parlamento del Veneto libero.

      seggi-6Plebiscito.eu è sempre più sinonimo di luogo di libertà e quando nella testa dei cittadini scattano questi meccanismi neanche il regime italiano può far nulla, anche se possiede l’unico sistema informativo e mediatico classificato come NON libero in Europa occidentale dalle principali organizzazioni internazionali che monitorano lo stato di libertà di stampa.

      Ecco quindi spiegato perché un anno fa abbiamo votato il referendum e quest’anno ci eleggiamo il Parlamento, tanto per iniziare. D’altro canto avevamo avvisato tutti che erano partite le operazioni per l’indipendenza di fatto. Solo che noi non costruiamo cannoni né organizziamo eserciti. Semplicemente diamo voce in modo innovativo ai veneti, cosa che non ha mai fatto nessuno. Anzi, lo stato italiano ha certificato che solo Plebiscito.eu di fatto poteva far esercitare il diritto di autodeterminazione al Popolo Veneto, bloccando la legge referendaria che indiceva un nuovo referendum per l’indipendenza con la sua impugnazione presso la corte costituzionale da parte del governo nello scorso agosto.

      elezioniPlebiscito.eu ringrazia e rilancia: ora entriamo nel vivo e ci divertiamo perché più giornali e tv silenziano la nostra iniziativa più i veneti votano per la propria libertà dal regime italiano, identificandoci come unica alternativa allo stato ladro e parassita. Anche perché nelle urne digitali di Plebiscito.eu lo stato italiano non ti vede.

      Buon voto a tutti, naturalmente su www.plebiscito.eu.

      Gianluca Busato
      Candidato Presidente del Veneto
      Per Veneto Sì

      Pubblicato il Lascia un commento

      AL VENETO NON SERVE NÉ UN SINDACO NÉ UN PR, NOI VOGLIAMO LA NOSTRA REPUBBLICA INDIPENDENTE

      Il Veneto deve prepararsi a diventare un hub globale entro il 2025, per essere pronto a intercettare i grandi cambiamenti epocali in corso. Per farlo ci serve l’indipendenza, ci servono un Parlamento e un Governo indipendenti, ci serve Veneto Sì

      BusatoGianlucaIl Veneto secondo l’onorevole Sacconi è il laboratorio politico per il futuro dell’Italia. Ne sono tutti consapevoli se è vero che da settimane oramai i giornali si occupano delle beghe partitiche, tra una lega che si lacera in un duello che è solo all’inizio (immaginiamo solo il clima da caccia alle streghe che vi sarà all’interno dei duei schieramenti) e un pd che nasconde il simbolo dai manifesti della propria candidata.
      Ha ragione Sacconi, ma nel laboratorio ancora oggi non si vedono altro che esperimenti nati morti, se il grande assente è il tema che raccoglie il consenso plebiscitario dei veneti.
      Nella settimana in cui si elegge via internet dal sito www.plebiscito.eu il Parlamento Veneto indipendente, che tra parentesi fa giustizia di una istituzione che era stata maltrattata e ridicolizzata con il surrogato del Parlamento della Padania, di tutto si può parlare fuorchè di ciò che vogliono i veneti.
      elezioniE allora è un rincorrersi da campagna elettorale tra cinque anni di buongoverno (sic!) che il governatore uscente esperto di pubbliche relazioni vorrebbe ripropinarci, magari con annessi suicidi economici record di imprenditori e lavoratori veneti nel vortice della disperazione, oppure, meraviglia delle meraviglie, passiamo ai jobs act alla veneta della aspirante governatrice che vuole fare la sindaca del Veneto, proprio quando i sindaci veneti sono precipati nella disperazione più cupa con tagli mostruosi alle loro risorse da parte di uno stato centrale famelico e parassitario.
      La realtà è che al Veneto, laboratorio della politica, serve qualcosa di più che sterili slogan e passarelle di partiti lacerati o dissimulati.
      Al Veneto non serve né un sindaco né un PR: noi abbiamo bisogno di tutto fuorché di normale amministrazione per uscire dal periodo più cupo della nostra storia contemporanea. Al Veneto non basta nemmeno un sondaggio fatto a Cernobbio da imprenditori sopravissuti, come ben dice Federico Fubini.

