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COLOMBAN ASSESSORE A ROMA? SCELTA INCOERENTE

Anche l’M5S come la lega sceglie il gattopardismo italico, con il contributo di qualche veneto che preferisce le poltrone agli ideali

c_flash_01[Treviso, 30 settembre 2016 – PLEBISCITO.EU/VENETO SI]. Solo qualche mese fa Massimo Colomban non ci dava tregua per organizzare una lista indipendentista che secondo i suoi auspici si sarebbe dovuta presentare alle elezioni regionali del Veneto in appoggio alla candidatura di Luca Zaia.

Oggi leggiamo che è stato scelto quale nuovo assessore del comune di Roma nella giunta del Movimento 5 Stelle guidata da Virginia Raggi.

366013_20140410_borrelli-colombanLe due posizioni sono decisamente in contraddizione tra loro e rivelano un imbarazzante propensione del movimento di Beppe Grillo a trasformarsi da movimento di lotta a partito di governo. Di per sé la cosa non è un male, in quanto vi è un gran bisogno di persone per bene che sappiano amministrare la cosa pubblica, dato il livello di degrado totale di corruzione endemica che la caratterizza in tutto lo stato italiano.

Ciò che sorprende però è una propensione all’incoerenza che non troviamo sia sinonimo di capacità amministrativa, bensì di gattopardismo all’italiana, che in passato ha saputo fagocitare ogni tentativo, anche in buona fede, di cambiare le cose sotto lo stellone tricolore.

copy-of-pb-eu-07-10-2016-1Prima del M5S era toccato alla lega, che ha svenduto la propria terra di origine e la sua gente per una manciata di poltrone, ottenendo il proprio posticino alla mangiatoia del potere italico, mantenuto con i soldi dei cittadini: in particolare, per quanto ci riguarda, dei veneti che contribuiscono in modo sproporzionato e immotivato a sostenere la macchina del parassitismo e del sottosviluppo loro malgrado.

In generale tale incoerenza dei grillini conferma ancora una volta, casomai ve ne fosse stato bisogno, che la sola salvezza dal disastro italiano e l’unica soluzione concreta per i veneti è rappresentata dal progetto di piena indipendenza del Veneto portato avanti da Plebiscito.eu e dal suo braccio operativo politico, Veneto Sì.

Ufficio stampa – Veneto Sì

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REGIONE VENETO, SULLA SOVRANITÀ UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO?

Il consiglio regionale del Veneto con la propria risoluzione 19/2016 non si è dichiarato soggetto giuridico internazionale, al di là del suo titolo che trae in inganno

catalunya-venetoLa settimana scorsa il consiglio regionale del Veneto ha approvato con propria risoluzione 19/2016 una dichiarazione di principi in tema di sovranità del Popolo Veneto. Di per sé si tratta di un atto meritorio, anche se nei contenuti si sono inseriti passaggi che con la sovranità non c’entrano nulla, a cominciare dalle sue ultime righe laddove riconosce come “valore fondante della tradizione culturale dei Veneti la tradizione culturale cristiana ed i suoi valori”, parole incoerenti con le premesse stesse del documento dato che il Popolo Veneto storicamente esiste, addirittura con una propria lingua, il venetico (ancor oggi non decifrata per mancanza di opportuna ricerca archeologica e scientifica), da prima di essa e anche da prima del riconoscimento geografico e amministrativo da parte dell’impero romano.

A parte tale aspetto, che in ogni caso rivela un grave problema di “bias” dei suo estensori, l’aspetto che più ci interessa del documento, al di là di una mera enunciazione di principi, è laddove essa recita che il “Consiglio Regionale del Veneto assume su di sé il compito di rappresentare il Popolo veneto e le relative richieste di autogoverno davanti ai propri cittadini ed alla comunità internazionale”. Ciò è coerente con lo statuto regionale che all’art. 2 afferma che “l’autogoverno del popolo veneto si attua in forme corrispondenti alle caratteristiche della sua storia”.

Non è quindi una dichiarazione di soggettività giuridica internazionale, in quanto manca l’affermazione diretta in tal senso, ma è in ogni caso un passo in avanti, che sarà ovviamente svuotato di alcun significato, come altre volte avvenuto in passato, se non seguiranno velocemente atti concreti da parte del consiglio regionale presso la comunità internazionale.

Non è una novità assoluta, in quanto già la risoluzione 44/2012 si era espressa in tali termini e forse anche con maggior forza laddove impegnava “il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione”, iniziativa a cui purtroppo poi le istituzioni regionali non hanno dato corso alcuno.

