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IL VENETO TORNA AL CENTRO AL MONDO

L’indipendenza è il naturale destino di una Terra che rappresenta un hub globale e uno snodo logistico naturale e che troverà i propri rappresentanti in grado di rappresentarla con le elezioni del Parlamento Veneto del 15-20 marzo.

vsiIl Veneto non potrà mai essere Terra di conquista, né un territorio omologato a uno stato che si regge sul furto delle sue risorse. La questione politica italiana è immanente alla questione veneta. Un anno fa, per errore di sottovalutazione il confronto nacque proprio su questo. Oggi i giornali veneti e italiani non lasciano trasparire il benché minimo spazio al tema dell’indipendenza del Veneto, se non per deriderla, infangarla, sminuirla, oppure, come dice il Corriere del Veneto di oggi, per dire che
“tutti sanno che la battaglia per l’indipendenza non sarà più tema di campagna elettorale e verrà lasciata ai venetisti”.
Ohibò, c’è qualcosa che non torna. Come si fa a dire che l’indipendenza non è tema di campagna elettorale, nelle elezioni regionali del Veneto? E quando mai altro dovrebbe esserlo, nelle elezioni di Topolinia forse?
Una volta ci dicevano che gli indipendentisti erano in antitesi alla globalizzazione, ma adesso Parag Khanna ci ha insegnato e ha detto agli intellettuali italiani di regime che il re è nudo, che è vero esattamente il contrario, ovvero che gli indipendentisti, e in particolare i ragazzi di Plebiscito.eu e Veneto Sì, da lui citati più di tutti gli altri movimenti indipendentisti europei e mondiali nella sua recente intervista a European, sono i più avanzati innovatori che esistono nel mondo proteso verso una nuova forma di civiltà globale interconnessa. I passatisti, i nostalgici, gli utopisti insomma, secondo Khanna, sono proprio coloro che difendono uno stato unitario superato dalla storia, superato dall’integrazione europea, superato dalle nuove vie di comunicazione transcontinentali e globali, che promuovono Venezia come nuovo hub globale e snodo legistico negli equilibri geopolitici in fase di costruzione e di imponente finanziamento a livello globale. Quale dev’essere quindi il tema della campagna elettorale a 10 anni dal completamento delle nuove vie della seta, se non la capacità di porsi a livello strategico globale come interlocutori del mondo. Come altro potremo svolgere il nostro ruolo di centro nevralgico di interscambio commerciale e culturale con il continente euroasiatico e con tutti gli altri quadranti della Terra, se non proprio come nuovo stato indipendente?
RU-CINA-nuove-vie-della-seta_big (1)Sapete perché non rispondono a questa domanda i candidati presidente del Veneto dei partiti italiani? Semplicemente perché il compito non è alla loro portata. Non è questione di cattiva volontà, sono tutti bravi ragazzi e ragazze, ma non si può pensare di realizzare un compito strategico di tale levatura restando schiavi di uno stato marcio che ci porta via l’80% delle nostre risorse per finanziare il sottosviluppo che gli garantisce il controllo politico su popolazioni oramai sfinite ed alienate dal mondo civile.

Chi allora può rispondere a questa domanda? Solo ed unicamente chi ha saputo porla di fronte al mondo intero e rispondervi già un anno fa, raccogliendo il consenso plebiscitario più incredibile che mai sia stato registrato in Veneto nella storia contemporanea, con l’89,10% di favorevoli all’indipendenza su oltre 2,3 milioni di elettori.

Tutto il resto di fronte a questi fatti concreti è il nulla assoluto.

VolantinoA5_votoVSI-STAMPAE allora, se il tema dell’indipendenza del Veneto è destinato a non essere presente nelle elezioni regionali secondo il pensiero mainstream degli organi di informazione dell’unico Paese che in quanto a libertà di stampa è classificato come non libero, vorrà dire che lo porteremo all’attenzione del mondo con le elezioni del Parlamento Veneto. Non ci sono alternative, se dev’essere tsunami, tsunami indipendentista sia. Poi allora tutti vedremo se i veneti scelgono di rispondere Veneto Sì o Veneto no.

Gianluca Busato
Candidato Presidente del Veneto
Veneto Sì

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SI DIRADANO LE NEBBIE IN VAL PADANA ED EMERGE L’INDIPENDENZA CON “VENETO SI”

Il comitato centrale leghista di Milano-Pyongyang commissaria il Veneto e spiana la strada a Gianluca Busato che dichiara: “siamo l’unica alternativa alla clepto-partitocrazia italiana”

gbu-15[Venezia, 2 marzo 2015] Il commissariamento della Liga Veneta deciso oggi da Milano pone definitivamente fine all’equivoco ideologico leghista e alla sua falsa impostazione federalista. La dirigenza veneta è stata letteralmente sciolta nell’acido politico del neo-nazionalista italiano Salvini, che pare avere assimilato alla perfezione le istruzioni impartite dal comitato centrale del partito comunista nordcoreano, nel suo corso di formazione fatto con il senatore Razzi durante la recente visita a Pyongyang.