      Al Veneto serve qualcosa di straordinario, che può venire solo dalla piena indipendenza.

      RU-CINA-nuove-vie-della-seta_big (1)Tra 10 anni saranno pronte le nuove vie della Seta che tracceranno un mondo diverso in cui Venezia e il Veneto saranno l’autentico hub globale, baricentro e crocevia strategico delle vie di comunicazione intercontinentali dove passeranno merci, donne, uomini, cultura e civiltà. Per essere pronti a disegnare il Veneto del futuro, dove potremo riappropriarci dei sogni rubati dai politici italiani e dai loro portatori d’acqua veneti dobbiamo rompere il muro del silenzio che i partiti e i media a loro asserviti hanno deciso di alzare nei confronti dell’indipendenza.
      Per vincere la sfida dobbiamo far volare le elezioni del Parlamento Veneto, con un’affluenza che sia imponente e possa determinare una seria concorrenza civica e rappresentativa del Parlamento e del Governo indipendenti del Veneto nei confronti delle istituzioni italiane in Veneto, oramai delegittimate.
      Solo allora il laboratorio politico del Veneto sarà veramente interessante e ci sarà da divertirsi per tutti. Ovviamente nel segno dell’indipendenza del Veneto, sconfiggendo il Veneto No dei PR e dei sindaci da serie B italiana. Nel segno di Veneto Sì.

      Gianluca Busato
      Candidato Presidente del Veneto
      Per Veneto Sì

      Pubblicato il Lascia un commento

      L’EMERGERE DELL’INDIPENDENTISMO PLEBISCITARIO E LA SCONFITTA STORICA DELLA LEGA NORD E DELL’ITALIANISMO

      Produzione industriale in calo a gennaio, il tunnel non finisce più: apriamo una breccia laterale per uscirne con l’indipendenza del Veneto. Se Zaia è per VENETO NO, noi spingiamo per VENETO SI.

      VENETO-SI-NONel corso degli ultimi dodici mesi il quadro politico è stato stravolto. Grazie alla celebrazione del referendum di indipendenza del Veneto, che un anno fa ha riscosso un consenso plebiscitario, le crepe della partitocrazia italiana hanno rivelato il fallimento storico dell’utopia irrealizzabile di uno stato unitario basato sull’oppressione economica di alcuni Popoli, in particolare, per quanto ci riguarda, del Veneto, funzionale al finanziamento del sottosviluppo degli altri Popoli, in particolare del sud.
      L’emblema del fallimento storico dello stato unitario, che rappresenta una sorta di sogno del passato che non potrà più tornare ad animare le fantasie dei nostalgici italianisti, è paradossalmente la lega nord, ovvero proprio il partito che aveva saputo alzare la bandiera della protesta contro lo stato, per poi convertirsi alla sua strenua difesa. Oggi, quando i favorevoli all’indipendenza della propria regione in tutta Italia sono un terzo della popolazione e in Veneto la stragrande maggioranza, come emerge anche dai recenti sondaggi di Demos di Ilvio Diamanti, la lega, dilaniata da una lotta intestina di potere, percorre la strada al contrario verso un nuovo fascismo populista, abbandonando il tema dell’indipendenza. La ragione di questa fuga in Italia è dato dall’emergere di un nuovo movimento organizzato e forte nel territorio come Plebiscito.eu e il suo braccio politico Veneto Sì. Stretta tra l’indipendentismo moderno e anticipatore di una nuova forma di civiltà globale interconnessa e l’emergere del nuovo statalismo renziano, la lega di Salvini ha scelto di percorrere la strada dell’isolamento del populismo di estrema destra condito con facili messaggi xenofobi e follie economiche.
      Oggi Lina Palmerini sul Sole 24 Ore paventa il rischio dell’astensione nelle prossime elezioni regionali in Veneto, dovuta proprio alla fuga dell’elettorato indipendentista dalla lega nord diventata oramai a pieno titolo italiana. E se invece dalle urne emergesse che i veneti, favorevoli in modo plebiscitario alla propria indipendenza, riconoscessero come loro legittimi portavoce proprio gli indipendentisti plebiscitari che l’anno scorso hanno saputo realizzare un evento di portata mondiale in sole due settimane, sconfiggendo chi in venticinque aveva collezionato solo insuccessi?

