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CONGRESSO “VENETO SI”: IL MONDO LIBERO IERI SI DIFENDEVA A BERLINO, OGGI A VENEZIA

Gianluca Busato: “dopo il Veneto organizzeremo il referendum di indipendenza anche in Lombardia. L’indipendenza non è a singhiozzo, solo chi ha portato la questione veneta nel mondo la può ottenere”.

vsi-1Si è celebrato oggi a Padova all’hotel Crowne Plaza il primo congresso federale di VENETO SI, il nuovo movimento politico nato a sostegno di Plebiscito.eu, l’organizzazione che ha indetto il referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014.

Il Congresso, che è iniziato con i saluti di Rinaximento Veneto, di Alex Storti, direttore di Diritto di Voto e di Paolo Bernardini della vsi-3Delegazione dei Dieci ha quindi sancito l’esordio della nuova formazione che si presenterà alle elezioni della Repubblica Veneta e anche (se ci saranno) alle elezioni regionali del 2015, con una coalizione a supporto di un candidato presidente indipendentista.
Dopo i saluti iniziali degli ospiti, Gianluca Busato, segretario e fondatore di VENETO SI, vsi-4ha chiesto e ottenuto con voto unanime dell’assemblea la nomina del Consiglio Nazionale, composto dai coordinatori territoriali e responsabili di funzione di Plebiscito.eu che avranno tempo fino al 31 agosto per accettare la nuova carica.

Sono quindi seguite alcune relazioni tematiche, tra cui quella dell’avvocato Franco Correzzola, sul diritto di autodeterminazione dei Popoli, in particolare a partire dal discorso dei 14 punti del presidente degli Stati Uniti d’America Woodrow Wilson del 1917 e affrontando le esperienze del referendum di autodeterminazione della Carinzia del sud del 1920, l’esperienza coreana e l’esempio più recente del Kosovo.

foto 1È stata quindi la volta di Gianfranco Favaro, esponente della Delegazione dei Dieci, che ha indicato l’esempio della Svizzera, come modello di riferimento anche per la Repubblica Veneta, in particolare per l’utilizzo degli strumenti di democrazia diretta, così come è emerso anche dall’intervento di Luca Schenato, autore de “Il Veneto è chi il Veneto fa”, che ha portato la propria testimonianza diretta del funzionamento della Confederazione Elvetica, dove vive da ormai tre anni.

foto 2È seguito l’intervento di Alberto Marsotto, che ha presentato la campagna di obiezione fiscale, che per la prima volta Plebiscito.eu ha condotto su grande scala, portando ad oggi oltre 8.000 aziende ad aderire all’esenzione fiscale totale decretata il 25 marzo 2014 dalla Delegazione dei Dieci.

vsi-2Nella sua relazione introduttiva al Congresso, Gianluca Busato ha quindi ricordato le parole di Matteo Renzi nell’intervista al CorSera del 13 luglio in cui il premier italiano affermava: “L`Italia è molto più forte di come si racconta in sede internazionale: ha un alto debito pubblico, è vero. Ma ha ricchezza privata e se rimette finalmente a posto il fisco, la burocrazia e la giustizia ce la può fare.”
“Cioè – ha commentato Busato – tutto quel che fa di uno stato uno stato va rimesso a posto! In pratica dopo 150 anni (148 per noi veneti) il “progetto Italia” è fallito. Anche il popolo veneto (per quanto all’inizio forzosamente annesso) ha orgogliosamente partecipato per tanti anni a questo progetto, portando le sue peculiarità e le sue capacità, ma è ora di prendere atto che è un progetto fallimentare che sta trascinando nella rovina anche e soprattutto i veneti. E’ tempo pertanto di un nuovo progetto: la Repubblica Veneta”.

vsi-5“Il progetto Repubblica Veneta, pienamente indipendente e sovrana – ha quindi continuato Busato – può essere portato avanti rapidamente in modo concreto e degno di fiducia solo ed esclusivamente da chi ha già portato all’attenzione del mondo intero la questione veneta, come mai prima era avvenuto secondo un disegno pacifico e democratico e strappandola al ghetto del folklorismo etnico. Chi invece opera a singhiozzo per l’indipendenza non merita di certo la fiducia di chi vuole la Repubblica Veneta: non puoi essere al lunedì a Bruxelles nazionalista oscurantista, al martedì da oltre vent’anni andare inutilmente a Roma a dormire e a rubare i nostri soldi e la nostra speranza, al mercoledì a Venezia fingerti mezzo autonomista (con i tangentari del Mose in giunta) e al giovedì scoprirti campione del centro-destra tricolore italiano,”.

