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UNA GIORNATA PARTICOLARE E UNA SCELTA GIUSTA

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Ieri è stata per me una giornata particolare; ieri, per la prima volta nella mia vita, ho partecipato ad un congresso politico: a Padova, a Luglio, di domenica mattina … Eppure, c’era diversa gente come me: persone stanche dell’attuale presente, stanche delle vessazioni fiscali, stanche di sentire promesse non mantenute … Persone che, magari anche loro per la prima volta, hanno votato con un cartellino colorato in mano una mozione politica proposta dal segretario di un movimento politico.

E’ stata una sensazione strana, anche perché la mozione è stata approvata all’unanimità; l’unanimità delle persone che erano presenti in quella sala e che aveva diritto di votare. L’unanimità è difficile da raggiungere; è raro vedere un gruppo di persone tutte d’accordo su una certa questione: ma in quel momento, in quel contesto, la cosa non ha generato stupore.
Tale è stata la ricercatezza dei contenuti trattati e la sua attualità e condivisibilità, che l’unico risultato che ci si sarebbe potuti aspettare era l’unanimità: i presenti non potevano che essere d’accordo ed appoggiare gli intenti per il nostro futuro così come sono stati spiegati … chiari, democratici, senza possibilità di doppisensi.
Poi, appena dopo lo svolgimento della votazione, mi è venuto in mente che nello stesso momento sempre a Padova, a pochi km da dove ero io, si svolgeva un altro congresso di un altro movimento … e mi sono chiesto se anche lì si sarebbero votate delle mozioni e se anche lì si sarebbe raggiunta l’unanimità.
Ho pensato che nell’altro congresso dove le proposte sono un po’ fumose, atte a far credere ai propri elettori di appoggiare delle istanze mentre si sta facendo di tutto per neutralizzarle, ci dovrà pur essere stata almeno un persona fra i molti partecipanti, sicuramente più di quelli al nostro congresso, che ha intuito la fregatura; ci sarà pur stato almeno un veneto o una veneta che ha capito che qualcosa non quadrava; ci sarà pur stato un partecipante che ha alzato il cartellino contro tutta quella nebbia.
Al ché mi sono sentito meglio; mi sono accorto di aver partecipato per la mia prima volta nella mia vita ad un congresso politico facendo la scelta giusta: scegliendo il congresso giusto.
Ieri, mi sono iscritto ad un movimento politico: ieri mi sono schierato, ieri ho tirato fuori i miei ideali ufficialmente.
Da ieri, faccio parte di Veneto Sì; da ieri combatto politicamente a favore dell’indipendenza del nostro Veneto; da ieri sono ufficialmente militante in un movimento politico: ed ho scelto il migliore, il più limpido … su questo non ho dubbi!
E voi, cosa avete fatto ieri???

Michele De Vecchi
Consiglio Nazionale – Veneto Sì

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CONGRESSO – ORDINE DEI LAVORI

VENETO SI – CONGRESSO FONDATIVO

ORDINE DEI LAVORI

Convention_20lug_PADOVA-03

Hotel Crowne Plaza, via Po, 197 – Padova
(casello PD ovest, direzione Bassano)
domenica 20 luglio 2014

  • Accredito – 9.00
  • Saluti e introduzione – 9.30
  • Interventi preliminari – 9.45
  • Relazione Segretario – 10.00
  • Relazioni tematiche – 10.30
  • Approvazione statuto e ratifica cariche (segretario e consiglio nazionale) – 12.00
  • Conclusioni – 12.30

AVVISO VIABILITA’: Avvisiamo tutti che domenica prossima il passante di Mestre sarà chiuso. Per chi proviene da est-nordest, consigliamo di prendere la tangenziale di Mestre, oppure la statale Noalese (da Treviso San Giuseppe – Quinto), o la Statale del Santo (da Castelfranco Veneto).

