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ELEZIONI REGIONALI, GIANLUCA BUSATO: “VENETO SI” CHIEDE IL MANDATO PER ATTUARE LA PIENA INDIPENDENZA DEL VENETO

Gli organizzatori del Plebiscito Digitale del 16-21 marzo 2014 ora chiedono ai veneti la fiducia per completare l’opera e dare piena effettività alla Repubblica Veneta – #nézaianémoretti #venetosì per #indipendenza del #Veneto

bozza_01 X_VenetoSI (3)Nel corso delle prossime elezioni regionali del Veneto si sono finora presentati due principali schieramenti, contraddistinti dalla presenza del PD e dei suoi alleati del centro-sinistra italiano, che candidano a governatore del Veneto Alessandra Moretti e della Lega Nord e dei suoi alleati del centro-destra italiano, che ricandidano l’attuale governatore del Veneto Luca Zaia.

Per quanto riguarda le prospettive per i veneti, i due schieramenti non cambiano nulla. L’attuale Regione Veneto ha i 3/4 del proprio bilancio impegnato nella spesa sanitaria: a noi che gli ospedali siano gestiti dalla gang di Zaia o da quella della Moretti cosa ci porta di vantaggio? Nulla!

Pd e Lega sono entrambe componenti sistemiche, l’una funzionale all’altra. Ai fini dell’indipendenza del Veneto sono entrambi partiti avversari, nello stesso identico modo. Alle prossime elezioni regionali o si vota l’indipendenza o si vota l’Italia rappresentata da questi signori diversi solo nella forma in cui perpetrano l’inganno e il furto ai danni dei veneti.

Serve quindi un’alternativa che ci porti alla piena indipendenza del Veneto. Vediamone in dettaglio le ragioni.

Schermata 2014-05-28 alle 16.43.18Sulla spinta della vittoria plebiscitaria dei favorevoli all’indipendenza della Repubblica Veneta nel Plebiscito Digitale del 16-21 marzo scorsi, organizzato da Plebiscito.eu e sostenuto da “Veneto Sì”, anche il consiglio regionale ha approvato la legge regionale 16 del 19 giugno 2014 per indire un nuovo referendum regionale. Tale decisione è stata però viziata, con un atto antidemocratico dei consiglieri regionali, dalla necessità di raccogliere 14 milioni di euro dai cittadini per finanziare l’organizzazione del referendum stesso, al contrario di un altro referendum regionale per l’autonomia che invece è stato finanziato con le poste di bilancio dedicate alle consultazioni elettorali. Il ritmo di raccolta di tali fondi è ridicolo e rende possibile tale ipotesi circa nel 2030.

Tali scelte tra l’ignavia e l’infamia mettono bene in rilievo come non sia praticabile un’alleanza elettorale con nessuno dei due attuali schieramenti che oggi si contendono la Regione Veneto.

Per questa ragione si rende necessaria l’azione di VENETO SI, il Comitato Elettorale trasversale che abbiamo creato per l’indipendenza del Veneto, che si presenterà alle elezioni regionali in completa alternativa ai partiti italiani.

Da una parte, infatti, abbiamo il PD, in contraddizione anche con il suo stesso nome, che rappresenta l’esempio massimo di rifiuto dello spirito democratico, volendo negare ai veneti il diritto basilare di espressione in un referendum, con ciò associandosi nella propria azione all’esempio negativo del partito popolare spagnolo di Mariano Rajoy, erede del regime franchista, che ha voluto impedire ai catalani l’esercizio democratico in un referendum politicamente vincolante per la propria indipendenza. Tale atteggiamento è ancora più reso grave dall’azione del governo centrale, che continua ad opprimere i cittadini veneti attraverso un’oppressione fiscale ingiustificata e una politica che sfavorisce la nostra economia e il nostro territorio.

Dall’altra parte abbiamo la Lega Nord, che, anche sulla scorta del suo recente tradimento delle istanze autonomiste, praticato attraverso la propria nuova linea nazionalista italiana, ha dimostrato, anche nella Regione Veneto, con la propria azione incoerente dell’ultima legislatura, di prendere in giro i cittadini veneti, attraverso l’approvazione di leggi regionali inconsistenti in tema di indipendenza del Veneto. Ciò è testimoniato anche dal tentativo che fece ad inizio di marzo di confondere gli elettori attraverso un’ambigua raccolta firme ingannevole tesa a diminuire il tasso di votanti nel successivo Plebiscito Digitale, che invece travolse ogni aspettativa.