La sorte toccata oggi al sindaco di Verona Flavio Tosi, reo di pensare ed esautorato de facto da Kim-Jong-un-Salvini, domani toccherà al governatore uscente Luca Zaia, che dopo l’inevitabile disfatta alle prossime elezioni regionali sarà sacrificato come i suoi predecessori veneti immolati sull’altare del potere italiano che ha sconfitto ancora una volta il tentativo del Veneto di tutelare i propri interessi.

La svolta oramai netta all’estrema destra del partito di Salvini apre un vuoto nella questione territoriale, in particolar modo in Veneto e Lombardia. Risulta infatti chiaro che una posizione estrema e populista, in particolar modo nel settore economico e produttivo, con la chiusura all’euro, all’Europa e ai mercati esteri, non paga, come non ha mai pagato in passato chi l’aveva fatta propria sia a sinistra sia, come oggi, a destra.

Tale svolta, che nei sondaggi fa volare la lega a livello nazionale, ma che è dettata dall’illusione figlia della disperazione, con il conseguente vuoto che si è formato farà perdere all’ormai ex carroccio la sua storica e originale roccaforte proprio in Veneto, dove per la prima volta vede nascere un concorrente temibile con Plebiscito.eu e il suo braccio politico Veneto Sì, che ha candidato alla presidenza del Veneto il suo leader Gianluca Busato.

dichiarazionePlebiscito.eu (con il suo braccio politico Veneto Sì) è l’organizzazione che un anno fa ha colto l’attenzione di tutti i più importanti organi di informazione del mondo, grazie all’organizzazione del referendum di indipendenza del Veneto che ha visto partecipare al voto oltre 2,3 milioni di veneti (con un affluenza del 63,2%), registrando l’89,1% di favorevoli all’indipendenza del Veneto, pari ad oltre 2,1 milioni di voti “indipendentisti”.

Gianluca Busato ha lanciato proprio in questi giorni una nuova iniziativa “digitale” nel territorio, con le elezioni del Parlamento Veneto, dove concorre sempre la lista Veneto Sì, in concorrenza con le liste della Life (lo storico sindacato di imprenditori veneti) e di Cittadini Veneti Federati (una lista civica di cittadini veneti). Il Parlamento Veneto sarà eletto via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu dal 15 al 20 marzo prossimi.

VolantinoA5_votoVSI-STAMPALa lega nord, che un tempo aveva lanciato l’ormai abbandonato Parlamento della Padania, oggi viene scavalcata anche nella rappresentanza delle istanze territoriali da Veneto Sì e Plebiscito.eu, che nel frattempo dimostrano maggiore maturità anche sui temi economici rispetto ai cugini padani che hanno oltrepassato il Rubicone lasciando sguarnita le proprie roccaforti di un tempo.

Gianluca Busato ha commentato: “la notizia non sorprende e, pur non riguardandoci direttamente, è tutto sommato positiva, in quanto la conferma della deriva neofascista della lega nazionale, dirada le nebbie in Val Padana e lascia sgombero il campo aprendo praterie enormi per l’indipendentismo in Veneto che sarà occupato con ancora maggiore autorevolezza da Veneto Sì, unica alternativa alla clepto-partitocrazia italiana. L’indipendenza del Veneto è la sola via d’uscita da uno stato che dimostra ogni giorno di più di essere inadeguato e non in grado di dare un futuro ai veneti e noi per la prima volta abbiamo saputo dare alla questione veneta un’autorevolezza e una visibilità mediatica internazionale che hanno già riscosso un consenso plebiscitario e che ora sarà confermata dalla doppia volontà popolare che uscirà dalle elezioni del Parlamento Veneto e dalle successive regionali”.

Ufficio stampa – Veneto Sì

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CONSIGLIERI COMUNALI E PROVINCIALI PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO

logo_senza_bordoSe il governo italiano confermerà che le elezioni regionali si terranno il 10 maggio 2015, entro il prossimo 10 marzo, secondo quanto previsto dall’art. 11 c. 2 della legge regionale 15/2012 che regola il procedimento elettorale, il presidente della giunta regionale deve approvare il decreto di indizione delle elezioni. Da tale data sarà possibile iniziare la raccolta di firme autenticate per partecipare alle elezioni.