 

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PANTO: “IL PNV CON VENETO SI, PARTECIPIAMO NUMEROSI AL CONGRESSO”

Lettera aperta ai soci da parte del segretario dello storico Partito Nasional Veneto

pantoCari amici,

alla vigilia del congresso fondativo di Veneto Si, mi rivolgo agli ex soci, ai fondatori ed ai tutt’ora simpatizzanti di quello che è stato un grande movimento di pensiero nato nella Venetia alla fine degli anni 10, il PNV Partito Nasional Veneto, che vide Gianluca Busato instancabile mente propulsiva, e di cui ho l’onore di rivestire ancor oggi il ruolo di segretario.

Il mio invito è quello di partecipare al congresso, numerosi, attivamente e con spirito di rinnovato entusiasmo.

pnvCiò deriva dalla convinzione che solo operando uniti e sotto una stessa bandiera potremo rafforzare il nostro ruolo interno ed il nostro prestigio internazionale.

Che dire poi di quello che considero ad oggi la forza maggiore del movimento indipendentista veneto moderno di cui Veneto Sì, sono certo, sarà il più potente braccio politico.

Parlo del “capitale intellettuale” , che lo stesso PNV ha potuto spesso accumulare-esprimere e distribuire in termini di innovazione politica e culturale, attraverso il lavoro di varie ed innumerevoli persone, tra cui sicuramente Lodovico Pizzati, Claudio Ghiotto, Paolo Luca Bernardini e molti altri .

Se affermiamo che esso rappresenta la somma di tutto ciò che i dirigenti ed i militanti  di un’organizzazione  sanno e possono fare e che assicurerà un margine di competitività, ebbene io credo che  proprio la conoscenza potrà conferire a questo neonato soggetto di cui faremo parte integrante, un’ ulteriore  propulsione in grado di attuare più rapidamente la Repubblica Veneta.

In tale scenario, e da questo punto di vista, il contributo dei membri del PNV rappresenterà oramai forse solo una piccola aliquota in una nuova nascente configurazione , ma se sarà così ne saremo felici.

Era quello che volevamo, ovvero CRESCERE, e per quanto mi riguarda, non mancheremo mai di sostenere ogni attività in tal senso. Se di metamorfosi stiamo parlando, questa è opportuna naturale e segue un progetto quanto mai  frutto di una lucida e lungimirante visione.

Treviso, 18 luglio

Gianluca Panto

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DICIAMO SI A VENETO SI PER TAGLIARE LA TESTA AL MOSTRO

Quattro mesi dopo il Plebiscito Digitale, domenica prossima 20 luglio il battesimo ufficiale di Veneto Sì, nella convention di Padova, alle ore 9 all’hotel Crowne Plaza

gbu-vsiQuattro mesi fa, il 16 marzo 2014 iniziava il referendum telematico di indipendenza del Veneto che ha cambiato in modo fondamentale la questione veneta. Oggi i media tacciono – né potrebbero fare altro – ma è chiaro che la situazione attuale di gravissima crisi sociale ed economica è propedeutica a un cambio anche politico che si respira forte nell’aria nonostante il silenzio di giornali e tv.

I nodi della questione veneta sono lì, tutti irrisolti e a ben vedere sono speculari a quelli della questione italiana. L’unica possibilità concreta di dare stabilità economica e finanziaria all’area geopolitica in cui insiste il Veneto sta nella sua piena indipendenza. Solo attraverso di essa partirà un processo di responsabilizzazione generale, che garantirà il riequilibrio oggi impossibile per il vorace gattopardo italiano, garantito dall’enorme surplus finanziario veneto oggi preda del mostro statale famelico.

In ogni caso, per ciò che ci riguarda più da vicino, la salvezza delle nostre famiglie e delle nostre imprese è strettamente legata proprio al recupero delle nostre risorse economiche derubate dallo stato tossicodipendente che si inietta in vena inutili dosi fiscali rubate alla nostra speranza e vitalità.