Ora pertanto, a pochi mesi di distanza dalle prossime elezioni regionali, che ancora non è noto se si svolgeranno a marzo oppure a maggio, si presenta per Veneto Sì la necessità di organizzare una campagna elettorale a sostegno dell’indipendenza del Veneto, per riaffermare anche sul piano istituzionale quanto già avvenuto sul piano sostanziale con il referendum di marzo scorso.

Da un punto di vista pratico non sarà necessario svolgere un nuovo referendum per l’indipendenza del Veneto, in primis perché lo abbiamo già fatto a marzo e in secundis anche perché la macchina burocratica amministrativa regionale non sarebbe in grado di supplire all’azione di contrasto del governo italiano contrario sia all’indipendenza del Veneto sia alla libertà di espressione dei veneti in un referendum istituzionale politicamente vincolante.

Sarà l’esito stesso delle elezioni regionali, proprio come avverrà in Catalogna, grazie alla fiducia che sarà dato a Veneto Sì e alla coalizione di movimenti indipendentisti che con esso concorrerà, a determinare la volontà dei cittadini veneti di porre fine all’istituzione regionale e di dare forma e sostanza alla piena indipendenza della Repubblica Veneta.

Noi chiederemo ai veneti il voto per portare a termine questo programma, con un solo punto, l’indipendenza del Veneto, dando piena attuazione alla Repubblica Veneta.

Con la vittoria alle elezioni regionali, confermeremo quindi unilateralmente, in applicazione del mandato popolare ricevuto, la dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo scorso e daremo il via alle relazioni internazionali volte al riconoscimento della Repubblica Veneta.

Il progetto istituzionale della Repubblica Veneta è consultabile nel sito www.evenetia.com.

Il sostegno a Veneto Sì è garantito da Plebiscito.eu, la principale organizzazione indipendentista, che ha saputo per la prima volta imporre in modo continuativo all’attenzione del mondo la causa dell’indipendenza del Veneto.

Plebiscito.eu metterà a completa disposizione di Veneto Sì, per preparare la propria campagna elettorale, il più grande database politico mai costruito prima in Veneto da un’organizzazione politica.

Chiederemo quindi l’aiuto a tutti i veneti di buona volontà per aiutarci in tale compito. Ne va del nostro futuro.

L’aiuto sarà di tipo organizzativo. Per supportarci in questo compito potete:

L’aiuto dev’essere anche di tipo finanziario. Per supportarci economicamente per preparare la campagna elettorale, potete farlo

  • con bonifico bancario: IBAN IT69E0890462180021000001600 – BIC: ICRAITRRP40. Beneficiario: PLEBISCITO.EU. Causale: Donazione per VENETO SI,
  • oppure con carta di credito da http://www.venetosi.org/sostieni/.

Il tuo destino dipende solamente dalla tua volontà di esserne l’artefice.

Qualche mese fa – nella sorpresa generale – abbiamo realizzato la più grande campagna referendaria mai realizzata per l’indipendenza del Veneto. Ora con il tuo aiuto completeremo l’opera iniziata a marzo. Noi realizziamo le cose concretamente, mentre i politici parlano.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

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REGIONE VENETO DA ROTTAMARE. IL CONSENSO ALL’INDIPENDENZA E’ PLEBISCITARIO OGGI, NON SERVE ALTRO TEMPO

A proposito di elezioni regionali e inutili sudditanze ai partitanti italiani

salviniOggi in un’intervista pubblicata sul Corriere del Veneto, alcuni indipendentisti dichiarano che i veneti sono favorevoli all’indipendenza, ma che non sono pronti e che serve del tempo per convincerli dei vantaggi. Per tale ragione questi esponenti, assieme a vari riciclati dell’ultima ora, dichiarano di appoggiare la candidatura di Zaia, alleandosi quindi ai partiti nazionalisti italiani della lega del neo-garibaldino Salvini e del centro-destra italiano, che oggi è sulle cronache dei giornali per l’ennesima retata che vede la connessione tra mafia, criminalità e politica e che coinvolge come imputato l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Nel “ragionamento” alla base di tale scelta, ci pare evidente una contraddizione in termini, perché infatti se i veneti sono già convinti dell’indipendenza (e dal 21 marzo scorso lo sappiamo tutti, dato che l’89,10% degli oltre 2,3 milioni di veneti votanti ha detto sì alla Repubblica Veneta indipendente), di quali ulteriori vantaggi dovremmo ancora convincerli ora? Perché serve altro tempo? Con simili percentuali plebiscitarie il rischio è esattamente il contrario, ovvero che diluiscano in quanto i cittadini vedono i rischi dell’ennesima presa in giro, dell’ennesima boutade elettorale, mentre la desertificazione socio-economica del Veneto va a completarsi in modo drammatico, come oggi riporta anche Bloomberg, in un articolo dedicato all’arte vetraria di Murano in crisi grazie allo stato italiano criminale e predatore.