Veneto Sì presenterà le proprie liste in tutti i comuni del Veneto per permetterne la certificazione direttamente tramite i responsabili dell’ufficio anagrafe di ogni comune.
Per velocizzare la raccolta, saranno organizzati anche banchetti e gazebo, che richiedono la presenza di consiglieri comunali e provinciali, nel proprio territorio di competenza, per l’opportuna certificazione delle sottoscrizioni dei cittadini.

Se sei un consigliere comunale o provinciale che vuole aiutarci in tale servizio pubblico, contattaci immediatamente compilando il modulo sottostante.
Così facendo permetterai la partecipazione democratica alle elezioni regionali al movimento che ha organizzato il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, portando la questione veneta all’attenzione del mondo.

Grazie per il tuo aiuto.

Ufficio elettorale – Veneto Sì

    Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web http://www.venetosi.org/privacy

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    WHILE NORTHERN LEAGUE SPLITS, VENETIANS VOTE FOR AN INDEPENDENT PARLIAMENT

    Just 20 days before the self managed digital elections for the Venetian Parliament, the Italian Parties enter into an irreversible crisis under the push for independence

    BusatoGianluca[Venice, 27th of February 2015] – In these days, an inner war of power is lacerating the Northern League italian party (‘Lega Nord’): at one corner of the ring we find the Mayor of Verona, mr. Flavio Tosi, to the other side sits the outgoing governor of Veneto Region, mr. Luca Zaia. The split in progress clearly demonstrates all the contradictions of this italian party which has completely lost itself, betraying its origin and activists. As a matter of fact, the new secretary mr. Salvini is transforming the Northern League party into an italian nationalist and extremist subject, which is completely deaf and insensitive to the harsh crisis that is putting a strain on Veneto

    The instability of the italian political stakeholders in Veneto is actually caused by the rising consent towards the unstoppable movement for independence. The reason is so simple while all the italian parties are so blind, being not able to see it: Veneto can no longer endure the oppression of the italian taxes that rob all our profits and, that is worse, all our dreams and future hopes.

    Today this movement is represented by the action of Yes for Veneto (‘Veneto Si’) party and the candidate for the Presidency of Veneto region, mr. Gianluca Busato, who has been able to interpret and guide the plebiscitary wave of consensus emerged from the referendum of independence of Veneto, organized by ‘Plebiscito.eu’ from the 16th to the 21st of March 2014. In that democratic circumstance which saw more than 2.3 million of voters from Veneto expressing their own will, the 89.10% of the recorded votes were in favor of the independence.

    The ongoing cracking of the italian political parties leads to a lot of sad and pathetic events, such as the ‘Lega Nord’s chicken coop’ facts and the false touching campaign of the Democratic Party’s candidate. ms. Alessandra Moretti. Everything demonstrates the total impotence on any italian party under the huge wave of disdain which will blow away the dead italian government.

    VolantinoA5_votoVSI-STAMPAThe biggest shortcoming of the italian parties is the total lack of a real political project. They just report unproductive and dead administrative proposals, while it is quite clear that today a design vision of thickness and higher level is compulsory to help Venice and Veneto rising again. Nowadays, Veneto is ready to play its role of future gravity center among the strategic crossroads drawn by the great geopolitical changes in progress. Sure enough, Veneto and Venice have been chosen as the natural logistic hub for transcontinental and European systemic routes of next realization: perfectly positioned among the “new silk roads” and the lines of communication with other quadrants, Veneto has to be prepared to play the next 10 years in a leading role of maximum importance and no italian political party seems to want it, condemning our territory to certain death.

    This is the deeper reason for the widespread consent towards the independence of Veneto, which will see a new crucial step with the upcoming self-managed elections of the Venetian Parliament: the whole procedure will be held on the internet again, through the website www.plebiscito.eu from the 15th to the 20th of March 2015 (you can pre-register yourself to get your own code to vote up to 10 days prior to the start of the voting process). Moreover, a further confirmation of the un-touchable right of self-determination for the Venetian people will be pictured into the next Venetian regional elections in May, when the comparison between ‘Yes for Veneto’ and ’No for Veneto’ will produce a very natural outcome in favor of the full Independence of Veneto.