Per farlo dobbiamo battere tutte le strade pacifiche e democratiche, senza indugio e senza trascurarne alcuna. L’esercizio di indipendenza portato avanti dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veenta e da Plebiscito.eu si accompagna ora alla creazione di un forte consenso trasversale che deve coprire ogni spazio nella società civile nel tempo più breve possibile.

bozza_01 X_VenetoSI (3)Per tale ragione è di fondamentale importanza domenica prossima essere presenti in grande numero a Padova alla fondazione di Veneto Sì, che sarà il braccio operativo, civico e territoriale a completamento della macchina organizzativa di Plebiscito.eu e istituzionale della Repubblica Veneta. La convention si terrà a Padova domenica 20 luglio alle ore 9 presso l’hotel Crowne Plaza in via Po 197 (a 500 mt. dall’uscita PD ovest).

L’obiettivo è ambizioso e testimoniato dalla popolarità che emerge dall’azione di telemarketing che abbiamo iniziato in questi giorni e che ora praticheremo in modo scientifico per creare una forza di decine di migliaia di veneti, che in 3 mesi si avvicini a quota 50.000 cittadini decisi a tagliare democraticamente la testa al mostro impazzito che risponde al nome di stato italiano, in ogni sua forma orribile in cui si presenti, in primis la partitocrazia di parassiti e privilegiati.

Convention_20lug_PADOVA-03La Repubblica Veneta è già rinata ed è pronta a crescere e ad assumere le forme e le responsabilità di una democrazia matura, leggera, rispettosa e al servizio dei cittadini e delle imprese venete oggi taglieggiate dal peggiore burosauro del mondo.

Per farlo serve l’attivazione di tutti i cittadini veneti per bene che oggi hanno fatto solo il tifo per l’indipendenza e che ora dovranno uscire di casa con noi a dimostrare la forza sana e la volontà di salvare la terra veneta per non essere costretti a una nuova emigrazione di massa.

Noi siamo gli artefici del nostro destino. Ora dobbiamo volerlo e dimostrarlo.

Iniziamo da domenica, diciamo Sì a Veneto Sì.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

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“VENETO SI”: IN 3 MESI 45.000 VENETI PER COSTRUIRE LA REPUBBLICA VENETA LIBERA E INDIPENDENTE

A 9 giorni dal congresso fondativo di Padova, prende il via la formazione guidata da Gianluca Busato, che opera a fianco di Plebiscito.eu

Convention_20lug_PADOVA-03Veneto Sì si avvicina al proprio congresso fondativo che si terrà a Padova domenica 20 luglio alle ore 9 a Padova presso l’hotel Crowne Plaza in via Po 197 (a 500 mt. dall’uscita PD ovest).

Veneto Sì si propone come moderna piattaforma civica per permettere ai cittadini veneti di poter essere finalmente gli artefici del proprio futuro nella Repubblica Veneta pienamente indipendente.

Veneto Sì nasce come evoluzione del Comitato per il Sì nel referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorso e in tale occasione ha già dimostrato di saper concepire una campagna di comunicazione esaltante che ha portato a un risultato straordinario che ha destato l’attenzione del mondo intero.

gianluca_busatoIl suo leader e fondatore è Gianluca Busato, ingegnere di 45 anni e imprenditore nell’economia digitale, ideatore del Plebiscito Digitale (marzo 2014) e del manifesto dell’indipendentismo veneto moderno (novembre 2007). Veneto Sì si pone a fianco e a sostegno di Plebiscito.eu.

Dopo la dichiarazione di indipendenza di Treviso del 21 marzo 2014 e nell’attuale momento di transizione politica verso la piena sovranità veneta, Veneto Sì opera nel quadro della legalità veneta e della legalità italiana, partecipando sia alle elezioni primarie (dell’autunno prossimo) e politiche (di febbraio 2015) della Repubblica Veneta sia alle eventuali elezioni regionali qualora si dovessero celebrare (tra marzo e maggio 2015). In tal caso opererebbe per un programma che preveda il riconoscimento regionale della dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo 2014 e per il pieno esercizio di sovranità, appoggiando un candidato presidente indipendentista che dia garanzia e abbia dato prova di chiara visibilità mediatica anche internazionale.