Firma-il-Ricorso-alla-Corte-Internazionale-di-Giustizia-dellOnuApprezziamo in ogni caso l’autolimitazione che il consiglio regionale si è dato, non arrogandosi alcuna esclusività di rappresentanza. In tal senso la volontà popolare espressa con il Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014 e il mandato ricevuto dalla Delegazione dei Dieci e da tutte le Istituzioni della Repubblica Veneta non vengono messi in discussione da tale documento.

La regione Veneto pertanto concorre assieme ad altre entità politiche venete ad esercitare la volontà del popolo, ma, a differenza di altre entità, essa si sottopone al riconoscimento della supremazia dello stato italiano, di cui è diramazione regionale, fino a prova contraria.

Non rientra pertanto, ad oggi, come soggetto giuridico internazionale che possa adire, ad esempio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu de L’Aja, come fece (pur passivamente) il Kosovo quando tale corte si pronunciò in merito alla sua dichiarazione unilaterale di indipendenza, proclamata da un parlamento auto-eletto dal suo Popolo. La principale ragione per la Corte Internazionale di Giustizia il 22 maggio 2010 si pronunciò a favore dell’indipendenza del Kosovo, constatando che la dichiarazione unilaterale di indipendenza non aveva violato il diritto internazionale fu la seguente (in inglese): “the authors of the declaration of independence of 17 February 2008 did not act as one of the Provisional Institutions of Self-Government within the Constitutional Framework, but rather as persons who acted together in their capacity as representatives of the people of Kosovo outside the framework of interim administration”.

Tradotto, secondo la Corte Mondiale, i dichiaranti “non avevano agito nella loro qualità di istituzioni provvisorie di autogoverno all’interno del quadro costituzionale, ma avrebbero operato come persone che agivano insieme nella loro qualità di rappresentanti del popolo del Kosovo al di fuori del quadro di amministrazione provvisoria2 e pertanto come autorità costituenti un nuovo Stato, per l’appunto al di fuori di tale quadro costituzionale che un tale potere non prevedeva.

Da un punto di vista pratico nulla cambia quindi con tale risoluzione, anche se rimane un documento parzialmente apprezzabile, al di là del suo più che evidente scopo elettoralistico di strumentalizzazione politica fine a sé stessa.

Gianluca Busato
Segretario Veneto Sì

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IL VENETO HUB STRATEGICO NEL PIÙ GRANDE ED ESTESO IMPERO COMMERCIALE MAI COSTRUITO AL MONDO

Quartz pubblica un’analisi dettagliata sul progetto infrstrutturale globale cinese “One Belt One Road”, nel quale Venezia può giocare un ruolo centrale

silkilandNel corso del 18° e del 19° secolo il Sole non tramontava mai nell’impero Britannico. Il controllo era assicurato dalla sua potente marina, ma non sarebbe mai potuto esistere senza i porti, le strade e le autostrade che di fatto controllava. L’infrastruttura costruita dagli inglesi dovunque si trovassero incarnava e abilitava il loro potere come le ossa e le vene in un corpo.

Questa è sempre stata la strategia delle grandi nazioni sin dal tempo dell’antica Roma che ha coperto con 89.000 chilometri di strade ed acquedotti l’intera Europa. Nel 19° e 20° secolo furono la Russia e gli Stati Uniti a dare la propria impronta globale, grazie a progetti quali le ferrovie Trans-Siberiana e Trans-Continentale.

Ora è venuto il turno della Cina, che dopo aver creato la propria griglia di risorse in Africa e altrove, costruito intere nuove isole artificiali nel mare cinese del sud, ora sta dando attuazione al proprio progetto strategico globale di One Belt One Road.

Può piacere o non piacere, ma è un dato di fatto incontrovertibile, che la rivista Quartz ha disegnato con particolare attenzione e dettaglio.

Ciò che particolarmente ci aggrada in tale disegno è il ruolo che verranno ad assumere Venezia e il Veneto, se sapranno intercettare gli straordinari cambiamenti in atto.

Consapevoli della portata storica di tale disegno, da un paio d’anni Plebiscito.eu ha intrapreso a propria volta un percorso di preparazione al nuovo scenario, creando le basi tecnologiche ed economiche indispensabili per poter esercitare la piena indipendenza della Venetia al massimo della propria potenza, dopo aver ricevuto un mandato plebiscitario con il Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014.

Progetto 22Mg_VITale progetto moderno di indipendenza del Veneto ci permetterà di lasciarci alle spalle la fallimentare gestione dell’attuale regione amministrativa italiana del Veneto, con i tragici numeri dell’era Zaia.