    441205198_1 - fragment

    Busato, interviewed by ‘Il Fatto Quotidiano’, said: “The ongoing war between the italian ‘Lega Nord’ leaders mr. Salvini and mr. Tosi is a big boon for us and for the whole independence process, too. Even if we did not need it, as the consent of the Venetians towards our cause is clearly increasing and there is a lot of enthusiasm around it, there is no doubt: it helps us and make things go even better.“

    Veneto Yes – Veneto Sì – Press Office

     

     

     

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    MENTRE LA LEGA SI DIVIDE, I VENETI PREPARANO L’INDIPENDENZA CON LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO VENETO

    A 20 giorni dalle elezioni digitali autogestite del Parlamento Veneto, la partitocrazia italiana entra in una crisi irreversibile sotto la spinta indipendentista

    BusatoGianluca[Venezia, 25 febbraio 2015] – In questi giorni si consuma una lacerante guerra interna di potere nella lega nord tra il sindaco di Verona Flavio Tosi e il governatore uscente del Veneto Luca Zaia. La scissione in corso dimostra in modo chiaro le contraddizioni di un partito oramai sradicato e lontano e dall’originale movimento territoriale, trasformato dal nuovo segretario Salvini in un soggetto nazionalista ed estremista, completamente sordo e insensibile alla dura crisi che sta mettendo a dura prova il Veneto.

    L’instabilità delle forze politiche italianiste in Veneto è in realtà causata dalla forza e dal consenso inarrestabile verso il movimento a favore dell’indipendenza del Veneto, che non può più sopportare un’oppressione fiscale che ci deruba del frutto del nostro lavoro e anche delle speranze. Oggi tale movimento è rappresentato dall’azione di Veneto Sì e dal candidato presidente del Veneto Gianluca Busato, che ha saputo interpretare e guidare il consenso plebiscitario emerso dal referendum di indipendenza del Veneto organizzato da Plebiscito.eu il 16-21 marzo 2014, che ha visto l’89,10% di voti favorevoli all’indipendenza su oltre 2,3 milioni di veneti votanti.

    Le crepe della partitocrazia determinano le tristi vicende del pollaio leghista e una commovente campagna elettorale della candidata del pd che dimostra tutta la propria impotenza di fronte alle offese e al disprezzo che montano incontrollabili nei bar e nelle piazze del Veneto verso un governo italiano che dimostra tutta la propria inadeguatezza.

    La lacuna più grande dei partiti italiani è la mancanza di un progetto politico. Essi riportano una mera proposta amministrativa, quando è del tutto evidente che oggi serve una visione progettuale di spessore e di livello superiore, che possa consentire a Venezia e al Veneto di recitare il ruolo di baricentro e crocevia strategico dei grandi cambiamenti geopolitici in corso, che ci vedono naturale snodo logistico e di hub sistemico al centro delle tratte europee e transcontinentali di prossima preparazione. Dalle “nuove vie della seta” alle vie di comunicazione con altri quadranti, il Veneto deve prepararsi nei prossimi 10 anni a un ruolo di protagonista, che vede del tutto inadeguati e impreparati ad affrontarlo gli attuali rappresentanti della partitocrazia italiana.

    VolantinoA5_votoVSI-STAMPAQuesta è la ragione più profonda del consenso verso l’indipendenza del Veneto, che vedrà un nuovo passaggio inedito con le prossime elezioni autogestite del Parlamento Veneto, che si terranno sempre via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu dal 15 al 20 marzo (da 10 giorni è possibile preregistrarsi per ottenere il codice di voto), e troverà ulteriore conferma nelle prossime elezioni regionali di maggio, dove il confronto tra VENETO SI e VENETO NO avrà un esito del tutto naturale a favore della piena indipendenza del Veneto.

    Gianluca Busato, oggi intervistato dal Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “La guerra in corso all’interno della Lega tra Salvini e Tosi? Per noi indipendentisti è una manna, sembra che stiano lavorando per noi, non ci serviva perchè il consenso dei veneti nei nostri confronti è in decisa crescita, c’è tanto entusiasmo,ma non c’è dubbio: ci aiuta e per noi va ancor meglio”.

    441205198_1 - fragment“Noi non entriamo nelle vicende interne della Lega, ma questa vicenda fa emergere una contraddizione che già c’era – spiega Busato – un movimento che nasce sul territorio e che poi si trasforma in partito nazionale italiano non può salvare capra e cavoli, e cercare di raccogliere voti su di una base indipendentista e allo stesso tempo cercare consensi in ambito nazionalista”.

    “Per quanto ci riguarda noi siamo impegnati nel portare a conoscenza del Veneto l’unica soluzione concreta alla drammatica crisi socio-economica imposta dalla permanenza sotto lo stato italiano, che è rappresentata dal nostro progetto concreto per la piena indipendenza del Veneto, che ora si incentra sulle prossime elezioni per il Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta”.

    Ufficio stampa – Veneto Sì

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    IL CONSIGLIO NAZIONALE DI “VENETO SI” CANDIDA GIANLUCA BUSATO PRESIDENTE DEL VENETO

    L’organo esecutivo del movimento indipendentista appoggiato da Plebiscito.eu sceglie le liste che concorreranno alle elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta del 15-20 marzo e alle elezioni regionali.