Questi stessi indipendentisti hanno tra l’altro cambiato idea rispetto a quanto da loro stessi dichiarato solo pochi mesi or sono, quando avevano annunciato che si sarebbero presentati alle elezioni regionali con un solo punto di programma, ovvero la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Pazienza, senonché questi stessi indipendentisti solo pochi mesi prima erano, in un altro virtuosismo e triste esempio del più spericolato tra i minuetti politici, sulle strade del Veneto a guidare la protesta dei cosiddetti forconi, per “difendere la costituzione” e “mandare tutti i politici a casa”, per “salvare l’Italia”. Tra l’altro, en passant, la protesta tricolorita del 9 dicembre quest’anno particolarmente sbiadita, è ora comandata dall’ex guardia del corpo di Zanonato, sic!

Ce n’è abbastanza per far venire il mal di testa. Serve coerenza, serve una visione chiara. L’indipendenza del Veneto non ha bisogno assolutamente di ulteriore tempo per essere ottenuta!

Non si capisce perché in Veneto, dove pure è assodato che vi sia la maggiore percentuale rispetto a qualsiasi altra regione europea, plebiscitaria appunto, di cittadini che si sono espressi a favore dell’indipendenza, non possa presentarsi una forza indipendentista anche di fronte agli elettori a rivendicare un progetto che non teme confronti e concorrenza da parte di nessuno dei partiti falliti e rifiutati dall’elettorato, come testimoniato dalle elezioni regionali disertate nella vicina Emilia-Romagna e confermato dalle fallimentari primarie del PD, dove sembrano essere andate a votare solo le estetiste. Ciò avviene in tutta Europa, in ogni Paese che aspiri alla propria indipendenza ed è giusto e sacrosanto che avvenga anche in Veneto!

E allora, proprio perché la coerenza è la prima condizione fondamentale per poter guadagnare la fiducia degli elettori, Veneto Sì farà quello che ha annunciato fin dal giorno seguente al Plebiscito Digitale: si presenterà alle elezioni regionali per chiedere il mandato agli elettori veneti per smantellare la Regione Veneto e dare vita alla Repubblica Veneta indipendente, completando l’opera per cui la Delegazione dei Dieci ha ottenuto il proprio mandato direttamente dai cittadini.

Rottameremo la Regione Veneto, consegnandola al cimitero della storia, per fare spazio alla Repubblica Veneta.

Il percorso di diritto internazionale è quello già sperimentato dai Popoli che lo hanno già praticato, dall’Estonia alla Lituania, dalla Lettonia alla Repubblica Ceca e alla Slovacchia, solo per citare i più vicini a noi. Senza dimenticare il precedente giuridico del Kosovo, che è diventato indipendente senza aver celebrato alcun referendum, solo per decisione unilaterale di un parlamento eletto con elezioni autoconvocate.

Noi abbiamo la forza in più del referendum digitale di marzo che ci darà ulteriore forza nell’eventuale ulteriore passaggio plebiscitario che faremo nelle prossime elezioni regionali.

Se saremo ancora più bravi, potrà inoltre anche avvenire che nelle elezioni politiche della Repubblica Veneta in programma a febbraio si presentino più elettori che in quelle regionali di marzo.

In tal caso le istituzioni della Repubblica Veneta avranno ancora minore bisogno di quelle regionali, che saranno totalmente da rottamare.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

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INDIPENDENZA DEL VENETO UNICA SOLUZIONE. COME OTTENERLA E COSA FARE

Qualcuno su twitter mi ha chiesto perché non sostengo il referendum regionale per l’indipendenza del Veneto che sarà indetto, forse, dopo che saranno stati raccolti 14 milioni di euro dai cittadini.