Veneto Sì opera attraverso un’innovativa piattaforma di comunicazione digitale condivisa con Plebiscito.eu e la Repubblica Veneta, essendo di fatto l’unica forza politica che ha saputo integrare una vita digitale evoluta con una presenza territoriale radicata che già oggi si fa forte di un’organizzazione basata su 44 aree territoriali che coprono tutto il Veneto e una base di circa 4-5.000 volontari, che dalle prime stime di una campagna di telemarketing avviata in questi giorni potranno crescere fino ad almeno 45.000 attivisti in tutto il territorio veneto in soli tre mesi. Questi numeri porteranno Veneto Sì in poco tempo a diventare la forza politica popolare che potrà rappresenterà il Veneto intero.

Veneto Sì è a favore di una struttura e di una presenza statale che sia la più leggera e la meno invadente possibile, a favore dell’economia di mercato e dello sviluppo e della libertà di impresa. Veneto Sì è forza europeista che guarda alla Svizzera come modello di riferimento per una moderna democrazia diretta veneta che permetta ai cittadini di essere i decisori e i responsabili anche in tema di politiche pubbliche, da autentici e principali azionisti di una sana società civile che voglia mettere la massima distanza morale rispetto all’attuale sistema, che è il più corrotto del mondo occidentale e non solo.

Il nostro “petrolio” è rappresentato dall’innovazione e dal turismo e la prima valorizzazione di questo si ha con una tutela ambientale che oggi vede invece la Regione Veneto ottenere un sonante “zero” in pagella dall’OCSE.

Veneto Sì ritiene che una società in cui le leggi non siano rispettate e valide per tutti sia una società non libera. Veneto Sì è favorevole alla realizzazione di un sistema giuridico basato sulla common law, che sappia unire il rispetto delle leggi al buonsenso pragmatico e non burocratico fine a sé stesso.

Veneto Sì è consapevole che e opera affinché la Repubblica Veneta possa finalmente sedersi a fianco delle Nazioni più prospere d’Europa e del mondo. Siamo gli eredi naturali e i continuatori moderni e non nostalgici delle glorie della Serenissima Repubblica Veneta e più in generale dell’indipendenza veneta che nel corso di millenni ha saputo rappresentare un faro di civiltà nel mondo.

Per ottenere ciò l’unica via è la piena indipendenza del Veneto, che si può raggiungere solo attraverso un processo di emancipazione politica che parta dal Plebiscito Digitale, autentico spartiacque tra il Veneto colonia dello stato italiano e la Repubblica Veneta che ha iniziato il proprio esercizio e percorso di sovranità.

La Repubblica Veneta garantirà una fiscalità equa ed umana, che prevediamo in un’aliquota massima del 20% sui redditi di impresa e delle persone fisiche e del 15% sull’iva, grazie all’enorme surplus finanziario che caratterizza il Veneto, oggi sottratto da uno stato imbarazzante e predone, nell’ordine annuale di oltre 20 miliardi di euro, cui si sommano 8-9 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico non creato dai veneti e di almeno altri 10-15 miliardi di sprechi in politiche statali antistoriche e liberticide.

Tale panorama potrà permettere ai cittadini veneti di vivere in una comunità moderna che li rispetta e si mette al loro servizio, garantendone la dignità e la possibilità di accesso ai servizi vitali, lasciando loro piena libertà di espressione e di creazione, autentiche chiavi di successo per un futuro di eccellenza.

Noi operiamo in questo senso, consapevoli delle nostre responsabilità storiche e di aver mosso in modo importante e come mai prima si era verificato l’opinione pubblica veneta e le aspettative per un futuro di libertà e di prosperità per la Repubblica Veneta, libera, federale e pienamente indipendente.

Ufficio stampa
Veneto Sì

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ALLA FESTA DEI POPOLI DI THIENE OGGI UN CLASSICO ESEMPIO DI RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI

