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ALLA FESTA DEI POPOLI DI THIENE OGGI UN CLASSICO ESEMPIO DI RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI

La parte filogovernativa della sinistra veneta si dimostra cieca e sorda verso le istanze di appartenenza alla comunità veneta

thieneTra le peggiori forme di razzismo possiamo annoverare senz’altro il razzismo degli antirazzisti, che suona pure un po’ paradossale. Oggi se ne è avuto un esempio a Thiene, in occasione della Festa dei Popoli organizzata a Villa Fabris. Infatti una gruppo di ragazzi veneti desiderava partecipare ai festeggiamenti unendosi alle rappresentanze dei vari popoli del mondo, con la bandiera veneta, a significare uno spirito di fratellanza e solidarietà verso ogni nazione.
Purtroppo alcuni solerti addetti hanno vietato l’ingresso alla pacifica rappresentanza di ragazze e ragazzi veneti, adducendo paure di non si sa bene quali violenze. Al tentativo di spiegazione delle intenzioni gioiose dei ragazzi, purtroppo l’organizzazione che risponde alla giunta del sindaco Giovanni Battista Casarotto e dell’assessore Maurizio Fanton ha opposto un rigoroso niet, senza giustificazioni di sorta, che sta a dimostrare un autentico razzismo verso le nostre ragazze e i nostri ragazzi veneti orgogliosi giustamente della propria appartenenza al Popolo veneto.
Questi sono episodi tristi, che dimostrano tra l’altro un’inspiegabile avversità di parte della sinistra veneta filogovernativa verso istanze che in tutta Europa sono fatte proprie in primo luogo dalla stessa sinistra. Ci viene in mente il caso dello Scottish National Party, partito orgogliosamente di sinistra, che in Scozia esprime il governo che sta accompagnando gli scozzesi verso la celebrazione del referendum di indipendenza della Scozia del 18 settembre 2014, oppure di Esquerra Republicana de Catalunya, partito che nel nome stesso vanta un’appartenenza alla sinistra e che è diventato nelle recenti elezioni europee il primo partito catalano, che sostiene assieme a CiU il governatore Artur Mas, assieme al quale stanno organizzando il referendum di indipendenza della Catalogna il prossimo 9 novembre 2014.
Ci chiediamo pertanto perché in Veneto la nostra sinistra si dimostra sorda e cieca di fronte alle istanze culturali e di appartenenza che dovrebbero vederci tutti uniti nella difesa e simpatia verso il Popolo veneto.
A Thiene oggi ahinoi ne abbiamo avuta l’ennesima dimostrazione.

Speriamo che i prossimi eventi epocali che stanno ridisegnando la mappa d’Europa possano aiutare anche la nostra sinistra ad evolvere verso forme meno razziste e più solidali nei confronti del Veneto.

Gianluca Busato
Veneto Sì

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“VENETO SI” A CONGRESSO IL 29 GIUGNO. OBIETTIVO: SVILUPPO ECONOMICO DELLA REPUBBLICA VENETA.

Si apre la sfida tra Renzi e l’indipendentismo veneto. La scelta è tra il saccheggio del nostro tessuto produttivo e l’inserimento tra le nazioni prospere d’Europa