NEWS_VenetoSIHo risposto che lo sosterrò quando si farà, nel 2029. Ora non ha senso perdere tempo per un falso scopo. Ora l’unica cosa sensata da fare è spiegare ai veneti come difendersi e quindi liberarsi da uno stato assassino e criminale, controllato da masnade di parassiti incapaci e ladroni.

Ecco come.

1° – PRIMO: non dare soldi al tuo aguzzino, è immorale e autolesionistico. Pratica l’esenzione fiscale, promulgata il 25 marzo dalla Delegazione dei Dieci. Info e assistenza: http://www.plebiscito.eu/repubblica-veneta/delegazione-dei-10/esenzione-fiscale-totale/adesione-al-piano-di-obiezione-fiscale/

venezia_bandiera_di_san_marco_22° – SECONDO: prepariamoci per la vera indipendenza economica, quando saranno completate le nuove “vie della seta” (valore: 21,1 trilioni di dollari). Sosteniamo il progetto strategico di Plebiscito.eu: http://www.plebiscito.eu/repubblica-veneta/venezia-crocevia-naturale-dei-nuovi-equilibri-mondiali/

3° – TERZO: organizziamoci “anche” per concorrere alle regionali, sostenendo un governatore indipendentista. Basta perdere tempo sostenendo gli affaristi della lega e del pd. Sosteniamo VenetoSì, unica forza autenticamente indipendentista non contaminata con partiti italiani. L’unica riconosciuta da Plebiscito.eu. Per aderire: http://www.venetosi.org/volontari/

RU-CINA nuove vie della seta_big4° – QUARTO: prepariamoci al futuro, ideando e creando il Veneto che vogliamo: http://www.plebiscito.eu/repubblica-veneta/progetto-istituzionale-della-repubblica-veneta/

5° – QUINTO: informiamo i cittadini dell’unica soluzione politica percorribile per l’indipendenza: http://www.plebiscito.eu/repubblica-veneta/progetto-politico/. Altre vie sono vicoli ciechi, in quanto richiedono la collaborazione dello stato italiano, che controlla la macchina burocratica e istituzionale.

Se hai ancora dubbi, ricordati che il progetto indipendentista veneto è stato portato alla ribalta mondiale da Plebiscito.eu, che ha saputo coinvolgere gli organi di informazione di tutto il mondo e che il primo manifesto politico indipendentista completo è stato presentato dal sottoscritto fin dal 2007. È inutile seguire i copioni, scegli l’originale.

#Indipendenza del #Veneto unica soluzione con #Plebiscito e #VenetoSì

Gianluca Busato
Segretario – VenetoSì

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IL VENETO BRUCIA SOTTO LA CENERE DELL’IPOCRISIA SECONDO MATTEO

venezia_bandiera_di_san_marco_2Ora hanno ripristinato una sorta di equilibrio del nulla, tra i due Matteo, Renzi e Salvini, accomunati dall’essere stati ospiti di quiz nelle tv mediaset e ora dal contendersi la gara di chi la spara più grossa.

Inutile però far finta di nulla.

C’è qualcosa di forte, che cova sotto la cenere dell’apparente tranquillità del grigiore di uno stato fallito.

Parliamo del Veneto. Il caso Veneto. La secessione, il separatismo, il Plebiscito Digitale che ha fatto parlare il mondo e fatto preoccupare il burosauro italiano fino a fargli arrestare 24 innocenti con l’accusa di terrorismo, salvo liberarli dopo due settimane.

Sanno bene loro e sappiamo bene noi che qui non si scherza.

Sappiamo tutti che i veneti dello stato italiano ne hanno le tasche piene.

Certo, oggi il regime ci fa vedere i Salvini e gli Zaia, che mostrano la faccia buona dei poltronari attaccati con il bostik alle sedie del regime italiano e del sistema più tangentaro del mondo che al confronto fa impallidire anche i regimi più corrotti e putridi della storia.

Nessuno si illuda.

Sotto la cenere cova la rabbia dei veneti derubati da uno stato ladro e criminale.

Nascosta in mezzo alla nebbia dell’apparente tranquillità si nasconde la nostra fredda e lucida determinazione nel tranciare la carotide al potere del peggior mostro del mondo occidentale, fondato sul furto dei nostri soldi, nella depressione infusa a volontà con il grigiore che quasi appare come inevitabile nella prigione più buia ed illiberale d’Europa e con lo scopo deliberato di spegnere anche la speranza di vivere in un Paese civile.

Il Veneto ha bene in mente la pagina di storia che ha già saputo girare.