    Veneto SI o Veneto NO?Oggi si è riunito a Treviso il Consiglio Nazionale di Veneto Sì, l’organo esecutivo rappresentato dai coordinatori territoriali e dai responsabili politici e organizzativi del movimento.

    Il Consiglio Nazionale ha ratificato le candidature al Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta, la cui elezione si terrà dal 15 al 20 marzo 2015. Nell’effettuare la propria scelta, il Consiglio Nazionale ha dato priorità alle autocandidature emerse attraverso il sito web www.venetosi.org, integrandole con altre in base a considerazioni di opportunità politica e per dare agli elettori la possibilità della migliore scelta in base a criteri di competenza e merito.

    Entro 48 ore le candidature emerse saranno completate con la raccolta dei documenti necessari ed entro il 28 febbraio saranno quindi consegnati alla Commissione Elettorale nominata dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta per sovraintendere alle operazioni e certificare la regolarità del processo elettorale.

    cnIl Consiglio Nazionale di Veneto Sì ha quindi analizzato la situazione politica in merito alle prossime elezioni regionali del Veneto che si terranno nel mese di maggio 2015 e ha deciso di confermare la partecipazione del movimento con una propria lista, sostenendo come proprio candidato presidente del Veneto il dott. Ing. Gianluca Busato, in virtù dell’enorme e qualificata visibilità internazionale di cui ha goduto e gode il presidente di Plebiscito.eu, ideatore e organizzatore del referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, accreditandolo come figura che assicura alla nostra Terra la più autorevole rappresentanza in un momento di straordinario cambiamento degli equilibri geopolitici globali. Veneto Sì concorrerà quindi alle elezioni regionali formando una coalizione che come obiettivo ha solo ed unicamente l’indipendenza del Veneto, in alternativa alle coalizioni dei partiti italiani, in crisi irreversibile e responsabili del disastro in cui versa oggi il Veneto. Con la vittoria di Veneto Sì nelle elezioni regionali, il consiglio regionale non si riunirà più come organo italiano, ma sarà convocato in assise plenaria con il neo-eletto Parlamento Veneto per confermare la dichiarazione di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014.

    cn-2Il Consiglio Nazionale di Veneto Sì ritiene inoltre incoerente la proposta di alcune organizzazioni pseudo-indipendentiste autoreferenziali che concorrono in coalizione con altri partiti italiani. Tale proposta politica mira ad ingannare gli elettori, mostrando la bandiera dell’indipendentismo, per portare in realtà voti alle coalizioni partitocratiche e inconcludenti di Zaia e Moretti. Il primo, che ha detto di vedere la luce in fondo al tunnel, dimostra di essere l’ennesimo a non riconoscere il treno che lo sta travolgendo, mentre la seconda, scialba controfigura renziana, ha addirittura annunciato che la crisi in Veneto è finita. Ci piacerebbe capire cosa ne pensano le migliaia di famiglie di disoccupati veneti e di imprenditori che si suicidano nei loro capannoni deserti.

    RU-CINA nuove vie della seta_bigA tal proposito, il Consiglio Nazionale di Veneto Sì, alla luce della gravissima crisi socio-economica che attanaglia il Popolo Veneto, ritiene fondamentale che il nuovo Presidente del Veneto abbia la capacità di svolgere un ruolo che non sia semplicemente amministrativo, ma possa garantire alla nostra nazione di diventare pienamente indipendente, grazie a decisioni coraggiose e responsabili che ci consentano di diventare nuovo baricentro e crocevia strategico delle nuove rotte di sviluppo umano e commerciale, che saranno sviluppate nei prossimi anni dallo sviluppo delle “nuove vie della seta” e di altre tratte di collegamento europeo e transcontinentale via terra e via mare. L’unico candidato che gode di competenza professionale, di rilevanza internazionale, di profonda conoscenza del nuovo ruolo che potremo assumere nella nuova evoluzione geopolitica verso la civiltà globale interconnessa, oggi in Veneto è appunto Gianluca Busato.

    cn-3Per uscire dal grave degrado in cui versa il Veneto a causa della permanenza nello stato italiano che lo depreda delle proprie risorse economiche e delle proprie speranze, è necessario inoltre creare un nuovo sistema di capitali più efficiente e slegato dalla dipendenza dal sistema bancario italiano, caratterizzato da nanismo, gravi sofferenze e inadeguatezza a trasferire ad uno dei tessuti produttivi più fitti del pianeta la necessaria vitalità economica e capitalizzazione. Essa potrà invece essere assicurata attraverso il conferimento di capitali di rischio alle aziende e ai progetti di impresa, introducendo e rafforzando forme di venture capital, sul modello anglosassone e soprattutto nordamericano e ora anche asiatico. Per fare ciò Veneto Sì accompagna l’azione di catalizzazione del tessuto economico ed imprenditoriale veneto, affinchè si doti degli strumenti economico-finanziari globali fondamentali per raggiungere tale obiettivo ed uscire dal sottosviluppo banco-centrico.

