
La presunta divisione tra indipendentisti è creata dalla lega nord, che si inventa listine di disturbo per cercare mantenere il sistema di potere che le garantisce soldi e privilegi
Si leggono in questi giorni in rete, come sempre in periodi pre-elettorali, molteplici appelli all’unità di organizzazioni e movimenti indipendentisti veneti. In linea di principio essi sono condivisibilissimi: è insensato infatti dividere. Andiamo però a vedere più in profondità: sono realistici, o meglio, le cose stanno proprio come vengono riportate da alcuni?
Credo che i veneti debbano svegliarsi un pò e capire che la cosiddetta “galassia venetista” è da sempre una creazione artificiale della lega nord, che ha tutto l’interesse a inventarsi listine di disturbo, foraggiandole e raccogliendo loro anche le firme (è successo ad ogni elezione). Ricordatevi che la lega da 25 anni ha creato un sistema di potere che le garantisce soldi e privilegi e a questo non è disposta a rinunciare. Purtroppo molte persone per bene non capiscono ciò e cadono nella rete degli imbonitori, o dei furbacchioni.
Facciamo alcune ipotesi.
Prima ipotesi. Tutti gli indipendentisti sono di buona volontà e pongono l’obiettivo al di sopra delle proprie convenienze particolari. In tal caso il problema non dovrebbe sussistere, in quanto facilmente si troverebbe una strategia condivisa che abbia come finalità l’obiettivo che accomuna tutte le sigle e su quella si stringono accordi nel rispetto di tutti. Domanda: la lega nord e gli altri partiti come andrebbero considerati in tale ipotesi? Se gli indipedentisti fossero tutti brava gente, la lega nord e gli altri partiti italiani suoi alleati andrebbero esclusi, in quanto non condividono l’obiettivo dell’indipendenza del Veneto, come confermano le parole del loro segretario federale e del governatore veneto uscente.
Seconda ipotesi. Qualche indipendentista NON è in effetti di buona volontà, ma ha solo l’interesse ad essere eletto. Per ottenere questo scopo deve allearsi alla lega nord, oppure al pd, i partiti capofila delle due coalizioni della partitocrazia italiana. In questo caso i disegni sarebbero rovinati dagli indipendentisti di buona volontà, che correndo da soli smaschererebbero questo disegno. Qual è allora la controstrategia della lega nord e dei partitini falso-indipendentisti? Semplice, creare listine di disturbo, dando vita e alimentando la galassia autonomista-indipendentista, che come unico scopo deliberato di esistenza ha quello di confondere gli elettori, facendo trasparire gli indipendentisti come eternamente divisi e litigiosi.
Conclusioni. È chiaro quindi che l’unità degli indipendentisti è impossibile da ottenere, perché è proprio la lega nord ad avere l’interesse strategico nel far apparire diviso il loro principale concorrente, perché altrimenti sarebbe a rischio la sua stessa vita politica.
Per smascherare il giochino, quando leggete questi finti appelli all’unità degli indipendentisti rispondente loro: ma come si fa ad essere uniti, se la prima a dividere i veneti è la lega nord che si allea ai partiti italiani e molte listine vogliono a loro volta entrare in tale coalizione?
Chiedetevi inoltre cari veneti: perché l’indipendenza del Veneto questa settimana ha fatto notizia sul Financial Times e sul Telegraph, la settimana precedente è stata osannata dal già consulente strategico della Casa Bianca e invece i giornali veneti e italiani non ne parlano, se non coniugandola secondo il paradigma della galassia venetista?
Perché i giornali di tutto il mondo vedono i veneti uniti dal referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, che costituisce il fatto politico che ha elevato la questione veneta alla visibilità internazionale, mentre i servi dei partiti italiani non ne fanno menzione?
La vera discriminante allora è proprio questa: chi appoggia il Plebiscito Digitale e la dichiarazione di indipendenza del Veneto è in buona fede, mentre gli altri cercano solo qualche ossobuco avanzato dalla tavola ben imbandita a nostre spese della partitocrazia italiana.
Per quanto mi riguarda, mi basta rispondere a una sola domanda: cosa farò dopo la vittoria nelle elezioni regionali?
Semplice, il Consiglio Regionale come tale NON si riunirà più da solo, ma sarà CONVOCATO in ASSISE PLENARIA con il PARLAMENTO Provvisorio della REPUBBLICA VENETA per confermare e fare propria la Dichiarazione Unilaterale di INDIPENDENZA del Veneto del 21 marzo 2014 di Treviso.
A te la scelta: VENETO SI o VENETO NO?
Gianluca Busato
Candidato Presidente del Veneto
per Veneto Sì

Oggi il
La questione economica costituisce la prima ragione che alimenta la spinta indipendentista di tali regioni europee, sottolinea il Financial Times, che mette in rilievo la stessa ragione per spiegare anche l’assenza di analoga forza propulsiva di movimenti simili in Francia e Germania.

“Chi ha saputo realizzare tale goal strategico – conclude Busato –, in assoluta solitudine e con totale sorpresa di qualsiasi altro esponente o formazione politica regionale, oggi merita la fiducia dei veneti, in quanto proprio per aver già saputo concretamente portare la questione veneta all’attenzione del mondo è il naturale, concreto e più credibile e autorevole candidato a terminare l’opera intrapresa con il raggiungimento della piena indipendenza della Repubblica Veneta”.
