giane-29Qualche giorno fa Libero ha pubblicato un breve trafiletto a firma Matteo Mion, nel quale l’autore si dimostrava stupito e anche deluso dal risultato ottenuto da sul omonimo che risiede a Palazzo Chigi. La sua delusione trovava spiegazione nella conclusione del suo breve pensiero, ovvero che l’unica alternativa al pensiero premasticato e illusorio di Renzi è l’indipendentismo veneto, il che costituiva anche la base delle sue aspettative tradite.
Capito ciò, risulta chiaro perché la prima vera azione politica del premier italiano dopo il passaggio europeo consiste nella partecipazionea alle assemblee generali territoriali dei soci di Confindustria delle province di Vicenza, Verona e Treviso, saltando invece l’assemblea generale più importante dell’organizzazione imprenditoriale, quella tenutasi ieri a Milano.
Il problema vero per Renzi e per il governo italiano siamo proprio noi veneti. Da qui egli è partito appena insediato (qualcuno si ricorda i fischi di Treviso nella sua prima uscita ufficiale dopo l’insediamento?) e qui era ritornato, a Verona, in occasione del Vinitaly, subito dopo lo straordinario successo del Plebiscito Digitale.
E in Veneto ritorna nuovamente oggi. Né può essere diversamente, perché è proprio il Veneto il primo azionista inconsapevole dello stato italiano e l’unico che ne può dettare la vita o la morte (finanziaria). Certo, il nostro territorio non è quello che in assoluto viene rapinato di più, la Lombardia ci supera sia in termini assoluti sia in termini relativi. Qui però vi sono finalmente le condizioni politiche per porre fine a tale furto. E gli unici che possono farlo siamo noi.
Per questa ragione abbiamo deciso di giocare a tutto campo.
Sono già attive sia la fase istituzionale, con la Repubblica Veneta che sta esercitando la propria indipendenza grazie all’azione della Delegazione dei Dieci sia la fase organizzativa, in cui il ruolo da protagonista viene giocato da Plebiscito.eu, che ogni sera è presente in tutto il territorio con incontri pubblici di presentazione delle proprie attività.
Ora, dopo il primo positivo test elettorale del 25 maggio scorso, parte invece con la dovuta organizzazione la fase politica, che vedrà la propria concretizzazione con il Congresso Fondativo di “Veneto Sì”, il movimento che opera a fianco di Plebiscito.eu a tutto campo anche in sede elettorale. L’appuntamento per il Congresso di fondazione di “Veneto Sì” è a Padova per la prossima domenica 29 giugno, alle ore 9.00 del mattino, presso il Centro Congressi Albino Luciani in via Forcellini 170/A. Tenetevi liberi fin da subito.

“Veneto Sì” è una forza liberal-popolare che opererà, in concorrenza con le altre che nasceranno, nell’ambito della Repubblica Veneta, ma che già oggi inizierà le proprie attività nella fase di transizione prima della fattiva indipendenza. Non possiamo infatti aver fiducia in chi fino ad oggi ha puntualmente tradito le proprie promesse elettorali, portandoci nella disastrosa situazione odierna.

Non vi sono alternative a chi per primo, in modo inedito, innovativo, inaspettato quanto pianificato con precisione ha saputo porre all’attenzione del mondo la questione veneta. Il resto è noia.

Gianluca Busato

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GIOCHI DI PRESTIGIO E REALTÀ