VENETO SI mira a divenire in pochi mesi la prima forza civica organizzata del Veneto, grazie al coinvolgimento diretto e all’attivazione degli oltre due milioni di veneti che hanno votato il referendum di indipendenza del Veneto.

“L’obiettivo – afferma Busato – è di attivare nel territorio 50.000 veneti in soli tre mesi, grazie a tecniche di telemarketing e altri metodi di contatto. Abbiamo il patrimonio di conoscenza della nostra base elettorale più grande che mai nessun movimento abbia mai avuto. La nostra nascita come piattaforma digitale ci consentirà una crescita straordinaria. Noi siamo l’unica forza che conosce i propri elettori. E li contatteremo, uno a uno con un’azione coordinata e destinata a cambiare radicalmente i rapporti di forza”.

“Porteremo inoltre la lotta nel campo del nemico, al momento solo simbolicamente, ma con l’intento di renderlo in breve tempo parte di una strategia operativa ben definita. La Repubblica Veneta sarà pienamente indipendente prima e con più facilità se sapremo aiutare gli amici lombardi a liberarsi a loro volta dal giogo di uno stato fallito. Non mancano loro le ragioni di certo. E grazie a noi veneti neanche l’esempio da seguire. Per questo li aiuteremo ad organizzare nel più breve tempo possibile il referendum digitale per l’indipendenza della Lombardia”.

Non è mancato anche l’accenno a questioni internazionali, alla vigilia dei referendum di indipendenza di Scozia e Catalogna. In merito ad alcune affermazioni attribuite ad Angela Merkel, secondo cui pur rispettando il diritto interno alla discussione, la questione principale sia l’integrità territoriale degli stati, Gianluca Busato ha ricordato come proprio il cancelliere tedesco abbia vissuto 35 dei suoi 60 anni in uno stato tedesco che aveva confini diversi rispetto alla Germania attuale: “i veneti sono stati vicini e solidali ai tedeschi dell’est quando con un esercizio di autodeterminazione hanno travolto il muro di Berlino, oggi gli europei tutti siano solidali con noi veneti mentre abbattiamo il muro dell’oppressione fiscale, in difesa dei nostri diritti umani ampiamente calpestati dallo stato italiano. La rappresentazione del sogno di un mondo libero ieri si teneva a Berlino, oggi si disegna a Venezia”.

Ufficio stampa
Veneto Sì

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CONGRESSO – ORDINE DEI LAVORI

VENETO SI – CONGRESSO FONDATIVO

ORDINE DEI LAVORI

Convention_20lug_PADOVA-03

Hotel Crowne Plaza, via Po, 197 – Padova
(casello PD ovest, direzione Bassano)
domenica 20 luglio 2014

  • Accredito – 9.00
  • Saluti e introduzione – 9.30
  • Interventi preliminari – 9.45
  • Relazione Segretario – 10.00
  • Relazioni tematiche – 10.30
  • Approvazione statuto e ratifica cariche (segretario e consiglio nazionale) – 12.00
  • Conclusioni – 12.30

AVVISO VIABILITA’: Avvisiamo tutti che domenica prossima il passante di Mestre sarà chiuso. Per chi proviene da est-nordest, consigliamo di prendere la tangenziale di Mestre, oppure la statale Noalese (da Treviso San Giuseppe – Quinto), o la Statale del Santo (da Castelfranco Veneto).

 

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PANTO: “IL PNV CON VENETO SI, PARTECIPIAMO NUMEROSI AL CONGRESSO”

Lettera aperta ai soci da parte del segretario dello storico Partito Nasional Veneto

pantoCari amici,

alla vigilia del congresso fondativo di Veneto Si, mi rivolgo agli ex soci, ai fondatori ed ai tutt’ora simpatizzanti di quello che è stato un grande movimento di pensiero nato nella Venetia alla fine degli anni 10, il PNV Partito Nasional Veneto, che vide Gianluca Busato instancabile mente propulsiva, e di cui ho l’onore di rivestire ancor oggi il ruolo di segretario.