      banner_FBK_vota03Scriviamo queste cose mentre vediamo salire in modo impressionante il contatore delle iscrizioni al sito www.plebiscito.eu per ottenere il codice di voto per eleggere il Parlamento Veneto il prossimo 15-20 marzo. Se il nostro messaggio sta passando nonostante il silenzio assordante degli organi di informazione sulla nostra iniziativa, che non scrivono una riga sulla straordinaria Rivoluzione Digitale in corso, oppure nelle rare volte in cui ne scrivono lo fanno storpiando il nostro nome (ci chiamano autonomisti, secessionisti, separatisti, nostalgici, velleitari, inconcludenti, sintomo del mal di pancia veneto e così via, in un crescendo di offese e disinformazione, senza mai scrivere correttamente il nome del nostro movimento e dei nostri rappresentanti) e il nostro comportamento (un giornale qualche giorno fa ha scritto che io “sibilo”: sinceramente mi pare di parlare normalmente, non di sibilare), vuol dire che siamo riusciti a fare breccia nel Veneto profondo, quello che sta maturando se rispondere Veneto Sì o Veneto No.

      foto32D’altro canto è normale che ciò avvenga, se pensiamo ad esempio che Zaia‬ oggi ha detto ancora una volta che “le tasse dei veneti devono restare in Veneto e questa è una battaglia che stiamo portando avanti”. A parte il fatto che finora lui e la lega romana non hanno ottenuto alcun risultato e continuano a ripetere uno slogan inconcludente da decenni come un disco rotto, anche quando si trasformano da partito territoriale a partito italiano, noi invece diciamo “con l’indipendenza i veneti pagheranno AL MASSIMO un quarto delle tasse che pagano oggi e resteranno TUTTE in VENETO, con un aumento di investimenti annui in servizi ai cittadini dal 10 al 30%”. C’è una bella differenza vero?
      Zaia è per VENETO NO, quello della spesa, del debito e delle tasse, mentre io sono per VENETO SI, quello della crescita, del potere ai cittadini e della responsabilità.
      Responsabilità sempre più ineludibile, se pensiamo anche che oggi è emerso che la produzione industriale in gennaio in Italia è calata del 2,2% rispetto all’anno precedente. Ma come, non eravamo in crescita?
      Insomma questo tunnel non vuole proprio finire… Apriamo una via di uscita laterale con l’indipendenza del Veneto, votiamo in massa il Parlamento Veneto dal 15 al 20 marzo e poi abbattiamo la partitocrazia italiana nelle prossime elezioni regionali con VENETO SI.

      Gianluca Busato
      Veneto Sì

      Pubblicato il Lascia un commento

      VENETO SI, PER ABBATTERE I PARTITI LADRI ITALIANI ED USCIRE DALLA DITTATURA STATALISTA

      Scateniamo lo tsunami indipendentista, con le elezioni del Parlamento Veneto del 15-20 marzo e la vittoria di Veneto Sì

      banner_FBK_vota10È incredibile come noi cittadini veneti non percepiamo che ogni notte una banda organizzata di criminali in giacca e cravatta entra nelle nostre case per depredarci dell’80% del frutto del nostro lavoro portato avanti durante il giorno. Se si parla di allarme sicurezza bisogna identificare quanto prima quali sono i ladri più pericolosi e recidivi, nel nostro caso. Non solo i veneti non capiscono che i signori che durante il giorno infestano le televisioni e i giornali con discorsi inconcludenti poi di notte svaligiano loro le case, ma appunto con una certa regolarità danno addirittura fiducia a questi criminali, votandoli.