I coriandoli elettorali del Gattopardo e la Repubblica del Leone

1521834_10152679091287678_544802723_nLe elezioni europee rappresentano spesso uno specchio distorto, come quelli che nelle fiere di paese ti mostrano più snello, oppure più grasso. Chi si ricorda infatti quanto durarono gli strepitosi successi di Emma Bonino (8,5% nel 1999) e il sorpasso del PCI (33,33% nel 1984) dopo la morte di Berlinguer (sempre lui che ritorna)?
Il quadro odierno è molto simile e la vittoria strepitosa del PD soprattutto in Veneto fa presagire che l’effetto Renzi sarà molto simile agli esempi citati in quanto a possibilità di essere ripetuto. Ciò che appare invece chiaro è la fine dei partiti di centro-destra, la ripresa di Tosi e il dilemma di Zaia in previsione delle prossime elezioni regionali.
Sempreché si celebrino, le elezioni regionali. Già, perché in un quadro come quello attuale non può essere ignorata la situazione finanziaria reale che vede l’80% delle aziende non aver versato le tasse alla scadenza del 16 maggio scorso.
Se 4 aziende su 5 non subiscono più il furto fiscale, dove trova i soldi lo stato italiano per onorare gli impegni già presi? Né è d’altro canto ipotizzabile che Renzi abbia né la voglia né la capacità di sostituirsi alla Troika lasciando a casa 1-2 milioni di dipendenti pubblici.
Oggi Edward Luttwak prova a dare la sua previsione senza tanti giri di parole. Egli profetizza che l’Italia uscirà dall’euro in quanto è impossibile per Renzi rispettare i patti europei trovando 40 miliardi di euro ogni anno, applicando 10 Imu ogni 12 mesi: e come dargli torto se poi pensiamo che bisogna anche coprire i nuovi buchi da minore entrate fiscali nel vestito lercio e rattoppato di uno stato insaziabile che spende e spande?
Questo non lo possiamo sapere, ciò che invece è evidente è che la classe imprenditoriale veneta più sensibile alle sirene confidustriali ha scommesso su di lui abbandonando il tradizionale voto forzaleghista.
Cosa ne è stato invece della volontà indipendentista emersa a grande maggioranza nel referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi? Beh, la conferma di un dato: i favorevoli all’indipendenza albergano ovunque, da destra a sinistra e, probabilmente, molti nell’astensionismo.
Il dibattito indipendentista, protagonista a marzo ed aprile, è stato in realtà superato mediaticamente dal menù elettorale fornito dagli organi di informazioni di regime italiani, tutto imperniato sul confronto Renzi-Grillo.
Ora, quando si abbasserà il polverone mediatico della campagna elettorale, torneranno ad affrontarsi il mostro gattopardesco italiano e la Repubblica del Leone.
Teniamoci pronti, o meglio, continuiamo nel silenzio e senza eccessivi clamori, com’è nostra abitudine, a lavorare, preparandoci in grande fretta rendere pieno l’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta.

Il mondo lo abbiamo già stupito, ed era solo l’antipasto.

Gianluca Busato

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ELEZIONI DI PREGANZIOL: “VENETO SI” APPOGGIA IL CANDIDATO SINDACO SANDRO TAVERNA

Sandro Taverna riconosce la dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo proclamata a Treviso e la Delegazione dei Dieci e ottiene l’appoggio degli indipendentisti veneti di Preganziol

sandro-taverna-1Veneto Sì, il movimento politico nato a difesa dell’indipendenza della Repubblica Veneta, dopo la candidatura con la propria lista a sindaco di Zero Branco di Giannarciso Durigon e lo straordinario successo della manifestazione nella piazza zerotina di venerdì scorso nel corso della quale il leader di Plebiscito.eu Gianluca Busato ha suonato il “GONG” allo stato italiano, oggi ha stretto un accordo anche per sostenere la candidatura a sindaco di Preganziol del dott. Sandro Taverna. La candidatura a sindaco del dott. Sandro Taverna è sostenuta dalla liste civiche “Aria Nuova” e “Colora Il Tuo Futuro”. Le operazioni di dialogo che hanno portato all’accordo elettorale tra “Veneto Sì” e Sandro Taverna sono state condotte dai coordinatori locali del movimento indipendentista, in particolare Daniele Smeraldi, Tiziano Busato, Claudio Rigo e Christian Badin. bozza_01 X_VenetoSI (3)Il candidato sindaco Sandro Taverna ha pertanto sottoscritto i punti programmatici che Veneto Sì e Plebiscito.eu hanno indicato per esprimere la propria indicazione di voto, ovvero:

  1. riconoscimento della proclamazione di indipendenza Repubblica Veneta del 21 marzo 2014 a Treviso
  2. riconoscimento della Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta
  3. divieto di affiancamento a liste con la presenza di tricolori
  4. partecipazione attiva alla fase costituente della Repubblica Veneta

In virtù di tale accordo, “Veneto Sì” pertanto invita tutti i cittadini di Preganziol a votare per la Lista Civica “Aria Nuova”  e per il candidato sindaco di Preganziol Dott. Sandro Taverna, al fine di dare forza al fattivo processo di indipendenza della Repubblica Veneta.  Veneto Sì parteciperà inoltre a tutti gli eventi della campagna elettorale giunta nella settimana cruciale prima del voto e in particolare alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Aria Nuova a Preganziol in aula Granziol presso le scuole elementari indetta per giovedì 22 maggio 2014 alle ore 21.00.