Il mio invito è quello di partecipare al congresso, numerosi, attivamente e con spirito di rinnovato entusiasmo.

pnvCiò deriva dalla convinzione che solo operando uniti e sotto una stessa bandiera potremo rafforzare il nostro ruolo interno ed il nostro prestigio internazionale.

Che dire poi di quello che considero ad oggi la forza maggiore del movimento indipendentista veneto moderno di cui Veneto Sì, sono certo, sarà il più potente braccio politico.

Parlo del “capitale intellettuale” , che lo stesso PNV ha potuto spesso accumulare-esprimere e distribuire in termini di innovazione politica e culturale, attraverso il lavoro di varie ed innumerevoli persone, tra cui sicuramente Lodovico Pizzati, Claudio Ghiotto, Paolo Luca Bernardini e molti altri .

Se affermiamo che esso rappresenta la somma di tutto ciò che i dirigenti ed i militanti  di un’organizzazione  sanno e possono fare e che assicurerà un margine di competitività, ebbene io credo che  proprio la conoscenza potrà conferire a questo neonato soggetto di cui faremo parte integrante, un’ ulteriore  propulsione in grado di attuare più rapidamente la Repubblica Veneta.

In tale scenario, e da questo punto di vista, il contributo dei membri del PNV rappresenterà oramai forse solo una piccola aliquota in una nuova nascente configurazione , ma se sarà così ne saremo felici.

Era quello che volevamo, ovvero CRESCERE, e per quanto mi riguarda, non mancheremo mai di sostenere ogni attività in tal senso. Se di metamorfosi stiamo parlando, questa è opportuna naturale e segue un progetto quanto mai  frutto di una lucida e lungimirante visione.

Treviso, 18 luglio

Gianluca Panto

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DICIAMO SI A VENETO SI PER TAGLIARE LA TESTA AL MOSTRO

Quattro mesi dopo il Plebiscito Digitale, domenica prossima 20 luglio il battesimo ufficiale di Veneto Sì, nella convention di Padova, alle ore 9 all’hotel Crowne Plaza

gbu-vsiQuattro mesi fa, il 16 marzo 2014 iniziava il referendum telematico di indipendenza del Veneto che ha cambiato in modo fondamentale la questione veneta. Oggi i media tacciono – né potrebbero fare altro – ma è chiaro che la situazione attuale di gravissima crisi sociale ed economica è propedeutica a un cambio anche politico che si respira forte nell’aria nonostante il silenzio di giornali e tv.

I nodi della questione veneta sono lì, tutti irrisolti e a ben vedere sono speculari a quelli della questione italiana. L’unica possibilità concreta di dare stabilità economica e finanziaria all’area geopolitica in cui insiste il Veneto sta nella sua piena indipendenza. Solo attraverso di essa partirà un processo di responsabilizzazione generale, che garantirà il riequilibrio oggi impossibile per il vorace gattopardo italiano, garantito dall’enorme surplus finanziario veneto oggi preda del mostro statale famelico.

In ogni caso, per ciò che ci riguarda più da vicino, la salvezza delle nostre famiglie e delle nostre imprese è strettamente legata proprio al recupero delle nostre risorse economiche derubate dallo stato tossicodipendente che si inietta in vena inutili dosi fiscali rubate alla nostra speranza e vitalità.

Per farlo dobbiamo battere tutte le strade pacifiche e democratiche, senza indugio e senza trascurarne alcuna. L’esercizio di indipendenza portato avanti dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veenta e da Plebiscito.eu si accompagna ora alla creazione di un forte consenso trasversale che deve coprire ogni spazio nella società civile nel tempo più breve possibile.

bozza_01 X_VenetoSI (3)Per tale ragione è di fondamentale importanza domenica prossima essere presenti in grande numero a Padova alla fondazione di Veneto Sì, che sarà il braccio operativo, civico e territoriale a completamento della macchina organizzativa di Plebiscito.eu e istituzionale della Repubblica Veneta. La convention si terrà a Padova domenica 20 luglio alle ore 9 presso l’hotel Crowne Plaza in via Po 197 (a 500 mt. dall’uscita PD ovest).