Con il tuo aiuto domenica 22 maggio prossimo a Vicenza (inizio ore 9.30 c/o AC Hotel), daremo il via alla nuova fase cruciale per ottenere la nostra piena libertà e indipendenza. Più saremo e prima e meglio ci riusciremo.

Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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LA FORZA DELLA COERENZA È IL PRIMO MOTORE DELLA VENETA INDIPENDENZA

Perché gli indipendentisti veneti non credono al referendum-bufala sull’autonomia indetto dalla regione Veneto. Il 22 maggio a Vicenza prossima tappa di presentazione del moderno progetto di indipendenza di Plebiscito.eu.

indipendenza-venetoTanti ci chiedono: ma perché Plebiscito.eu e Veneto Sì non appoggiano il referendum-truffa sull’autonomia del Veneto (quello che prevede di continuare a rubare i soldi dei veneti come e più di oggi), quantomeno per gratitudine nei confronti di tanti amici leghisti che hanno supportato il Referendum di indipendenza del Veneto organizzato da Plebiscito.eu e da diversi comuni Veneti il 16-21 marzo 2014?

Innanzi tutto, premettiamo che è vero che molti leghisti sostennero il Plebiscito Digitale, ma lo fecero contro l’ostruzionismo della lega, che lo avversò nei fatti, persino simulando una raccolta di firme sulla carta straccia 2 settimane prima e anche il governatore del Veneto lo ostacolò fino all’ultimo, cambiando posizione per ben 3 volte in 3 giorni solo perché travolto dal successo di Popolo che fummo in grado di ottenere, richiamando i media di tutto il mondo.

Agli amici leghisti invece va dato atto che furono – come sempre – migliori dei loro dirigenti e seppero ascoltare l’appello che allora rivolgemmo loro. Oggi nessuno a noi ha invece rivolto alcun appello né spiegato perché dovremmo appoggiare qualcosa che ci crea danno, in quanto rischia di portare l’orologio del cambiamento indietro di 3 anni.

Vogliamo inoltre ricordare che, in ogni caso, è quasi superfluo il nostro appoggio, in quanto, a differenza di quando noi organizzammo il Referendum di indipendenza del Veneto, oggi il governatore e le sue truppe cammellate dispongono di giornali e tv di tutto il Veneto che lo pompano dalla mattina alla sera.

Infine va detto che la sveglia finale l’ha data il premier italiano, che con buona pace di tutti Veneti, ha chiarito infatti che l’ipotesi di autonomia del Veneto è lunare e che il referendum proposto dalla regione è una autentica bufala, una tragica e inutile farsa, in quanto privo della leva fiscale. Per lo stato italiano i veneti devono solo lavorare come schiavi, pagare e tacere mentre i ladri parassiti fanno festa. Né d’altro canto potrebbe essere altrimenti, considerato il mostruoso debito pubblico e l’impossibilità tecnica anche di una blanda autonomia fiscale del Veneto, che comporterebbe un automatico default della cleptocrazia statale italiana.

Progetto 22Mg_VIA cosa vi serviamo quindi, noi indipendentisti, nella campagna referendaria per una finta autonomia? A poco, o nulla. Non vi boicotteremo nemmeno (o non più di tanto), semplicemente non siamo interessati a una inutile e dispendiosa battaglia di retroguardia. Preferiamo – per il bene di tutti – impegnarci nel moderno progetto di indipendenza del Veneto, elaborato da Plebiscito.eu e in attuazione con il supporto di tutti, ben sapendo che la forza della coerenza è il primo motore della veneta indipendenza, sapendo giocare a tutto campo, come abbiamo annunciato al mondo fin dall’indomani della dichiarazione di indipendenza del Veneto.

A questo proposito, l’appuntamento per tutti è per il prossimo 22 maggio a Vicenza, presso l’AC Hotel, per un’importante presentazione con annunci inediti sulle prossime tappe verso la piena indipendenza.

Gianluca Busato
Plebiscito.eu / Veneto Sì

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“Te si Veneto se …”: PIÙ SIAMO E PIÙ CI DIVERTIAMO, IN SICUREZZA (E CON LA QUALITÀ DEI CONTENUTI)

I fatti e le reazioni al furto del gruppo Facebook più popolare del Veneto

tesivenetoseNei giorni scorsi, proprio durante le celebrazioni di San Marco del 25 aprile, si è verificato un grave fatto che ha visto gli originali fondatori e amministratori perdere il controllo del popolare gruppo Facebook “Te si Veneto se ……” che vedeva la partecipazione di oltre 150.000 profili registrati. Il tutto è avvenuto per opera di un noto branco di balordi e mezzi hacker che si divertono a fare danni approfittando della impreparazione informatica di alcune persone in buona fede, come gli amministratori di quel gruppo che si sono fatti ingannare.