      Se poi pensiamo inoltre al lungo elenco di benefici che avremo con l’indipendenza del Veneto non si comprende perché ancora non si sia pienamente realizzata. Proviamo ad elencarne qualcuno, per capire la dimensione del problema.

      • 500 euro netti mese in più in busta paga per stipendi oggi di 1200 euro;
      • 500 euro in meno di costo del lavoro per le imprese;
      • 1000 euro pensioni minime;
      • dal 10 al 30% di investimenti annuali in più in servizi ai cittadini;
      • un aumento dal 900% al 3.000% in finanziamenti ad imprese, idee e progetti;
      • meno di 1/4 di tasse e imposte totali rispetto ad oggi;
      • 7% di abbassamento dell’iva rispetto ad oggi.

      Impressionante vero? Perché allora tutto ciò non si è verificato?

      Semplice: il fatto è che noi sudditi del Veneto siamo gravemente ammalati, anzi tossicodipendenti. Siamo drogati in informazione falsa e tendenziosa, che di giorno ci riempie di cloroformio per inebetirci, pagata con i nostri soldi rubati per poi derubarci del tutto di notte, quando dormiamo. Informazione falsa e tendenziosa prodotta dal sistema informativo dell’unico Paese dell’Europa occidentale che le organizzazioni internazionali che monitorano lo stato di libertà di stampa classificano come NON LIBERO.

      Il crimine più grande che i politici italiani tentano di fare non è solo il furto dei nostri soldi, ma anche il deliberato tentativo di soffocare i nostri sogni, sostituendoli con l’incubo della permanenza sotto lo stato dispotico italiano.

      RU-CINA-nuove-vie-della-seta_big (1)Noi ai nostri sogni non rinunciamo, in particolare dopo avere scoperto che entro il 2025 Venezia e il Veneto diventeranno il crocevia delle nuove vie di comunicazione, il baricentro strategico e il punto di incontro delle nuove vie della seta, che dall’Asia, dalla Cina, per terra e per mare si incontreranno proprio a Venezia, in una sorta di giustizia poetica e storica in omaggio a Marco Polo che le ha in gran parte ispirate e percorse. Le nuove vie della seta saranno le arterie del mondo che cambia dove passeranno merci, uomini, civiltà, cultura e vita. Per poterne intercettare il cambiamento, dobbiamo oggi ribellarci al regime partitocratico italiano e ai loro servi sciocchi che cercano il tuo voto nel nome di uno stato italiano morto e sepolto dalla storia: lo stato italiano è un’utopia in antitesi con la globalizzazione, un incubo morto e sepolto destinato a scomparire dalle mappe geografiche di fronte al sogno di una Venezia e di un Veneto finalmente risorti e di un nuovo Rinascimento che vedrà anche scuotersi tutte le regioni italiane oggi sottoposti alla schiavitù.

      In realtà come puoi ben capire la schiavitù italiana continuerà solo se tu glielo permetterai, con la rassegnazione e la depressione che ti vogliono inoculare, con frasi del tipo “non ce lo permetteranno mai”, “tanto non cambia niente”, “magari, è solo un sogno”, “siete come tutti gli altri”, “siamo la vacca da mungere, non ci lasceranno mai andare”. Noi ci siamo ribellati a tutto ciò e un anno fa abbiamo scatenato il finimondo, mettendoci in cammino verso la libertà, organizzando contro tutto e tutti il celebre referendum di indipendenza del Veneto che ha riscosso l’attenzione di tutto il mondo, portando al voto oltre 2,3 milioni di voti che all’89,10% hanno detto Sì all’indipendenza.