gbu-vsiGianluca Busato, presidente di Plebiscito.eu, ha dichiarato: “la notizia dell’accordo tra Veneto Sì e Sandro Taverna ci riempie di soddisfazione, in quanto testimonia la popolarità della Repubblica Veneta e del suo concreto esercizio di indipendenza. Dopo Zero Branco anche il comune di Preganziol vede avanzare una inesorabile partecipazione civica indipendentista che finalmente potrà assicurare meno tasse e più servizi per la cittadinanza. È infatti evidente che solo il recupero degli oltre 67 milioni di euro di residuo fiscale che oggi lo stato italiano ruba ai cittadini di Preganziol potrà permettere la risoluzione dei problemi del comune e tale recupero potrà avvenire solo con la fattiva indipendenza della Repubblica Veneta”.

Ufficio stampa – Veneto Sì
www.venetosi.org

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ELEZIONI DI ZERO BRANCO, MAZZOLENI (FI) INELEGGIBILE. GIANNARCISO DURIGON: “I MODERATI ORA VOTINO VENETO SI”

Nasce una insormontabile questione di ineleggibilità del candidato sindaco del centro-destra. Venerdì sera presentazione in piazza di Veneto Sì con Plebiscito.eu di fronte alle telecamere di Al Jazeera

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Giannarciso Durigon, candidato sindaco della lista Veneto Sì

La notizia a Zero Branco sta già facendo il giro di tutte le piazze e di tutti i bar: il candidato sindaco Giovanni Mazzoleni è ineleggibile e ora rischia anche una condanna per dichiarazione mendace e falso in atto pubblico. La novità è stata svelata dal consiglio comunale del vicino comune di Preganziol. A trarre vantaggio dalla classica scivolata su una buccia di banana del candidato di Forza Italia sarà con ogni probabilità Giannarciso Durigon, candidato sindaco della lista Veneto Sì, l’unica formazione che gode anche dell’appoggio di Plebiscito.eu, il comitato referendario guidato da Gianluca Busato, che ha organizzato il referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi.

bozza_01 X_VenetoSI (3)Il fatto. Giovanni Mazzoleni al momento della presentazione della lista elettorale che lo aveva candidato a sindaco di Zero Branco era consigliere comunale in carica a Preganziol. Tardivamente il candidato ha presentato le dimissioni dal consiglio comunale di Preganziol, protocollate solo il 30 aprile, 4 giorni dopo la chiusura della lista. Tale situazione costituisce una causa classica e insormontabile di ineleggibilità del sindaco, prevista dall’art. 60 del testo unico sugli enti locali con rischio anche di condanna per lo stesso Mazzoleni per dichiarazione mendace e falso in atto pubblico. A questo punto della competizione elettorale il candidato del centro-destra non può più essere eliminato dalle liste, ma è fuori corsa: anche se per assurdo risultasse eletto, al momento della proclamazione degli eletti scatterebbe infatti in automatico l’alt di legge, con conseguente denuncia.

A trarre beneficio dall’eliminazione del candidato sarà con ogni probabilità Giannarciso Durigon, il candidato sindaco della lista Veneto Sì, che copre l’area di riferimento di Mazzoleni.

ZERO_BRANCO_16mag PBeuVenerdì 16 maggio prossimo in piazza Umberto I a partire dalle ore 21 si terrà tra l’altro il comizio organizzato da Plebiscito.eu e Veneto Sì, nel quale interverranno tutti i big di Plebiscito.eu, tra cui Gianluca Busato, Franco Rocchetta, Gianluca Panto, e ovviamente Giannarciso Durigon. L’evento sta già richiamando grande attenzione e aspettative di pubblico, con la presenza tra l’altro delle telecamere di Al Jazeera e di Radio Radicale, oltreché di altri organi di informazione veneti e internazionali. Nell’occasione sarà dato tra l’altro l’annuncio dell’IVA che non sarà pagata nel mese di maggio 2014 dalle imprese venete che hanno aderito alla campagna di obiezione fiscale promossa da Plebiscito.eu e sarà dato inizio anche alla raccolta delle sottoscrizioni dei Bond Veneti.