La parte filogovernativa della sinistra veneta si dimostra cieca e sorda verso le istanze di appartenenza alla comunità veneta

thieneTra le peggiori forme di razzismo possiamo annoverare senz’altro il razzismo degli antirazzisti, che suona pure un po’ paradossale. Oggi se ne è avuto un esempio a Thiene, in occasione della Festa dei Popoli organizzata a Villa Fabris. Infatti una gruppo di ragazzi veneti desiderava partecipare ai festeggiamenti unendosi alle rappresentanze dei vari popoli del mondo, con la bandiera veneta, a significare uno spirito di fratellanza e solidarietà verso ogni nazione.
Purtroppo alcuni solerti addetti hanno vietato l’ingresso alla pacifica rappresentanza di ragazze e ragazzi veneti, adducendo paure di non si sa bene quali violenze. Al tentativo di spiegazione delle intenzioni gioiose dei ragazzi, purtroppo l’organizzazione che risponde alla giunta del sindaco Giovanni Battista Casarotto e dell’assessore Maurizio Fanton ha opposto un rigoroso niet, senza giustificazioni di sorta, che sta a dimostrare un autentico razzismo verso le nostre ragazze e i nostri ragazzi veneti orgogliosi giustamente della propria appartenenza al Popolo veneto.
Questi sono episodi tristi, che dimostrano tra l’altro un’inspiegabile avversità di parte della sinistra veneta filogovernativa verso istanze che in tutta Europa sono fatte proprie in primo luogo dalla stessa sinistra. Ci viene in mente il caso dello Scottish National Party, partito orgogliosamente di sinistra, che in Scozia esprime il governo che sta accompagnando gli scozzesi verso la celebrazione del referendum di indipendenza della Scozia del 18 settembre 2014, oppure di Esquerra Republicana de Catalunya, partito che nel nome stesso vanta un’appartenenza alla sinistra e che è diventato nelle recenti elezioni europee il primo partito catalano, che sostiene assieme a CiU il governatore Artur Mas, assieme al quale stanno organizzando il referendum di indipendenza della Catalogna il prossimo 9 novembre 2014.
Ci chiediamo pertanto perché in Veneto la nostra sinistra si dimostra sorda e cieca di fronte alle istanze culturali e di appartenenza che dovrebbero vederci tutti uniti nella difesa e simpatia verso il Popolo veneto.
A Thiene oggi ahinoi ne abbiamo avuta l’ennesima dimostrazione.

Speriamo che i prossimi eventi epocali che stanno ridisegnando la mappa d’Europa possano aiutare anche la nostra sinistra ad evolvere verso forme meno razziste e più solidali nei confronti del Veneto.

Gianluca Busato
Veneto Sì

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“VENETO SI” A CONGRESSO IL 29 GIUGNO. OBIETTIVO: SVILUPPO ECONOMICO DELLA REPUBBLICA VENETA.

Si apre la sfida tra Renzi e l’indipendentismo veneto. La scelta è tra il saccheggio del nostro tessuto produttivo e l’inserimento tra le nazioni prospere d’Europa

giane-29Qualche giorno fa Libero ha pubblicato un breve trafiletto a firma Matteo Mion, nel quale l’autore si dimostrava stupito e anche deluso dal risultato ottenuto da sul omonimo che risiede a Palazzo Chigi. La sua delusione trovava spiegazione nella conclusione del suo breve pensiero, ovvero che l’unica alternativa al pensiero premasticato e illusorio di Renzi è l’indipendentismo veneto, il che costituiva anche la base delle sue aspettative tradite.
Capito ciò, risulta chiaro perché la prima vera azione politica del premier italiano dopo il passaggio europeo consiste nella partecipazionea alle assemblee generali territoriali dei soci di Confindustria delle province di Vicenza, Verona e Treviso, saltando invece l’assemblea generale più importante dell’organizzazione imprenditoriale, quella tenutasi ieri a Milano.
Il problema vero per Renzi e per il governo italiano siamo proprio noi veneti. Da qui egli è partito appena insediato (qualcuno si ricorda i fischi di Treviso nella sua prima uscita ufficiale dopo l’insediamento?) e qui era ritornato, a Verona, in occasione del Vinitaly, subito dopo lo straordinario successo del Plebiscito Digitale.
E in Veneto ritorna nuovamente oggi. Né può essere diversamente, perché è proprio il Veneto il primo azionista inconsapevole dello stato italiano e l’unico che ne può dettare la vita o la morte (finanziaria). Certo, il nostro territorio non è quello che in assoluto viene rapinato di più, la Lombardia ci supera sia in termini assoluti sia in termini relativi. Qui però vi sono finalmente le condizioni politiche per porre fine a tale furto. E gli unici che possono farlo siamo noi.
Per questa ragione abbiamo deciso di giocare a tutto campo.
Sono già attive sia la fase istituzionale, con la Repubblica Veneta che sta esercitando la propria indipendenza grazie all’azione della Delegazione dei Dieci sia la fase organizzativa, in cui il ruolo da protagonista viene giocato da Plebiscito.eu, che ogni sera è presente in tutto il territorio con incontri pubblici di presentazione delle proprie attività.
Ora, dopo il primo positivo test elettorale del 25 maggio scorso, parte invece con la dovuta organizzazione la fase politica, che vedrà la propria concretizzazione con il Congresso Fondativo di “Veneto Sì”, il movimento che opera a fianco di Plebiscito.eu a tutto campo anche in sede elettorale. L’appuntamento per il Congresso di fondazione di “Veneto Sì” è a Padova per la prossima domenica 29 giugno, alle ore 9.00 del mattino, presso il Centro Congressi Albino Luciani in via Forcellini 170/A. Tenetevi liberi fin da subito.