Il grave fatto è stato originato dall’odio viscerale di alcuni ambienti italianisti deviati e repressi che probabilmente mal sopportano che i veneti siano fieri della propria storia, della propria cultura e delle proprie usanze e che si esprimano anche nella propria lingua. Ciò è dimostrato anche dalla pubblicazione di contenuti offensivi e volgari contro i veneti e i propri simboli.

Subito dopo il fatto abbiamo reagito immediatamente al sopruso e creato un nuovo gruppo “Te si Veneto se …” che ha avuto subito molto successo che continua ancora oggi con diverse migliaia di iscrizioni e partecipazioni. Fin dall’inizio abbiamo dovuto isolare i vecchi amministratori, in quanto non avevano rivelato chiaramente l’origine del furto informatico, dimostrando poca attenzione per la necessaria tutela in ambienti digitali sempre più popolati. Abbiamo anche comunicato in altri loro gruppi che non appena sarebbe rientrata la buriana e si fosse fatta chiarezza li avremo coinvolti nella gestione e nella moderazione del nuovo gruppo. Alcuni facinorosi (e anche alcuni malintenzionati) hanno però subito voluto additare in noi la causa di tutto ciò, perché ai loro occhi era impossibile che gli amministratori originali avessero agito in modo maldestro e con poca cautela e quindi era più facile scaricare la loro rabbia comprensibile (ma non giustificabile) contro di noi e contro di me in particolare, che a quel punto ai loro occhi divenivo un facile capro espiatorio e che ho solo la colpa di essere un utente con più esperienza informatica (anche se non sono un programmatore).

Qualcuno nelle ore successive, compresi i vecchi amministratori – in realtà colpevoli di non aver protetto i loro utenti e di non aver nemmeno agito con la massima trasparenza dicendo tutta la verità sul furto subito – ha alzato ancora di più i toni contro di noi, con minacce molto gravi e pericolose e una odiosa caccia alle streghe, molto probabilmente dettata dall’invidia (e anche dall’azione nascosta di qualche zizzanioso).

Peccato che nel frattempo, dopo aver ricreato un nuovo gruppo, i vecchi amministratori abbiano commesso nuovamente altre leggerezze e si siano fatti rubare nuovamente per la seconda volta anche il nuovo gruppo. Ciò dimostra, se mai ve ne fosse stato bisogno, come fosse stata giusta e saggia la nostra scelta iniziale di isolarli per garantire maggiore sicurezza informatica e abbassare le probabilità di intrusione nel nuovo gruppo “Te si Veneto se …”.

Tra le altre cose ci corre l’obbligo di informare tutti che da alcuni dialoghi che abbiamo letto tra gli hacker e alcuni utenti del vecchio gruppo “rubato” siano anche emersi linguaggi molto strani che ci paiono più messaggi in codice tra esponenti delle forze dell’ordine italiane che dialoghi tra utenti “normali” di social media. Su ciò stiamo raccogliendo altri segnali e informazioni prima di rivelare le nostre scoperte, ma se fosse confermato, sarebbe l’ennesima prova di quanto stiamo facendo bene a isolare TUTTE le persone vicine a quelle che si sono rese responsabili di comportamenti dilettantistici e non adeguati alla gestione di comunità digitali molto numerose.

La probabilità che ogni comunità digitale possa essere oggetto di furto non è mai zero, ovviamente, e può capitare benissimo anche a noi. Proprio per tale ragione è richiesta l’adozione di normali procedure di sicurezza che invece i vecchi amministratori hanno ritenuto lesive di loro presunti “diritti” violati senza nel contempo aver fatto nessun “mea culpa” per aver esposto i loro utenti a rischi e preoccupazioni per aver lasciato aperte le porte della casa comune digitale.

In futuro, quando saranno rimosse le loro offese, le minacce e le diffamazioni e quando avranno dimostrato di agire con la dovuta responsabilità digitale, i vecchi amministratori o parte di essi saranno benvenuti nella co-gestione del gruppo che abbiamo creato, anche se supponiamo che almeno nel breve tempo questa non sia affatto una loro intenzione.

Per tale ragione ora noi procediamo per la nostra strada, gestendo il nuovo gruppo ufficiale “Te si Veneto se …” per dare agli utenti un ambiente protetto dedicato alle persone che amano il Veneto e la magia della sua Terra, della sua Cultura e del suo Popolo straordinario. Il tutto in uno spirito di tolleranza e di garanzia della libertà di espressione. E che non comprende ovviamente la violenza, la xenofobia e il razzismo, che saranno banditi senza eccezione.