Il candidato sindaco Giannarciso Durigon ha così commentato il grave episodio di ineleggibilità di Mazzoleni: “spiace per i ragazzi della lista, che erano brave persone e anche preparate, d’altro canto purtroppo la frittata per loro è ormai fatta e a questo punto i cittadini di Zero Branco della fascia moderata non devono più sprecare il proprio voto su un candidato che è fuori gioco. Votando la lista di Veneto Sì essi hanno la scelta naturale per garantire l’opzione moderata e per dare a Zero Branco la prospettiva di crescita, con la diminuzione delle tasse e l’aumento di investimenti che solo la nostra completa indipendenza ci può assicurare, grazie al recupero di circa 30 milioni di euro all’anno di residuo fiscale che oggi ci vengono derubati dallo stato italiano”.

Ufficio stampa
Veneto Sì
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MAMMA HO PERSO IL VENETO!

Le parole di ieri del ministro dell’interno italiano Alfano sono un vano tentativo di fermare la marea indipendentista. Zero Branco con Giannarciso Durigon primo territorio libero della Repubblica Veneta?

Per quanto meriti farvi cenno, le dichiarazioni di ieri di Angelino Alfano vanno analizzate con un minimo di dettaglio in quanto hanno una tripla valenza, legate al suo ruolo di capo di un partito impegnato nelle europee, di abboccamento ai partner elettorali in Veneto e infine di ragione istituzionale, in quanto ministro degli interni dello stato italiano, che si trova per primo a mostrare la faccia dopo la figuraccia mondiale fatta con il boomerang della repressione giudiziaria basata sul nulla e che vede ancora due patrioti veneti ingiustamente incarcerati.
La prima ragione è elettorale classica: Alfano cerca di ingraziarsi gli elettori veneti ripetendo il disco rotto delle promesse elettorali, tra l’altro volte al passato. Il federalismo “spinto”, che tra l’altro è anche linguisticamente di retroguardia e un po’ tendente al genere “hard”, non ci interessa, in quanto è molto meno di ciò che serve ai veneti ed è pure politicamente impossibile da realizzare (la maggioranza di parassiti non potrà mai concedere autonomia fiscale alla minoranza di parassitati, a maggior ragione considerato lo stato fallimentare dei conti dello stato italiano).
La seconda valenza è nel quadro delle alleanze tattiche nel territorio, sempre di carattere elettorale: è in fase di test un apparentamento con alcune liste autonomiste e sedicenti indipendentiste, dalla Liga Veneta Repubblica al blocco di Noi Veneto, con un primo test nelle elezioni comunali di Padova dove la prima è alleata dell’NCD di Alfano in appoggio al candidato sindaco Saia. Risulta pertanto logico tale abboccamento, anche in previsione dei giochi preliminari per le presunte elezioni regionali del 2015 (presunte, poiché riteniamo infatti che all’epoca si svolgeranno le elezioni politiche della Repubblica Veneta).
PAg 24_QdSLa terza ragione è legata alla funzione istituzionale ricoperta da Alfano e riguarda il tentativo vano di smorzare il consenso ormai trasversale e sempre più maggioritario verso il processo di esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta, al punto da interessare prefetti e questori, che avranno probabilmente significato al ministro dell’interno che la situazione nel territorio veneto è fuori controllo: la completa e fattiva indipendenza è solo questioni di settimane, o di pochi mesi. In realtà il ruolo istituzionale di Alfano è di fatto del tutto illegittimo, espressione di uno stato deposto, che continua disperatamente di cercare di mantenere sotto le proprie grinfie una Terra dove oramai si respira aria di libertà a pieni polmoni.
In realtà Angelino Alfano farebbe bene ad occuparsi della sua terra, la Sicilia, dove pure si respira sempre più aria di indipendenza e dove la settimana scorsa uno tra i quotidiani a maggior tiratura della Trinacria ha pubblicato una pagina intera, con ottimi commenti, con un articolo di approfondimento sulla Repubblica Veneta e sul processo di liberazione in atto.
Schermata 2014-04-29 alle 11.26.23E in tale processo, il primo territorio interamente sotto sovranità veneta potrebbe essere proprio il comune di Zero Branco, dove si candida a sindaco Giannarciso Durigon, sotto le insegne di “Veneto Sì”, l’organizzazione politica schierata a difesa del processo di indipendenza della Repubblica Veneta, l’unica lista che finora ha riconosciuto la dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo scorso a Treviso, nonché la Delegazione dei Dieci, impegnandosi fin d’ora come parte attiva nel processo costituente della Repubblica Veneta.
Proprio l’impegno di “Veneto Sì” dimostra come la strategia adottata fin dal 22 marzo si stia rivelando vincente, in quanto ci permette di operare a tutto campo senza lasciare strumenti in mano a chi gioca con lo stato italiano, direttamente in prima persona come fa Alfano, oppure indirettamente, come chi si allea a lui, pur a parole parlando di indipendenza del Veneto, in modo menzognero e illusorio.
Per fortuna che ora nella Repubblica Veneta ha iniziato a formarsi una classe dirigente indipendentista preparata e determinata!