    Schermata 2014-05-28 alle 16.43.18Gianluca Busato ha dichiarato: “l’indipendenza del Veneto è l’unica possibilità che esiste per disinnescare la bomba ad orologeria del debito pubblico e della mancata crescita dell’Italia che fa tic-tac tic-tac e che rischia di far esplodere l’intera Europa, come ha previsto alcuni giorni fa il Washington Post. La via di uscita si chiama responsabilità politica e questa può essere assicurata solo dando la piena indipendenza a chi oggi è sottoposto a una irresponsabile tassazione che va chiamata con il suo vero nome di rapina fiscale, che serve solo a finanziare il sottosviluppo italiano, condannandone le popolazioni alla miseria. La Rivoluzione Digitale di Plebiscito.eu e di Veneto Sì travolgerà la partitocrazia italiana ladra e incapace, restituendo il sorriso ai veneti con la piena indipendenza”.

    Ufficio stampa – Veneto Sì

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    VENETO SI: CONVOCATO CONSIGLIO NAZIONALE PER LISTE CANDIDATI A PARLAMENTO VENETO ED ELEZIONI REGIONALI

    Entra nel vivo la fase pre-elettorale per l’indipendenza del Veneto che vede due importanti appuntamenti per l’elezione del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta e del consiglio regionale.

    correzzola-2Il Consiglio Nazionale (CN) di Veneto Sì, composto dai coordinatori territoriali, è stato convocato congiuntamente ai responsabili di funzione, politici e organizzativi del movimento per domenica mattina 22 febbraio alle ore 10 presso la sede sociale di Treviso per decidere le liste di candidati che si presenteranno alle prossime elezioni del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta e per una prima valutazione anche sulla lista che parteciperà alle successive elezioni regionali in sostegno al candidato presidente del Veneto Gianluca Busato.

    La riunione conclude una settimana importante che ha visto la partenza delle operazioni di preregistrazione per poter votare al Parlamento Veneto che sarà eletto dal 15 al 20 marzo 2015 e che è stata caratterizzata dalla rinnovata attenzione internazionale sulla questione veneta da parte di diversi importanti media internazionali.

    In caso di vittoria nelle elezioni regionali da parte di Gianluca Busato, il consiglio regionale non si riunirà più come istituzione italiana e sarà convocato in assise plenaria congiuntamente con il neo-eletto Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta per confermare la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto proclamata solennemente il 21 marzo 2014 a Treviso, dopo il consenso plebiscitario emerso nel referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.

    Treviso, 19 febbraio 2015

    Ufficio Comunicazione – Veneto Sì

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    NUOVO REFERENDUM DIGITALE IN VENETO? FORSE QUALCUNO UN ANNO FA SI TROVAVA IN LANDE DESOLATE E LONTANE

    Il candidato governatore dei grillini scopre l’acqua calda dopo l’alluvione del marzo 2014 che ha decretato la volontà plebiscitaria di indipendenza del Veneto

    Schermata 2014-07-23 alle 10.05.15Ci chiediamo dove si trovasse poco meno di un anno fa il candidato governatore del Veneto dei grillini, quando le televisioni e i giornali internazionali si sono precipitate in Veneto a condurre reportage che hanno fatto il giro del mondo.
    Ce lo chiediamo perché quando abbiamo letto la proposta oggi riportata dai giornali fatta dal candidato Berti che intende indire un nuovo referendum digitale in Veneto per trattenere le tasse dei veneti in Veneto ci è assalito il dubbio che egli nei mesi di marzo 2014 e successivi si trovasse in qualche landa desolata non raggiunta da tv, giornali e internet e quindi oggi sia ancora all’oscuro del fatto che il referendum di indipendenza del Veneto si è già svolto con votazione digitale appunto.
    Questa è la ragione per cui è del tutto inutile e dispendioso inseguire altre modalità per far rivotare i veneti su questo punto. Ciò che va fatto è invece l’attuazione della loro volontà.
    Di questo se ne sta occupando da un lato la Delegazione dei Dieci, eletta dai cittadini sempre un anno fa, che ha indetto le elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta che si terranno sempre via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu dal 15 al 20 marzo 2015 e dall’altro il candidato presidente del Veneto Gianluca Busato, che nelle prossime elezioni regionali chiederà ai cittadini il mandato popolare per confermare la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014: a quel punto il consiglio regionale del Veneto non si riunirà più da solo, ma in assise plenaria con il neoeletto Parlamento della Repubblica Veneta per prendere le decisioni cruciali che sono necessarie per il Popolo Veneto, a cominciare dall’applicazione diretta di una fiscalità veneta che sopprimerà la fiscalità italiana, introducendo un’unica aliquota del 15-20% sui redditi di imprese e persone, che consenta finalmente ai Veneti di tornare a sorridere e di uscire dall’incubo e dall’oppressione del peggiore inferno fiscale del mondo.