Più siamo e più ci divertiamo, in sicurezza (e con la qualità dei contenuti). Buon Facebook a tutti!

Gianluca Busato

tesivenetose

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IL PLAGIO DEI CONSIGLIERI REGIONALI VENETI DIMOSTRA LA SUPERIORITÀ INTELLETTUALE DEL NOSTRO PROGETTO MODERNO DI INDIPENDENZA DEL VENETO

Mentre i vari Guadagnini ci copiano a 9 anni di distanza, viene concepito il primo servizio di Cripto-Stato Veneto, che sarà una piattaforma di generazione di “Smart Contracts”. La prima versione sarà presentata in anteprima agli investitori a Varsavia, in occasione del Wolves Summit del 12-13 aprile

venetosiOggi un consigliere regionale veneto “indipendentista” ha presentato il “proprio” “nuovo” manifesto politico. Fin qui sembrerebbe tutto bene, a parte le considerazioni sulla mancanza di coerenza, dato che l’esponente politico in questione ha una lunga storia alle spalle non proprio indipendentista, dalla DC di Carlo Bernini, all’UDC di Mastella e Casini, passando per vari funambolismi che hanno dato una nuova forma “indipendentista” all’arte sempreverde del trasformismo italiano da Depretis ad oggi.

Ciò che mi ha convinto a scrivere qualche riga sull’episodio altrimenti insignificante è che il neo-consigliere regionale, l’unico che ha finora avuto tra l’altro l’ardire anche questo tutto italiano di incassare i contestati rimborsi ai gruppi consiliari regionali, è che per qualche oscura ragione ho guardato il video di presentazione del suo “nuovissimo” manifesto e, mentre ascoltavo le sue parole, sono letteralmente balzato sulla sedia, in quanto ho riconosciuto al volo le stesse parole che avevo usato 9 (NOVE!!!) anni fa mentre presentavo il percorso politico per l’indipendenza del Veneto.

Esiste anche un video, oltre ai documenti dell’epoca, della presentazione organizzata anche alla presenza di esponenti di ERC (Esquerra Republicana de Catalunya), il più grande partito indipendentista catalano che assieme a CiU (Convergencia y Unión) ha oggi dato vita a Junts pel Sí, la coalizione unitaria che sostiene il governo indipendentista catalano guidato dal presidente Carles Puigdemont.

Al di là dell’evidente plagio, che testimonia la pochezza intellettuale di chi l’ha messo in pratica, emerge un altro preoccupante aspetto. Ovvero che la rappresentanza politica in regione dell’indipendentismo veneto è assolutamente squalificata se il manifesto che viene adottato è una brutta copia di qualcosa che era attuale nove anni or sono e che oggi è stato clamorosamente sorpassato dai fatti che sempre noi abbiamo messo in opera.

Tale situazione testimonia quanto sia vero che l’avanguardia politica che rappresentiamo sia anni luce avanti alle tristi rappresentanze istituzionali presenti nel sistema politico italiano, interessate solo ad inconsistenti obiettivi elettorali di breve termine e totalmente privi di alcuna portata strategica.

Al contrario, assieme alle persone che fin dall’inizio hanno condiviso il nostro percorso e che nel tempo sono cambiate, o magari talvolta si sono ritirate dall’attività politica continuativa, noi fummo i primi a rappresentare la possibilità di un percorso politico indipendentista (2006-2007), così come fummo i primi a scrivere le ragioni dell’indipendenza del Veneto (2007-2008), poi fummo i primi a rappresentare la necessità della creazione di un partito indipendentista veneto (2008-2010), in seguito fu sempre il gruppo da noi ispirato a dare evidenza dell’esistenza di un consenso maggioritario attorno all’indipendenza del Veneto (2011-2012) e quindi ad iniziare a dare forma a una strategia di ottenimento della stessa (2012-2013). Fu poi il tempo dell’ideazione e della realizzazione del referendum digitale per l’indipendenza del Veneto (2014) e quindi dei primi passi di creazione delle strutture della Repubblica Veneta che da tale plebiscito e dalla successiva dichiarazione di indipendenza trovava la propria fonte (2014-2015) e della “via economica” all’indipendenza (2014-2016).

Oggi ancora siamo i primi a confermare la via informatica da un lato ed economica dall’altro per la realizzazione della piena e fattiva indipendenza del Veneto, che, in presenza di un blocco giuridico conservativo che paralizza le istituzioni locali italiane, consente di creare un livello superiore e non bloccabile nel quale attuare una nuova modalità di interazione sociale ed economica che consentirà ai veneti che lo vorranno di oltrepassare tecnologicamente ed economicamente le barriere burocratiche italiche sempre meno influenti in un mondo globale interconnesso.