      Il regime italiano è perverso e diabolico, oggi però abbiamo in mano la leva del potere, se solo lo vogliamo. Se tu sarai con noi, assieme scateniamo lo tsunami indipendentista con una strategia che prevede prima l’elezione del Parlamento Veneto dal 15 al 20 marzo con l’insediamento di rappresentanti del Popolo che possano evitare che dopo il crollo italiano qui vi sia il deserto e quindi con le elezioni regionali dove potremo scegliere tra VENETO SI e VENETO NO.

      Due mesi decisivi per il nostro futuro. Due mesi per non essere costretto a vivere da schiavo a 300 euro l’ora, ma da cittadino libero di perseguire il proprio progetto di vita, la propria felicità.

      Gianluca Busato
      Candidato Presidente del Veneto
      per Veneto Sì

      Pubblicato il 1 commento

      LA LEGA IN PEZZI PERDE ANCHE LA SEDE DI VERONA CHE PASSA A GIANLUCA BUSATO

      Aperta la nuova “casa per l’indipendenza del Veneto”, messa a disposizione di tutti i veronesi da Plebiscito.eu e Veneto Sì. Inaugurazione il 18 marzo.

      foto 2 (1)Mentre le notizie di litigi e fratture che provengono da una lega sempre più nazionalista e centralista dimostrano il fallimento politico del partito più vecchio oggi presente nel parlamento italiano, alcuni segnali dimostrano come nel territorio stia emergendo con forza il consenso e l’organizzazione di Plebiscito.eu e di Veneto Sì, a supporto delle elezioni del Parlamento Veneto e della candidatura a presidente del Veneto di Gianluca Busato, in alternativa alla partitocrazia italiana.
      A 9 giorni dall’inizio delle elezioni per il Parlamento Veneto (che si terrano dal 15 al 20 marzo attraverso il sito www.plebiscito.eu; eventi e gazebo consultabili in http://www.plebiscito.eu/eventi/ e seggi per votare con mappa consultabile in http://www.plebiscito.eu/seggi/), è di oggi infatti la notizia che vede l’apertura di una nuova sede provinciale di Plebiscito.eu e di Veneto Sì in quella che un tempo era la sede provinciale proprio della lega. La sede di Plebiscito.eu e Veneto Sì si trova in una zona estremamente agevole da un punto di vista logistico, a solo 800 metri dal casello di Verona sud, con disponibilità di oltre 100 posti auto, diversi uffici e una sala convegni di oltre 100 metri quadri.
      L’inaugurazione ufficiale della sede (che si trova in Strada dell’Alpo 7 ZAI Verona) si terrà mercoledì 18 marzo prossimo alle ore 20.30, con l’intervento anche del Presidente Gianluca Busato. Dopodichè diventerà un luogo fisso per l’organizzazione e la vita associativa del movimento, aperto a tutti i veronesi.

      “Possiamo già annunciare fin d’ora che ogni martedì sera”, commenta il coordinatore territoriale di Plebiscito.eu ed esponente del Consiglio Nazionale di Veneto Sì Riccardo Rodegher, “ci sarà una riunione di presentazione del nostro movimento, con l’illustrazione dei programmi e del percorso concreto per la piena indipendenza del Veneto”.

      “La rete civica e organizzativa di Plebiscito.eu e di Veneto Sì si arricchisce e si potenzia ogni giorno di più”, dichiara Gianluca Busato, “dimostrando come i veneti trovino sempre più nella nostra proposta l’unica soluzione al dramma socio-economico che sta attanagliando la nostra Terra a causa della voracità dello stato italiano oramai in pieno degrado e avvitamento su sé stesso. Le elezioni del Parlamento Veneto ne saranno una dimostrazione dando forma a un autentico tsunami indipendentista”.

      Ufficio stampa – Veneto Sì