“Veneto Sì” è una forza liberal-popolare che opererà, in concorrenza con le altre che nasceranno, nell’ambito della Repubblica Veneta, ma che già oggi inizierà le proprie attività nella fase di transizione prima della fattiva indipendenza. Non possiamo infatti aver fiducia in chi fino ad oggi ha puntualmente tradito le proprie promesse elettorali, portandoci nella disastrosa situazione odierna.

Non vi sono alternative a chi per primo, in modo inedito, innovativo, inaspettato quanto pianificato con precisione ha saputo porre all’attenzione del mondo la questione veneta. Il resto è noia.

Gianluca Busato

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GIOCHI DI PRESTIGIO E REALTÀ

I coriandoli elettorali del Gattopardo e la Repubblica del Leone

1521834_10152679091287678_544802723_nLe elezioni europee rappresentano spesso uno specchio distorto, come quelli che nelle fiere di paese ti mostrano più snello, oppure più grasso. Chi si ricorda infatti quanto durarono gli strepitosi successi di Emma Bonino (8,5% nel 1999) e il sorpasso del PCI (33,33% nel 1984) dopo la morte di Berlinguer (sempre lui che ritorna)?
Il quadro odierno è molto simile e la vittoria strepitosa del PD soprattutto in Veneto fa presagire che l’effetto Renzi sarà molto simile agli esempi citati in quanto a possibilità di essere ripetuto. Ciò che appare invece chiaro è la fine dei partiti di centro-destra, la ripresa di Tosi e il dilemma di Zaia in previsione delle prossime elezioni regionali.
Sempreché si celebrino, le elezioni regionali. Già, perché in un quadro come quello attuale non può essere ignorata la situazione finanziaria reale che vede l’80% delle aziende non aver versato le tasse alla scadenza del 16 maggio scorso.
Se 4 aziende su 5 non subiscono più il furto fiscale, dove trova i soldi lo stato italiano per onorare gli impegni già presi? Né è d’altro canto ipotizzabile che Renzi abbia né la voglia né la capacità di sostituirsi alla Troika lasciando a casa 1-2 milioni di dipendenti pubblici.
Oggi Edward Luttwak prova a dare la sua previsione senza tanti giri di parole. Egli profetizza che l’Italia uscirà dall’euro in quanto è impossibile per Renzi rispettare i patti europei trovando 40 miliardi di euro ogni anno, applicando 10 Imu ogni 12 mesi: e come dargli torto se poi pensiamo che bisogna anche coprire i nuovi buchi da minore entrate fiscali nel vestito lercio e rattoppato di uno stato insaziabile che spende e spande?
Questo non lo possiamo sapere, ciò che invece è evidente è che la classe imprenditoriale veneta più sensibile alle sirene confidustriali ha scommesso su di lui abbandonando il tradizionale voto forzaleghista.
Cosa ne è stato invece della volontà indipendentista emersa a grande maggioranza nel referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi? Beh, la conferma di un dato: i favorevoli all’indipendenza albergano ovunque, da destra a sinistra e, probabilmente, molti nell’astensionismo.
Il dibattito indipendentista, protagonista a marzo ed aprile, è stato in realtà superato mediaticamente dal menù elettorale fornito dagli organi di informazioni di regime italiani, tutto imperniato sul confronto Renzi-Grillo.
Ora, quando si abbasserà il polverone mediatico della campagna elettorale, torneranno ad affrontarsi il mostro gattopardesco italiano e la Repubblica del Leone.
Teniamoci pronti, o meglio, continuiamo nel silenzio e senza eccessivi clamori, com’è nostra abitudine, a lavorare, preparandoci in grande fretta rendere pieno l’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta.