Progetto 17Ap_PDDa un punto di vista pratico, le nostre azioni odierne sono quindi la creazione del Cripto-Stato e il rafforzamento della business community che si sta ogni giorno di più potenziando grazie a Plebiscito.eu Club e alla Confederazione di Imprenditori Veneti nel mondo, che le dà un’estensione internazionale, oltreché assicurare a breve la possibilità agli imprenditori veneti di accedere a forme innovative di finanziamento di progetti di impresa e di idee innovative attraverso nuovi sistemi di capitale privato, grazie al venture capital. Alcuni casi di successo e progetti-pilota sono già in corso, come ha potuto constatare chi ha partecipato alle ultime presentazioni pubbliche del nostro moderno progetto di indipendenza del Veneto di Treviso (21/02/2016) e di Noventa di Piave (13/03/2016) e come potrà scoprire chi parteciperà alla prossima riunione pubblica che si terrà domenica 17 Aprile alle ore 9.30 presso l’Hotel Crowne Plaza, in Via Po, 197 a Padova (vicino all’uscita del casello autostrada di Padova Ovest).

Il Cripto-Stato è una potente e versatile infrastruttura informatica che renderà possibile ai veneti di condurre le proprie attività sorpassando lo stato italiano senza che esso possa nemmeno venirne a conoscenza, grazie all’uso sapiente delle moderne architetture peer-to-peer, di processi di validazione necessari in molti servizi pubblici, quali, ad esempio, le elezioni e i servizi anagrafici, che saranno assicurati e non bloccabili dalle autorità italiane, grazie alla loro natura decentrata assicurata dall’uso di tecnologie blockchain, con sistemi di public e private ledger (registri pubblici) e dall’utilizzo di una cripto-moneta veneta che permetta di bypassare i blocchi finanziari sistemici che potrebbero essere messi in atto e per la quale intendiamo esplorare la possibilità di avvalerci di un contributo teorico ed accademico internazionale a supporto del modello economico che sarà adottato.

smartcontractIl primo servizio concreto del Cripto-Stato che sarà reso pubblico sarà una piattaforma rilasciata ad imprese e professionisti di tutto il mondo che permetterà agli iscritti di creare “smart contracts”, ovvero l’utilizzo combinato di codice e blockchain per eseguire automaticamente una certa logica nel caso in cui alcune condizioni “contrattuali” siano verificate. In pratica ciò permetterà, ad esempio, di eseguire pagamenti automatici al verificarsi di alcune condizioni (ad esempio, la consegna di merce venduta, o la prestazione di un determinato servizio).

Una prima versione di tale piattaforma sarà presentata a un pubblico internazionale selezionato di investitori, business angel e venture capital, in occasione del Wolves Summit, la celebre start-up competition che si terrà il 12 e 13 aprile prossimi a Varsavia.

Gianluca Busato
Veneto Sì / Plebiscito.eu

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LEGA CONTRO I SERENISSIMI: IERI DICEVANO “FUORI SUBITO”, OGGI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE NEL PROCESSO-FARSA?

regvenCosì diceva Salvini il 6 aprile 2014 a Verona: “Fuori subito o li liberiamo noi”, tra accuse allo Stato “invasore” e molti sospetti per l’inchiesta delle procure che aveva portato 24 Serenissimi veneti in carcere. E ancora, l’11 aprile 2014: «Stiamo valutando l’ipotesi di candidare uno dei 21 indipendentisti ancora in galera».

Oggi invece si apprende, non senza stupore, che la Regione Veneto, guidata dalla stessa lega, è parte offesa nel processo-farsa contro i 42 Serenissimi e a quanto riporta l'”Indipendenza Nuova” si costituirebbe parte civile contro gli stessi.

Che il processo fosse una farsa lo sapevamo già, ma che ora tra ruspe elettorali e ruspe blindate si sia scavato addirittura un fosso processuale rappresenta la quintessenza del salto della quaglia.

Cosa non si fa per una poltrona, cara lega? Si sputa addirittura addosso a chi prima si era cavalcato per questioni elettorali?

Alla faccia dell’autonomia (a parole)!

Veneto Sì / Plebiscito.eu

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PAROLA AI VENETI O PAROLE AL VENTO?