Gianluca Busato

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VENETO SÌ: TUTTI RICONOSCANO L’INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

pb-2014Mai annuncio fu più propizio della discesa in campo di Veneto Sì, solo qualche ora prima che ripartisse il can can attorno all’inutile tentativo di unire le forze indipendentiste, magari al solo fine di addomesticarle.

Perché in Scozia, in Catalogna, nelle Fiandre nessuno si preoccupa del fatto che i movimenti indipendentisti siano più di uno? Il motivo è presto detto: perché riscuotono grande consenso popolare. Non capiamo le ragioni per cui invece nella Repubblica Veneta ancora infestata dalla presenza dello stato italiano vi debbano essere ragioni diverse. Ogni forza politica indipendentista si dia da fare per crescere e la smettano di cercare di addomesticare i movimenti che dimostrano la maggior forza al solo fine di fare i parassiti dell’indipendentismo. Si distinguano sotto il piano del programma politico, senza scopiazzare in modo passivo quelli scritti da Gianluca Busato e Lodovico Pizzati.

E’ cosa nota ed evidente infatti che le organizzazioni indipendentiste guidate da Lodovico Pizzati e Gianluca Busato sono quelle che hanno dimostrato maggiore forza propulsiva e capacità di incidere nel quadro politico veneto. Puntualmente altri esponenti, spesso provenienti dagli ambienti della vecchia democrazia cristiana, hanno cercato di eliminarli dalla scena politica e puntualmente essi hanno dato vita ad organizzazioni che erano dieci volte più forti. Oggi si ripresenta lo stesso scenario?

Allora è bene mettere in chiaro alcuni aspetti fin da subito.

1. Plebiscito.eu non farà parte di alcuna macedonia indipendentista e non assume forma di partito.

2. Veneto Sì opera nell’agone politico in modo indipendente da Plebiscito.eu, mettendosi al suo fianco e riconoscendola come la principale organizzazione indipendentista.

3. Veneto Sì è disposta a collaborare solo ed esclusivamente con le forze politiche che riconoscono la proclamazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo 2014 a Treviso e le conseguenti istituzioni formatesi, a cominciare dalla Delegazione dei Dieci.

4. Le competizioni politiche italiane hanno senso al solo scopo di disinnescare gli strumenti illegittimi delle deposte istituzioni italiane operanti in Terra Veneta.

Per il resto, il dialogo è aperto con tutti. L’obiettivo resta in ogni caso l’immediata conquista effettiva dell’indipendenza della Repubblica Veneta e non aspettare passivamente una campagna elettorale tra un anno per sfidare le mafie della partitocrazia italiana in una campagna elettorale impari dove queste organizzazioni criminali metterebbero in campo milioni di euro di promozione elettorale per sconfiggerci. Capiamo bene che qualcuno pensi di assicurarsi una poltroncina da consigliere regionale ingannando le masse, ma noi non rientriamo tra coloro i quali si fanno né corrompere né illudere.