L’obiettivo è ambizioso e testimoniato dalla popolarità che emerge dall’azione di telemarketing che abbiamo iniziato in questi giorni e che ora praticheremo in modo scientifico per creare una forza di decine di migliaia di veneti, che in 3 mesi si avvicini a quota 50.000 cittadini decisi a tagliare democraticamente la testa al mostro impazzito che risponde al nome di stato italiano, in ogni sua forma orribile in cui si presenti, in primis la partitocrazia di parassiti e privilegiati.

Convention_20lug_PADOVA-03La Repubblica Veneta è già rinata ed è pronta a crescere e ad assumere le forme e le responsabilità di una democrazia matura, leggera, rispettosa e al servizio dei cittadini e delle imprese venete oggi taglieggiate dal peggiore burosauro del mondo.

Per farlo serve l’attivazione di tutti i cittadini veneti per bene che oggi hanno fatto solo il tifo per l’indipendenza e che ora dovranno uscire di casa con noi a dimostrare la forza sana e la volontà di salvare la terra veneta per non essere costretti a una nuova emigrazione di massa.

Noi siamo gli artefici del nostro destino. Ora dobbiamo volerlo e dimostrarlo.

Iniziamo da domenica, diciamo Sì a Veneto Sì.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

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“VENETO SI”: IN 3 MESI 45.000 VENETI PER COSTRUIRE LA REPUBBLICA VENETA LIBERA E INDIPENDENTE

A 9 giorni dal congresso fondativo di Padova, prende il via la formazione guidata da Gianluca Busato, che opera a fianco di Plebiscito.eu

Convention_20lug_PADOVA-03Veneto Sì si avvicina al proprio congresso fondativo che si terrà a Padova domenica 20 luglio alle ore 9 a Padova presso l’hotel Crowne Plaza in via Po 197 (a 500 mt. dall’uscita PD ovest).

Veneto Sì si propone come moderna piattaforma civica per permettere ai cittadini veneti di poter essere finalmente gli artefici del proprio futuro nella Repubblica Veneta pienamente indipendente.

Veneto Sì nasce come evoluzione del Comitato per il Sì nel referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorso e in tale occasione ha già dimostrato di saper concepire una campagna di comunicazione esaltante che ha portato a un risultato straordinario che ha destato l’attenzione del mondo intero.

gianluca_busatoIl suo leader e fondatore è Gianluca Busato, ingegnere di 45 anni e imprenditore nell’economia digitale, ideatore del Plebiscito Digitale (marzo 2014) e del manifesto dell’indipendentismo veneto moderno (novembre 2007). Veneto Sì si pone a fianco e a sostegno di Plebiscito.eu.

Dopo la dichiarazione di indipendenza di Treviso del 21 marzo 2014 e nell’attuale momento di transizione politica verso la piena sovranità veneta, Veneto Sì opera nel quadro della legalità veneta e della legalità italiana, partecipando sia alle elezioni primarie (dell’autunno prossimo) e politiche (di febbraio 2015) della Repubblica Veneta sia alle eventuali elezioni regionali qualora si dovessero celebrare (tra marzo e maggio 2015). In tal caso opererebbe per un programma che preveda il riconoscimento regionale della dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo 2014 e per il pieno esercizio di sovranità, appoggiando un candidato presidente indipendentista che dia garanzia e abbia dato prova di chiara visibilità mediatica anche internazionale.

Veneto Sì opera attraverso un’innovativa piattaforma di comunicazione digitale condivisa con Plebiscito.eu e la Repubblica Veneta, essendo di fatto l’unica forza politica che ha saputo integrare una vita digitale evoluta con una presenza territoriale radicata che già oggi si fa forte di un’organizzazione basata su 44 aree territoriali che coprono tutto il Veneto e una base di circa 4-5.000 volontari, che dalle prime stime di una campagna di telemarketing avviata in questi giorni potranno crescere fino ad almeno 45.000 attivisti in tutto il territorio veneto in soli tre mesi. Questi numeri porteranno Veneto Sì in poco tempo a diventare la forza politica popolare che potrà rappresenterà il Veneto intero.