Mentre il consiglio regionale cerca di imitare il copione del passato scritto da altri, dal territorio veneto partono azioni concrete verso la piena indipendenza del Veneto. Busato: “che fine hanno fatto i soldi versati dai veneti per il referendum bocciato dalla Consulta? Fanno cumulo con i diamanti?”

intergruppo[Venezia, 20 luglio 2015] – Oggi a Palazzo Ferro-Fini è stato presentato l’intergruppo consiliare “Parola ai Veneti” che ha l’obiettivo (si legge direttamente sul sito del consiglio regionale) di riaffermare il diritto ad esprimersi sull’auto-determinazione del popolo veneto.

I promotori dell’iniziativa hanno spiegato di ritenere incompatibile con il principio di autodeterminazione dei popoli, tutelato dal diritto internazionale, la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge regionale, che prevedeva un referendum per l’indipendenza del Veneto.

L’obiettivo finale – sempre secondo i promotori – è arrivare a realizzare un nuovo referendum regionale per l’indipendenza del Veneto.

L’idea, si legge nel comunicato, sarebbe condivisa dalla gran parte dei consiglieri di maggioranza, ed anche dal presidente del Consiglio e dal presidente della Giunta, “che hanno preferito non sottoscrivere il documento per ragioni di opportunità”.

Il convincimento dell’intergruppo è che, “nonostante la bocciatura della Corte costituzionale, il referendum si possa fare, perché il diritto di decidere la forma di governo da cui essere rappresentati rimane in capo alle persone: è un diritto inalienabile che non può essere delegato o cedibile”.

L’iniziativa, pur meritoria, ci pare d’altra parte un mezzo passo indietro rispetto alle petizioni popolari che a partire dal febbraio 2012 avevano costretto la precedente legislatura a fare qualche passo in più rispetto a quanto oggi presentato. Tanto da farci dubitare che il nome più corretto per l’intergruppo consiliare non sia “Parola ai Veneti”, bensì piuttosto “Parole al Vento”.

Per non parlare poi del fatto che, ancora una volta dal consiglio regionale non viene un passo in avanti verso il riconoscimento del referendum di indipendenza del Veneto che invece si è tenuto dal 16 al 21 marzo 2014, che pure invece è stato oggetto di riconoscimento da parte di Jacopo Berti, sempre presente in consiglio regionale per il gruppo M5S, attraverso la firma di un protocollo di intesa sul Plebiscito Digitale.

Gianluca Busato ha dichiarato: “l’evidente vuoto legislativo ed operativo che emerge dal consiglio regionale sarà probabilmente riempito di iniziative interlocutorie che difficilmente potranno, ad esempio, contrastare l’azione che proviene dal territorio. Essa segue le certificazioni scientifica e diplomatica del referendum indipendentista del 2014 e la dichiarazione di indipendenza del Veneto di Treviso del 21 marzo 2014, che oggi trovano la propria continuità con l’azione del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta, che il prossimo 23 luglio si riunirà a Villafranca di Verona. Oppure del Governo Provvisorio, che sta progettando la nuova Piattaforma di Cittadinanza Digitale, che darà al Veneto un’anima civica e sociale digitale che costituirà la nuova potente arma di espressione libera a disposizione del Popolo Veneto, delle famiglie, delle imprese e dei cittadini che contribuiranno al riscatto concreto che ci porterà alla piena e fattiva indipendenza, nell’Europa dei Popoli e in un momento di cambiamenti geopolitici epocali”.

“Resta infine una domanda da fare a Zaia e Ciambetti: che fine hanno fatto i soldi versati dai veneti per finanziare la legge regionale 16/2014 bocciata dalla Consulta? Sono andati forse a fare cumulo con i famosi diamanti e investimenti in Tanzania?”.

Ufficio stampa
VenetoSì

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OSTIA ZAIA, IL RAZZISMO NON APPARTIENE ALLA CULTURA VENETA!

Il danno culturale e turistico che deriva al Veneto se il governatore gioca a fare il “piccolo nazista dell’Illinois”

Venezi26Nelle vicende dei migranti consegnati da improbabili agenti di viaggio prefettizi e che rappresentano una terminazione di una nuova e particolare “filiera turistica” ieri analizzata anche con un reportage del Wall Street Journal e che oggi surriscaldano il Veneto, c’è un aspetto che non può più essere taciuto, perché qualche imbecille ha voluto farlo brillare con fuochi notturni. Se non fosse un imbecille, infatti, direbbe a tutti chi è, mostrando la propria faccia e assumendosi la responsabilità del proprio gesto.

È evidente d’altro canto che la situazione gestita in modo opportunistico da chi ha un interesse economico nello sfruttarla, l’aspetto sociale più immediato è una sorta di guerra tra poveri, in cui tutti perdono.