La nostra vittoria la si costruisce in queste settimane e mesi, iniziando a supportare la campagna di obiezione fiscale di Plebiscito.eu fin da subito, magari aprendo qualche ufficio pubblico per informare al meglio la cittadinanza.

Ufficio politico
Veneto Sì

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Veneto Sì, a difesa dell’indipendenza della Repubblica Veneta

dichiarazioneDopo quasi un mese dalla dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta si delinea il panorama nel quale sarà chiamata ad operare Veneto Sì, l’organizzazione politica a difesa del processo di indipendenza della Repubblica Veneta, nata per trasformazione ed evoluzione dell’omonimo Comitato per il Sì nel Referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.

Per volontà di Gianluca Busato, Veneto Sì opererà in modo distaccato da Plebiscito.eu, ponendosi al suo fianco e a supporto dell’azione che la principale organizzazione indipendentista veneta sta svolgendo per la strutturazione della Repubblica Veneta.

Veneto Sì si muoverà invece a tutto campo nell’agone politico, per impedire che i risultati ottenuti da Plebiscito.eu vengano traditi da partiti politici che si muovono nell’ambito della politica italiana.

La libertà di manovra di Veneto Sì sarà totale. Noi non crediamo che vi saranno elezioni regionali nel 2015, in quanto il processo di costituzione della Repubblica Veneta dovrebbe già essersi compiuto per tale data. Non possiamo però restare a guardare passivamente e lasciarci travolgere dagli eventi e dobbiamo essere preparati ad ogni evenienza, anche la più sfavorevole, come ad esempio un ritardo nel processo di rafforzamento delle istituzioni della Repubblica Veneta, che dovesse causare anche un processo elettorale regionale che risulterebbe in tal caso deleterio.

Veneto Sì in tal caso si attiverà per favorire la creazione di un blocco destinato esclusivamente alla dichiarazione di riconoscimento dell’indipendenza della Repubblica Veneta, della Delegazione dei Dieci e di ogni istituzione veneta che dovesse nascere nel frattempo, con contemporaneo scioglimento dell’organo regionale, deposto come naturale e logica conseguenza della Dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta solennemente proclamata il 21 marzo 2014 a Treviso.

Ufficio Comunicazione
Veneto Sì

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A TUTTO CAMPO

Strategia a tre fasi: Repubblica Veneta, Rivoluzione Digitale, Veneto

Schermata 2014-03-23 alle 00.11.29Non c’è tempo per riposare qui. Districandosi tra un’intervista e l’altra ai media veneti, italiani e internazionali, abbiamo bene in mente cosa fare ora.
Ci muoveremo a tutto campo, per finire la bestia morente della partitocrazia italiana. Abbiamo dimostrato una progettualità e una capacità d’azione che ha travolto e sorpreso ogni avversario.
Abbiamo ridato la voglia di vivere e di lottare a tante persone. Abbiamo rivoltato e arato il terreno della politica, polverizzando la partitocrazia.
Abbiamo dato dimostrazione di capacità di comunicazione globale, di visione strategica, di abilità organizzativa, di competenze tecniche uniche e di preparazione politica senza eguali.

Abbiamo creato un nuovo network di informazione digitale che ieri sera durante il live streaming della proclamazione di indipendenza della nuova Repubblica Veneta ha coinvolto un’audience tripla rispetto alla più seguita tra le tv venete e una rete organizzata di persone nel territorio che non teme confronti con nessun’altra organizzazione.

Abbiamo portato in piazza migliaia di persone che un paio di settimane prima mai avrebbero pensato di trovarsi assieme nello stesso posto.

Abbiamo formato una nuova classe dirigente della Repubblica Veneta, che saprà accompagnarla nella sua crescita verso la propria effettiva sovranità. Ad agire sarà la prima magistratura politica della Repubblica insediatasi ieri sera e che nei prossimi giorni inizierà l’esercizio dell’indipendenza, dando vita alla rivolta fiscale che interromperà l’emorragia di risorse economiche rubate dallo stato italiano alla Terra Veneta e iniziando a tessere relazioni diplomatiche volte al riconoscimento internazionale della Repubblica Veneta.