Veneto Sì è a favore di una struttura e di una presenza statale che sia la più leggera e la meno invadente possibile, a favore dell’economia di mercato e dello sviluppo e della libertà di impresa. Veneto Sì è forza europeista che guarda alla Svizzera come modello di riferimento per una moderna democrazia diretta veneta che permetta ai cittadini di essere i decisori e i responsabili anche in tema di politiche pubbliche, da autentici e principali azionisti di una sana società civile che voglia mettere la massima distanza morale rispetto all’attuale sistema, che è il più corrotto del mondo occidentale e non solo.

Il nostro “petrolio” è rappresentato dall’innovazione e dal turismo e la prima valorizzazione di questo si ha con una tutela ambientale che oggi vede invece la Regione Veneto ottenere un sonante “zero” in pagella dall’OCSE.

Veneto Sì ritiene che una società in cui le leggi non siano rispettate e valide per tutti sia una società non libera. Veneto Sì è favorevole alla realizzazione di un sistema giuridico basato sulla common law, che sappia unire il rispetto delle leggi al buonsenso pragmatico e non burocratico fine a sé stesso.

Veneto Sì è consapevole che e opera affinché la Repubblica Veneta possa finalmente sedersi a fianco delle Nazioni più prospere d’Europa e del mondo. Siamo gli eredi naturali e i continuatori moderni e non nostalgici delle glorie della Serenissima Repubblica Veneta e più in generale dell’indipendenza veneta che nel corso di millenni ha saputo rappresentare un faro di civiltà nel mondo.

Per ottenere ciò l’unica via è la piena indipendenza del Veneto, che si può raggiungere solo attraverso un processo di emancipazione politica che parta dal Plebiscito Digitale, autentico spartiacque tra il Veneto colonia dello stato italiano e la Repubblica Veneta che ha iniziato il proprio esercizio e percorso di sovranità.

La Repubblica Veneta garantirà una fiscalità equa ed umana, che prevediamo in un’aliquota massima del 20% sui redditi di impresa e delle persone fisiche e del 15% sull’iva, grazie all’enorme surplus finanziario che caratterizza il Veneto, oggi sottratto da uno stato imbarazzante e predone, nell’ordine annuale di oltre 20 miliardi di euro, cui si sommano 8-9 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico non creato dai veneti e di almeno altri 10-15 miliardi di sprechi in politiche statali antistoriche e liberticide.

Tale panorama potrà permettere ai cittadini veneti di vivere in una comunità moderna che li rispetta e si mette al loro servizio, garantendone la dignità e la possibilità di accesso ai servizi vitali, lasciando loro piena libertà di espressione e di creazione, autentiche chiavi di successo per un futuro di eccellenza.

Noi operiamo in questo senso, consapevoli delle nostre responsabilità storiche e di aver mosso in modo importante e come mai prima si era verificato l’opinione pubblica veneta e le aspettative per un futuro di libertà e di prosperità per la Repubblica Veneta, libera, federale e pienamente indipendente.

Ufficio stampa
Veneto Sì

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AVVISO: IL CONGRESSO DI “VENETO SI” SI TERRA’ DOMENICA 20 LUGLIO

bozza_01 X_VenetoSI (3)Per ragioni organizzative il Congresso Fondativo di “Veneto Sì”, il movimento che opera a fianco di Plebiscito.eu a tutto campo anche in sede elettorale, si terrà il prossimo 20 luglio e non il 29 giugno.

L’appuntamento per il Congresso di fondazione di “Veneto Sì” è quindi a Padova per domenica 20 luglio, alle ore 9.00 del mattino, presso l’hotel Crowne Plaza in via Po, 197 a Padova ad appena 500 mt dall’uscita autostradale di Padova Ovest in direzione Bassano. Tenetevi liberi fin da subito.