Il mondo lo abbiamo già stupito, ed era solo l’antipasto.

Gianluca Busato

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ELEZIONI DI ZERO BRANCO, MAZZOLENI (FI) INELEGGIBILE. GIANNARCISO DURIGON: “I MODERATI ORA VOTINO VENETO SI”

Nasce una insormontabile questione di ineleggibilità del candidato sindaco del centro-destra. Venerdì sera presentazione in piazza di Veneto Sì con Plebiscito.eu di fronte alle telecamere di Al Jazeera

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Giannarciso Durigon, candidato sindaco della lista Veneto Sì

La notizia a Zero Branco sta già facendo il giro di tutte le piazze e di tutti i bar: il candidato sindaco Giovanni Mazzoleni è ineleggibile e ora rischia anche una condanna per dichiarazione mendace e falso in atto pubblico. La novità è stata svelata dal consiglio comunale del vicino comune di Preganziol. A trarre vantaggio dalla classica scivolata su una buccia di banana del candidato di Forza Italia sarà con ogni probabilità Giannarciso Durigon, candidato sindaco della lista Veneto Sì, l’unica formazione che gode anche dell’appoggio di Plebiscito.eu, il comitato referendario guidato da Gianluca Busato, che ha organizzato il referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi.

bozza_01 X_VenetoSI (3)Il fatto. Giovanni Mazzoleni al momento della presentazione della lista elettorale che lo aveva candidato a sindaco di Zero Branco era consigliere comunale in carica a Preganziol. Tardivamente il candidato ha presentato le dimissioni dal consiglio comunale di Preganziol, protocollate solo il 30 aprile, 4 giorni dopo la chiusura della lista. Tale situazione costituisce una causa classica e insormontabile di ineleggibilità del sindaco, prevista dall’art. 60 del testo unico sugli enti locali con rischio anche di condanna per lo stesso Mazzoleni per dichiarazione mendace e falso in atto pubblico. A questo punto della competizione elettorale il candidato del centro-destra non può più essere eliminato dalle liste, ma è fuori corsa: anche se per assurdo risultasse eletto, al momento della proclamazione degli eletti scatterebbe infatti in automatico l’alt di legge, con conseguente denuncia.

A trarre beneficio dall’eliminazione del candidato sarà con ogni probabilità Giannarciso Durigon, il candidato sindaco della lista Veneto Sì, che copre l’area di riferimento di Mazzoleni.

ZERO_BRANCO_16mag PBeuVenerdì 16 maggio prossimo in piazza Umberto I a partire dalle ore 21 si terrà tra l’altro il comizio organizzato da Plebiscito.eu e Veneto Sì, nel quale interverranno tutti i big di Plebiscito.eu, tra cui Gianluca Busato, Franco Rocchetta, Gianluca Panto, e ovviamente Giannarciso Durigon. L’evento sta già richiamando grande attenzione e aspettative di pubblico, con la presenza tra l’altro delle telecamere di Al Jazeera e di Radio Radicale, oltreché di altri organi di informazione veneti e internazionali. Nell’occasione sarà dato tra l’altro l’annuncio dell’IVA che non sarà pagata nel mese di maggio 2014 dalle imprese venete che hanno aderito alla campagna di obiezione fiscale promossa da Plebiscito.eu e sarà dato inizio anche alla raccolta delle sottoscrizioni dei Bond Veneti.