Una cosa è d’altro canto certa: non lasceremo alcuno strumento in mano all’avversario, che rappresenta la conservazione. In modo particolare ora che è emersa la nostra forza.

Agiremo anche nel campo dei nemici, come sempre sorprendendo tutti e attuando la rivoluzione digitale, di cui nelle ultime due settimane abbiamo dato un primo assaggio.

Aiuteremo le regioni oppresse dallo stato italiano a trovare la propria strada verso l’autodeterminazione, mettendo loro a disposizione la piattaforma di www.plebiscito.eu per organizzare referendum di indipendenza dei loro Popoli.

Agiremo infine anche nel campo delle forze di conservazione venete, attuando una politica travolgente che impedisca di fare danni a chi mina l’indipendenza del Veneto dall’interno. Il soggetto politico che qui si muoverà è Veneto Sì, che si trasforma da comitato per il Sì all’indipendenza, ad organizzazione politica che difenderà i risultati ottenuti con la proclamazione di indipendenza.

Tazio Nuvolari ha acceso i fari dopo la rimonta notturna al buio e come sempre alle prime luci dell’alba si trova davanti a tutti, inaspettatamente.

Gianluca Busato

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IL 21 MARZO TUTTI A TREVISO PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO

RISULTATI PBeu_WEB (2)Alla luce dell’andamento dell’affluenza al voto, il comitato referendario Plebiscito.eu ha comunicato che, in caso di vittoria dei Sì, in occasione della proclamazione dei risultati del Referendum che avverrà a Treviso venerdì 21 marzo prossimo, in piazza dei Signori a partire dalle ore 19, saranno effettuate le seguenti attività:

  • Insediamento dei 10 delegati per l’indipendenza del Veneto;
  • Dichiarazione di Sovranità Veneta.

La dichiarazione di Sovranità Veneta è un atto che rimarrà alla storia e costituirà la Magna Carta Veneta. Essa sarà firmata a Treviso esclusivamente dai presenti alla proclamazione dei risultati. Le prime 10 firme saranno dei 10 delegati eletti e quindi di tutti i cittadini veneti che interverranno alla manifestazione. Non sarà possibile firmare per delega in caso di assenza.

Venerdì, con i risultati in mano, capiremo anche quanto sarà veloce il percorso per la dichiarazione di indipendenza del Veneto (settimane, o mesi) e soprattutto – se i risultati saranno sostanziali – inizieremo concretamente e da subito l’esercizio dell’indipendenza, a cominciare dal controllo delle risorse fiscali del Veneto.

Raccomandiamo quindi a ogni veneto di buona volontà di essere presente venerdì sera a Treviso e di portare quante più persone possibili per presentare al mondo intero la Repubblica Veneta.

In questi giorni la notizia del Referendum di indipendenza del Veneto ha fatto il giro del mondo, Times, BBC, CNN, NTV, Wiener Zeitung, Telegraph, Sunday Express, Russia Today, Scotsman, N-TV, Mashable, PolicyMic, The New Zealand Herald e mille altri che non riusciamo nemmeno a citare e censire. Il mondo intero dà per scontato che nel 2014 vi sarà l’ingresso della Repubblica Veneta nel novero degli Stati indipendenti.

Ieri il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, rispondendo alle domande di un giornalista nel press briefing ha commentato che la situazione relativa al Referendum di indipendenza del Veneto e della Crimea sono differenti. La questione veneta si quindi imponendo ora non solo all’attenzione mediatica, ma anche a quella diplomatica internazionale.

Ora diventa quindi fondamentale che tutti noi diamo la manifestazione visiva al mondo della nostra volontà di indipendenza.

Ci vediamo il 21 a Treviso!

Gianluca Busato
VenetoSì – www.venetosi.org

RISULTATI PBeu_WEB (2)