Ufficio organizzativo – Veneto Sì

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ALLA FESTA DEI POPOLI DI THIENE OGGI UN CLASSICO ESEMPIO DI RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI

La parte filogovernativa della sinistra veneta si dimostra cieca e sorda verso le istanze di appartenenza alla comunità veneta

thieneTra le peggiori forme di razzismo possiamo annoverare senz’altro il razzismo degli antirazzisti, che suona pure un po’ paradossale. Oggi se ne è avuto un esempio a Thiene, in occasione della Festa dei Popoli organizzata a Villa Fabris. Infatti una gruppo di ragazzi veneti desiderava partecipare ai festeggiamenti unendosi alle rappresentanze dei vari popoli del mondo, con la bandiera veneta, a significare uno spirito di fratellanza e solidarietà verso ogni nazione.
Purtroppo alcuni solerti addetti hanno vietato l’ingresso alla pacifica rappresentanza di ragazze e ragazzi veneti, adducendo paure di non si sa bene quali violenze. Al tentativo di spiegazione delle intenzioni gioiose dei ragazzi, purtroppo l’organizzazione che risponde alla giunta del sindaco Giovanni Battista Casarotto e dell’assessore Maurizio Fanton ha opposto un rigoroso niet, senza giustificazioni di sorta, che sta a dimostrare un autentico razzismo verso le nostre ragazze e i nostri ragazzi veneti orgogliosi giustamente della propria appartenenza al Popolo veneto.
Questi sono episodi tristi, che dimostrano tra l’altro un’inspiegabile avversità di parte della sinistra veneta filogovernativa verso istanze che in tutta Europa sono fatte proprie in primo luogo dalla stessa sinistra. Ci viene in mente il caso dello Scottish National Party, partito orgogliosamente di sinistra, che in Scozia esprime il governo che sta accompagnando gli scozzesi verso la celebrazione del referendum di indipendenza della Scozia del 18 settembre 2014, oppure di Esquerra Republicana de Catalunya, partito che nel nome stesso vanta un’appartenenza alla sinistra e che è diventato nelle recenti elezioni europee il primo partito catalano, che sostiene assieme a CiU il governatore Artur Mas, assieme al quale stanno organizzando il referendum di indipendenza della Catalogna il prossimo 9 novembre 2014.
Ci chiediamo pertanto perché in Veneto la nostra sinistra si dimostra sorda e cieca di fronte alle istanze culturali e di appartenenza che dovrebbero vederci tutti uniti nella difesa e simpatia verso il Popolo veneto.
A Thiene oggi ahinoi ne abbiamo avuta l’ennesima dimostrazione.

Speriamo che i prossimi eventi epocali che stanno ridisegnando la mappa d’Europa possano aiutare anche la nostra sinistra ad evolvere verso forme meno razziste e più solidali nei confronti del Veneto.

Gianluca Busato
Veneto Sì

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“VENETO SI” A CONGRESSO IL 29 GIUGNO. OBIETTIVO: SVILUPPO ECONOMICO DELLA REPUBBLICA VENETA.

Si apre la sfida tra Renzi e l’indipendentismo veneto. La scelta è tra il saccheggio del nostro tessuto produttivo e l’inserimento tra le nazioni prospere d’Europa