Il candidato sindaco Giannarciso Durigon ha così commentato il grave episodio di ineleggibilità di Mazzoleni: “spiace per i ragazzi della lista, che erano brave persone e anche preparate, d’altro canto purtroppo la frittata per loro è ormai fatta e a questo punto i cittadini di Zero Branco della fascia moderata non devono più sprecare il proprio voto su un candidato che è fuori gioco. Votando la lista di Veneto Sì essi hanno la scelta naturale per garantire l’opzione moderata e per dare a Zero Branco la prospettiva di crescita, con la diminuzione delle tasse e l’aumento di investimenti che solo la nostra completa indipendenza ci può assicurare, grazie al recupero di circa 30 milioni di euro all’anno di residuo fiscale che oggi ci vengono derubati dallo stato italiano”.

Ufficio stampa
Veneto Sì
www.venetosi.org

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VENETO SÌ: TUTTI RICONOSCANO L’INDIPENDENZA DELLA REPUBBLICA VENETA

pb-2014Mai annuncio fu più propizio della discesa in campo di Veneto Sì, solo qualche ora prima che ripartisse il can can attorno all’inutile tentativo di unire le forze indipendentiste, magari al solo fine di addomesticarle.

Perché in Scozia, in Catalogna, nelle Fiandre nessuno si preoccupa del fatto che i movimenti indipendentisti siano più di uno? Il motivo è presto detto: perché riscuotono grande consenso popolare. Non capiamo le ragioni per cui invece nella Repubblica Veneta ancora infestata dalla presenza dello stato italiano vi debbano essere ragioni diverse. Ogni forza politica indipendentista si dia da fare per crescere e la smettano di cercare di addomesticare i movimenti che dimostrano la maggior forza al solo fine di fare i parassiti dell’indipendentismo. Si distinguano sotto il piano del programma politico, senza scopiazzare in modo passivo quelli scritti da Gianluca Busato e Lodovico Pizzati.

E’ cosa nota ed evidente infatti che le organizzazioni indipendentiste guidate da Lodovico Pizzati e Gianluca Busato sono quelle che hanno dimostrato maggiore forza propulsiva e capacità di incidere nel quadro politico veneto. Puntualmente altri esponenti, spesso provenienti dagli ambienti della vecchia democrazia cristiana, hanno cercato di eliminarli dalla scena politica e puntualmente essi hanno dato vita ad organizzazioni che erano dieci volte più forti. Oggi si ripresenta lo stesso scenario?

Allora è bene mettere in chiaro alcuni aspetti fin da subito.

1. Plebiscito.eu non farà parte di alcuna macedonia indipendentista e non assume forma di partito.

2. Veneto Sì opera nell’agone politico in modo indipendente da Plebiscito.eu, mettendosi al suo fianco e riconoscendola come la principale organizzazione indipendentista.

3. Veneto Sì è disposta a collaborare solo ed esclusivamente con le forze politiche che riconoscono la proclamazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo 2014 a Treviso e le conseguenti istituzioni formatesi, a cominciare dalla Delegazione dei Dieci.

4. Le competizioni politiche italiane hanno senso al solo scopo di disinnescare gli strumenti illegittimi delle deposte istituzioni italiane operanti in Terra Veneta.

Per il resto, il dialogo è aperto con tutti. L’obiettivo resta in ogni caso l’immediata conquista effettiva dell’indipendenza della Repubblica Veneta e non aspettare passivamente una campagna elettorale tra un anno per sfidare le mafie della partitocrazia italiana in una campagna elettorale impari dove queste organizzazioni criminali metterebbero in campo milioni di euro di promozione elettorale per sconfiggerci. Capiamo bene che qualcuno pensi di assicurarsi una poltroncina da consigliere regionale ingannando le masse, ma noi non rientriamo tra coloro i quali si fanno né corrompere né illudere.

La nostra vittoria la si costruisce in queste settimane e mesi, iniziando a supportare la campagna di obiezione fiscale di Plebiscito.eu fin da subito, magari aprendo qualche ufficio pubblico per informare al meglio la cittadinanza.

Ufficio politico
Veneto Sì