    Con buona pace di chi ancora oggi non si ricorda cosa è avvenuto un anno fa.

    Per fortuna a ricordarcelo, solo nelle ultime due settimane, ci hanno pensato la Deutsche Bank, che ha pubblicato un approfondito report finanziario che rivela come il Veneto usufruirà ben presto dei benefici dell’indipendenza per ragioni economiche, ma anche il Financial Times, il Telegraph, Malta Independent e molti altri giornali e riviste che hanno commentato la questione veneta e la rivista Internazionale, che domenica scorsa ha pubblicato una approfondita intervista proprio al candidato presidente del Veneto Gianluca Busato, con un dettagliato servizio sul referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi e sulla crisi che attanaglia il Veneto a causa della permanenza nello stato italiano,

    Schermata 2015-02-19 alle 10.10.33Gianluca Busato ha commentato: “i cittadini non hanno più tempo di aspettare chi arriva in ritardo a scoprire l’acqua calda e cerca di copiare un compito già svolto, dopo l’espressione plebiscitaria di un anno fa a favore dell’indipendenza del Veneto. Consigliamo a tutti di leggersi l’ultimo report dell’altro ieri dell’HSBC che ha decretato l’insostenibilità del debito pubblico italiano e il Washington Post sempre di lunedì scorso, che non ha esitato a definire l’Italia una bomba ad orologeria che rischia ben presto di far esplodere l’intera Europa. Per fortuna che noi abbiamo ideato un detonatore collaudato pronta a disinnescarla che si chiama indipendenza del Veneto, grazie all’attuazione del progetto strategico di Plebiscito.eu. Per completarlo basta solo che i cittadini veneti rispondano a una semplice domanda: Veneto Sì o Veneto No?”.

    Ufficio stampa
    Veneto Sì

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    LA RIVOLUZIONE DIGITALE PLASMA L’ERA DEI GRANDI CAMBIAMENTI GEOPOLITICI

    Dopo il Plebiscito Digitale, al via le operazioni di preregistrazione al voto per l’elezione del Parlamento Veneto. Il mondo riaccende i fari sulla questione veneta, con l’intervento di diversi media internazionali, dal Financial Times, al Telegraph, a Malta Independent, fino all’Internazionale.

    [Venezia, 16 febbraio 2015] – Se i confini geografici possono apparire difficilmente mutabili, tali barriere vengono superate dalle infrastrutture. Questo è il suggerimento che Parag Khanna dà ai Popoli impegnati a conquistare la propria sovranità per superare le dispute di confine in varie parti del mondo.

    Le nuove vie della seta sono l’esempio più eclatante per quanto riguarda gli obiettivi che anche il Veneto può darsi per ottenere la propria piena indipendenza. Se una delle due principali potenze economiche del pianeta ha lanciato un piano strategico che entro 10 anni veda Venezia diventare il fulcro del proprio disegno e lo snodo logistico chiave dell’infrastruttura tecnologica che lo renderà concreto, allora è chiaro che la capacità dei veneti di governare il proprio territorio è un aspetto cruciale che determinerà anche il successo di tale piano.

    In ballo ci sono soldi, tanti soldi, ed interessi che nessuno può cancellare.

    Per ottenere il nostro obiettivo dobbiamo superare i nostri avversari, ovvero i difensori dello status quo che ci vede schiavi economici di uno stato italiano inutile, in particolare nella capacità di attuare un cambiamento anche sul piano concettuale e tecnologico.

    case-plebiscito01-738-PikachooseIl Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014 ha rappresentato un salto evolutivo proprio sul piano concettuale e tecnologico rispetto ai profeti di sventura dell’indivisibilità dell’Italia, ben ancorati all’ottocento e al novecento.

    Ora entriamo nella fase 2, con l’inizio delle operazioni elettorali e l’apertura della preregistrazione su www.plebiscito.eu per votare dal 15 al 20 marzo 2015 nelle elezioni del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta, l’istituzione investita del potere legislativo dalla Delegazione dei Dieci per dare pienezza all’indipendenza del Veneto.