giane-29Qualche giorno fa Libero ha pubblicato un breve trafiletto a firma Matteo Mion, nel quale l’autore si dimostrava stupito e anche deluso dal risultato ottenuto da sul omonimo che risiede a Palazzo Chigi. La sua delusione trovava spiegazione nella conclusione del suo breve pensiero, ovvero che l’unica alternativa al pensiero premasticato e illusorio di Renzi è l’indipendentismo veneto, il che costituiva anche la base delle sue aspettative tradite.
Capito ciò, risulta chiaro perché la prima vera azione politica del premier italiano dopo il passaggio europeo consiste nella partecipazionea alle assemblee generali territoriali dei soci di Confindustria delle province di Vicenza, Verona e Treviso, saltando invece l’assemblea generale più importante dell’organizzazione imprenditoriale, quella tenutasi ieri a Milano.
Il problema vero per Renzi e per il governo italiano siamo proprio noi veneti. Da qui egli è partito appena insediato (qualcuno si ricorda i fischi di Treviso nella sua prima uscita ufficiale dopo l’insediamento?) e qui era ritornato, a Verona, in occasione del Vinitaly, subito dopo lo straordinario successo del Plebiscito Digitale.
E in Veneto ritorna nuovamente oggi. Né può essere diversamente, perché è proprio il Veneto il primo azionista inconsapevole dello stato italiano e l’unico che ne può dettare la vita o la morte (finanziaria). Certo, il nostro territorio non è quello che in assoluto viene rapinato di più, la Lombardia ci supera sia in termini assoluti sia in termini relativi. Qui però vi sono finalmente le condizioni politiche per porre fine a tale furto. E gli unici che possono farlo siamo noi.
Per questa ragione abbiamo deciso di giocare a tutto campo.
Sono già attive sia la fase istituzionale, con la Repubblica Veneta che sta esercitando la propria indipendenza grazie all’azione della Delegazione dei Dieci sia la fase organizzativa, in cui il ruolo da protagonista viene giocato da Plebiscito.eu, che ogni sera è presente in tutto il territorio con incontri pubblici di presentazione delle proprie attività.
Ora, dopo il primo positivo test elettorale del 25 maggio scorso, parte invece con la dovuta organizzazione la fase politica, che vedrà la propria concretizzazione con il Congresso Fondativo di “Veneto Sì”, il movimento che opera a fianco di Plebiscito.eu a tutto campo anche in sede elettorale. L’appuntamento per il Congresso di fondazione di “Veneto Sì” è a Padova per la prossima domenica 29 giugno, alle ore 9.00 del mattino, presso il Centro Congressi Albino Luciani in via Forcellini 170/A. Tenetevi liberi fin da subito.

“Veneto Sì” è una forza liberal-popolare che opererà, in concorrenza con le altre che nasceranno, nell’ambito della Repubblica Veneta, ma che già oggi inizierà le proprie attività nella fase di transizione prima della fattiva indipendenza. Non possiamo infatti aver fiducia in chi fino ad oggi ha puntualmente tradito le proprie promesse elettorali, portandoci nella disastrosa situazione odierna.

Non vi sono alternative a chi per primo, in modo inedito, innovativo, inaspettato quanto pianificato con precisione ha saputo porre all’attenzione del mondo la questione veneta. Il resto è noia.

Gianluca Busato

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GIOCHI DI PRESTIGIO E REALTÀ

I coriandoli elettorali del Gattopardo e la Repubblica del Leone

1521834_10152679091287678_544802723_nLe elezioni europee rappresentano spesso uno specchio distorto, come quelli che nelle fiere di paese ti mostrano più snello, oppure più grasso. Chi si ricorda infatti quanto durarono gli strepitosi successi di Emma Bonino (8,5% nel 1999) e il sorpasso del PCI (33,33% nel 1984) dopo la morte di Berlinguer (sempre lui che ritorna)?
Il quadro odierno è molto simile e la vittoria strepitosa del PD soprattutto in Veneto fa presagire che l’effetto Renzi sarà molto simile agli esempi citati in quanto a possibilità di essere ripetuto. Ciò che appare invece chiaro è la fine dei partiti di centro-destra, la ripresa di Tosi e il dilemma di Zaia in previsione delle prossime elezioni regionali.
Sempreché si celebrino, le elezioni regionali. Già, perché in un quadro come quello attuale non può essere ignorata la situazione finanziaria reale che vede l’80% delle aziende non aver versato le tasse alla scadenza del 16 maggio scorso.
Se 4 aziende su 5 non subiscono più il furto fiscale, dove trova i soldi lo stato italiano per onorare gli impegni già presi? Né è d’altro canto ipotizzabile che Renzi abbia né la voglia né la capacità di sostituirsi alla Troika lasciando a casa 1-2 milioni di dipendenti pubblici.
Oggi Edward Luttwak prova a dare la sua previsione senza tanti giri di parole. Egli profetizza che l’Italia uscirà dall’euro in quanto è impossibile per Renzi rispettare i patti europei trovando 40 miliardi di euro ogni anno, applicando 10 Imu ogni 12 mesi: e come dargli torto se poi pensiamo che bisogna anche coprire i nuovi buchi da minore entrate fiscali nel vestito lercio e rattoppato di uno stato insaziabile che spende e spande?
Questo non lo possiamo sapere, ciò che invece è evidente è che la classe imprenditoriale veneta più sensibile alle sirene confidustriali ha scommesso su di lui abbandonando il tradizionale voto forzaleghista.
Cosa ne è stato invece della volontà indipendentista emersa a grande maggioranza nel referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi? Beh, la conferma di un dato: i favorevoli all’indipendenza albergano ovunque, da destra a sinistra e, probabilmente, molti nell’astensionismo.
Il dibattito indipendentista, protagonista a marzo ed aprile, è stato in realtà superato mediaticamente dal menù elettorale fornito dagli organi di informazioni di regime italiani, tutto imperniato sul confronto Renzi-Grillo.
Ora, quando si abbasserà il polverone mediatico della campagna elettorale, torneranno ad affrontarsi il mostro gattopardesco italiano e la Repubblica del Leone.
Teniamoci pronti, o meglio, continuiamo nel silenzio e senza eccessivi clamori, com’è nostra abitudine, a lavorare, preparandoci in grande fretta rendere pieno l’esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta.