Ieri abbiamo denunciato il malaffare e l’interesse politico che muove la vicenda. Oggi però, passata forse la buriana mediatica, con lo spostamento dei 101 migranti nel giardino di qualcun altro, dobbiamo andare a mettere in evidenza il pezzo grosso. Non può infatti essere giustificato chi, oltre a giocarci, soffia sul fuoco come sta facendo Luca Zaia, giustificando atti che non possono essere giustificati, come il fuoco di Quinto di Treviso, che non getta la migliore luce sul nostro territorio, anzi lo relega nell’ombra della civiltà, che tra l’altro non fa parte della nostra storia millenaria.

Ostia Zaia, il razzismo non appartiene alla nostra cultura!

Proprio la parola veneta “ostia” ne è una dimostrazione. Esso significa infatti benvenuto ed era il saluto che l’ospitante dava all’ospite. Un video presentato dai comuni rivieraschi del Sile all’Expo in questi giorni, con testimonial Red Canzian, ne dà una dimostrazione anche visuale.

Dal mondo però non verranno a visitare il Sile, se il Governatore del Veneto vi si mette a giocare al “piccolo nazista dell’Illinois”.

La cultura veneta è intrisa del concetto di ospitalità. Venezia ne è un esempio, con i suoi Fontego dei Turchi, Fontego dei Tedeschi, con l’isola di San Lazzaro degli Armeni.

L’ospitalità veneta ha poco a che fare invece con gli episodi di Quinto di Treviso. E purtroppo diventa anche un aspetto caratterizzante se il governatore del Veneto li prende ad esempio civico da difendere.

Che ci sia un problema lo sappiamo tutti, inutile nascondere la testa. Ma se un amministratore pubblico  fa il capopopolo praticamente si sconfessa da solo. Zaia non ha nemmeno la giustificazione (che tale non sarebbe) di cercare il “consenso”, in quanto è appena stato eletto.

BN-JK383_backgr_AT8UNITS_20150715190350Riconosca e dia il suo contributo fattivo per gestire il flusso migratorio (naturale o sfruttato) generato da guerre e genocidi in un continente a noi vicino. Altrimenti rinunci all’ambizione di rappresentare i veneti.

Se invece egli si mette al fianco di Forza Nuova e Casa Pound per sfruttare un disagio sociale facendolo sfociare inevitabilmente nel razzismo si rende responsabile di un’infamia senza pari, che si merita di finire nel sottoscala della storia e noi non possiamo tacerla, perché preferiamo che Treviso e il Veneto diano un’immagine diversa nel mondo.

Tutto nasce dal fenomeno politico di importazione di Salvini, che fu catapultato poco più di un anno fa in questa terra per soffocare la marea indipendentista che Plebiscito.eu e il sottoscritto avevano fatto emergere, all’attenzione di tutti.

Per fermare il Veneto che voleva agganciarsi all’Europa e staccarsi dallo stato italiano incivile, la classe politica italiana ci inoculò il re degli idioti, con il benvenuto del vicerè Zaia e da allora fu il diluvio televisivo che ben conosciamo che fece risorgere la lega nord sotto la nuova forma populista, razzista e xenofoba che oggi imperversa e che non sa risolvere alcun problema: al massimo nasconde la polvere sotto il tappeto.

Gianluca Busato
Segretario – VenetoSì

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RINVIO CORSO DI FORMAZIONE SU COMUNICAZIONE DIGITALE

Schermata 2015-07-09 alle 18.08.40Cari amici,

a seguito dei tragici eventi di ieri in Riviera del Brenta, molti partecipanti hanno manifestato la volontà di non partecipare alla seconda giornata di corso di formazione sulla comunicazione digitale prevista per sabato 11 luglio prossimo, poter contribuire ad aiutare la popolazione coinvolta.

Crediamo pertanto che sia cosa giusta rinviare la seconda giornata di corso a data da destinarsi. Siamo spiacenti per il contrattempo, dovuto a una situazione di terribile emergenza.

Chi volesse partecipare agli aiuti, contatti allo 041.5101010 il Punto di ritrovo della Protezione Civile in via Brusaura n. 16 a Sambruson.

Chi intendesse versare contributi può farlo tramite i seguenti riferimenti:

CODICE IBAN: IT68K0899036230019010000936 (Comune Pianiga)
CODICE IBAN: IT52Y0840736080043000107194 (Comune Dolo)
CODICE IBAN: IT30X0200836182000103826448 (Comune Mira)

CAUSALE: Emergenza Tornado 8 luglio

Ufficio comunicazione – VenetoSì