    L’appello è ancora una volta ai cittadini veneti, affinché sconfiggano la ragnatela ammuffita della partitocrazia italiana, attraverso la partecipazione alla Rivoluzione Digitale che ci farà entrare nel novero dei Paesi civili del mondo.

    Ogni rivoluzione tecnologica è accompagnata da una rivoluzione politica, così la rivoluzione industriale sta ai grandi stati nazionali centralisti, come la rivoluzione digitale sta a piccole città-stato efficienti ed interconnesse alla rete globale. Il Veneto, nella sua storia millenaria, ha sempre dimostrato di essere all’avanguardia ed anche in questo caso ha aperto una nuova fase storica con un Plebiscito digitale e le votazioni del Parlamento provvisorio, in attesa del riconoscimento internazionale che avverrà in modo naturale, tutto su Internet.

    Schermata 2015-02-15 alle 16.33.37Non siamo solo noi a dirlo. Nella settimana appena passata, nel silenzio generale degli organi di (dis)informazione italiani, la stampa internazionale ha riacceso i fari sulla questione veneta.

    Dopo il Financial Times e il Telegraph, ieri è stata la volta di Malta Independent che ha dato ampio risalto allo studio condotto da Deutsche Bank, che ha rilevato come il Veneto, oltre a Catalogna e Scozia, sia prossimo all’indipendenza dopo il Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014. Lo studio tedesco rivela in particolare come il Veneto si avvantaggerebbe della propria indipendenza grazie all’integrazione europea, che permetterebbe di assorbire molti costi infrastrutturali, avvalendosi inoltre di una politica fiscale estremamente più vantaggiosa con l’indipendenza rispetto all’attuale situazione che ci vede sottratti dall’Italia oltre 20 miliardi di euro l’anno. L’esempio concreto è proprio quello di Malta, che ha fortemente beneficiato del suo ingresso nella UE.

    Schermata 2015-02-15 alle 16.19.12Sempre ieri inoltre la celebre rivista “Internazionale” ha pubblicato un lungo report di 4 pagine intitolato “Sussurri e grida dal nordest”, con ampia intervista a Gianluca Busato. L’articolo scritto dai due giornalisti tedeschi Mischa Täubner e Brad Eins si incentra in particolare sul referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, sull’azione di Plebiscito.eu e sulla crisi che attanaglia il Veneto a causa della sua permanenza nello stato italiano.

    Queste testimonianze mediatiche sono i segnali concreti che l’azione intrapresa da Plebiscito.eu e Veneto Sì si impernia sull’aspetto cruciale che riguarda la crescita del Veneto, in armonia nel quadro geopolitico che ci riguarda e che chi ha saputo produrre e concepire un modello di tale portata, innovando in modo disruptivo la capacità di attuare un progetto strategico di portata globale rappresenta la leadership naturale di una Terra straordinaria che necessita della propria indipendenza per svolgere il ruolo che le compete.

    Questa è la Terra di San Marco, la Terra e il Mare della Serenissima, pronta a riprendere il proprio cammino solo brevemente interrotto.

    Ufficio stampa
    Veneto Sì

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    SOSTIENI VENETO SI, SOTTOSCRIVI LA NOSTRA LISTA PER LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO VENETO

    logo_senza_bordoDal 15 al 20 marzo 2015 si terranno le elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta.

    Veneto Sì ha annunciato da tempo la propria decisione di presentarsi alle elezioni che determineranno la nascita dell’organo legislativo della Repubblica Veneta, in seguito alla Dichiarazione di Indipendenza del Veneto del 21 marzo 2014 di Treviso.

    La Legge elettorale approvata il 2 gennaio 2015 dalla Delegazione dei Dieci con propria deliberazione n. 3/2015 prevede che ogni lista elettorale per potersi presentare alle elezioni dovrà essere sostenuta da almeno 500 sottoscrizioni raccolte in tutta la Repubblica Veneta da parte di cittadini veneti residenti maggiorenni. Ogni cittadino potrà sottoscrivere una ed una sola lista. In caso di firme doppie esse non saranno conteggiate in nessuna lista in cui saranno presenti.

    Le sottoscrizioni potranno essere effettuate su carta intestata della lista, completa dei candidati deputati, e/o anche tramite sottoscrizioni on line effettuate via internet, purché siano prodotti gli estremi del documento di identità del sottoscrittore.

    Per sostenere la lista di Veneto Sì e permetterci di presentarci alle Elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta, compila il modulo sotto riportato.

      Sottoscrizioni per la presentazione di Veneto Sì al Parlamento Veneto

      Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di appoggiare la presentazione delle liste di Veneto Sì alle elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta.

      Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web www.https://venetosi.org/privacy

      Comitato Elettorale – Veneto Sì