Il mondo lo abbiamo già stupito, ed era solo l’antipasto.

Gianluca Busato

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ELEZIONI DI PREGANZIOL: “VENETO SI” APPOGGIA IL CANDIDATO SINDACO SANDRO TAVERNA

Sandro Taverna riconosce la dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo proclamata a Treviso e la Delegazione dei Dieci e ottiene l’appoggio degli indipendentisti veneti di Preganziol

sandro-taverna-1Veneto Sì, il movimento politico nato a difesa dell’indipendenza della Repubblica Veneta, dopo la candidatura con la propria lista a sindaco di Zero Branco di Giannarciso Durigon e lo straordinario successo della manifestazione nella piazza zerotina di venerdì scorso nel corso della quale il leader di Plebiscito.eu Gianluca Busato ha suonato il “GONG” allo stato italiano, oggi ha stretto un accordo anche per sostenere la candidatura a sindaco di Preganziol del dott. Sandro Taverna. La candidatura a sindaco del dott. Sandro Taverna è sostenuta dalla liste civiche “Aria Nuova” e “Colora Il Tuo Futuro”. Le operazioni di dialogo che hanno portato all’accordo elettorale tra “Veneto Sì” e Sandro Taverna sono state condotte dai coordinatori locali del movimento indipendentista, in particolare Daniele Smeraldi, Tiziano Busato, Claudio Rigo e Christian Badin. bozza_01 X_VenetoSI (3)Il candidato sindaco Sandro Taverna ha pertanto sottoscritto i punti programmatici che Veneto Sì e Plebiscito.eu hanno indicato per esprimere la propria indicazione di voto, ovvero:

  1. riconoscimento della proclamazione di indipendenza Repubblica Veneta del 21 marzo 2014 a Treviso
  2. riconoscimento della Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta
  3. divieto di affiancamento a liste con la presenza di tricolori
  4. partecipazione attiva alla fase costituente della Repubblica Veneta

In virtù di tale accordo, “Veneto Sì” pertanto invita tutti i cittadini di Preganziol a votare per la Lista Civica “Aria Nuova”  e per il candidato sindaco di Preganziol Dott. Sandro Taverna, al fine di dare forza al fattivo processo di indipendenza della Repubblica Veneta.  Veneto Sì parteciperà inoltre a tutti gli eventi della campagna elettorale giunta nella settimana cruciale prima del voto e in particolare alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Aria Nuova a Preganziol in aula Granziol presso le scuole elementari indetta per giovedì 22 maggio 2014 alle ore 21.00.

gbu-vsiGianluca Busato, presidente di Plebiscito.eu, ha dichiarato: “la notizia dell’accordo tra Veneto Sì e Sandro Taverna ci riempie di soddisfazione, in quanto testimonia la popolarità della Repubblica Veneta e del suo concreto esercizio di indipendenza. Dopo Zero Branco anche il comune di Preganziol vede avanzare una inesorabile partecipazione civica indipendentista che finalmente potrà assicurare meno tasse e più servizi per la cittadinanza. È infatti evidente che solo il recupero degli oltre 67 milioni di euro di residuo fiscale che oggi lo stato italiano ruba ai cittadini di Preganziol potrà permettere la risoluzione dei problemi del comune e tale recupero potrà avvenire solo con la fattiva indipendenza della Repubblica Veneta”.

Ufficio stampa – Veneto Sì
www.venetosi.org