Ci stiamo preparando, civilmente, pacificamente e con estrema determinazione a cacciare lo stato italiano fuori dal nostro territorio. Democraticamente. Ma senza appello.

Non illudetevi, schiavisti, ladri e parassiti dell’ultimo baluardo sovietico d’Europa. L’indipendenza del Veneto avverrà. E in un tempo più breve di quanto possiate immaginare.

Veneto Sì

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IL LEONE DI VETRO, UN FILM CHE DOVREBBERO VEDERE TUTTI


leone-di-vetroIeri sera sono stato al cinema. Sono andato a vedere uno di quei film d’autore; quelli considerati dai più un po’ pallosi, un po’ di nicchia; quelli che ci vai solo per accontentare un amico; quelli che …
E invece NO!
Ieri sera sono andato a vedere un film che non ha ancora ottenuto la giusta rilevanza e pubblicizzazione che merita; un film che dovrebbero vedere tutti; un film che, siccome funge un po’ da denuncia, è stato fatto passare un pò in sordina probabilmente su pressione di poteri forti ai quali dà fastidio.
Il film tratta di avvenimenti storici che non ci sono mai stati raccontanti in maniera precisa; quella raccontata non è una storia vera, non lo pretende di essere: ma il periodo storico nel quale questa è immersa è reale, per quanto alcuni possano tentare di nasconderlo con tutte le loro forze.
Non voglio dare giudizi sul film, non è necessario: sono sicuro che chi lo ha visto o vorrà vederlo, avendo già il cuore ed il cervello aperto, sa o saprà come reputo l’opera; gli altri, quelli che “non è nient’altro che un film di parte”, saranno costretti a denti stretti a negare l’evidenza … oppure se ne staranno con la bocca chiusa ad aspettare che la loro coscienza non si ricordi più di tale film.
Ieri sera mi è capitato per la prima volta di uscire da un cinema in mezzo al silenzio più assordante che io abbia mai “sentito”: facce incredule, arrabbiate, deluse, sconcertate … No, non dal film, ma da ciò che questo mette in evidenza.
Ma, d’altronde, rimarrà solo un film d’autore; non sì può e non si deve rischiare che troppa gente lo veda.

Michele De Vecchi
Consiglio Nazionale – “Veneto Sì”

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INDIPENDENTISTI VENETI, PIÙ UNITI DI QUANTO SI CREDA E SI DICA

Se “La Stampa”, uno tra i massimi organi di “informazione” italianisti, lamenta che gli indipendentisti veneti sono divisi, allora vuol dire che forse stiamo facendo la cosa giusta

indipendentisti-veneti-sfilano-a-venezia-piazza-san-marcoOgni tanto si sente un ritornello che accompagna l’azione politica degli indipendentisti veneti: ma dove volete andare se siete divisi in mille componenti?

Se poi questa constatazione non viene più espressa dal sottobosco dell’opinione pubblica veneta, o del popolo dei bar, ma viene fatta propria dagli organi di informazione, allora forse merita dedicarci un minimo di attenzione.

Se inoltre a far propria tale argomentazione non sono più solo i soliti giornali locali, che arredano i bar veneti appunto (non per mancanza di blasone, almeno per alcuni di essi, bensì per autoindotta forma di censura coloniale), ma è un organo italianista per definizione, come La Stampa di Torino, allora qualche riflessione appare proprio doverosa. Specie se nel proprio argomentare, vuoi per caso vuoi per altro, che non sfugge all’attenzione, accosta con un parallelo storico ardito e, per carità, solo in merito al frazionismo, l’indipendentismo veneto alle brigate rosse.

Quali sono allora le divisioni in campo in Veneto? Premesso che è del tutto normale che vi siano diversi schieramenti indipendentisti, avviene in ogni Paese che cerchi la propria libertà e che sta ai veneti capire quali possano essere le migliori prospettive per il proprio futuro, c’è una chiave di lettura che ne spiega perfettamente le ragioni. Il fattore di divisione dell’indipendentismo veneto si chiama lega nord e la ragione è che tale movimento agisce applicando perfettamente il divide et impera di classica memoria.

Quali sono infatti i movimenti in campo? Ve ne sono essenzialmente tre. Di seguito all’articolo riproponiamo un quadro più esaustivo, qui anticipiamo le differenze.

Le uniche differenze non sono di tipo ideologico e nemmeno di programma, perché tutti appaiono abbastanza omogenei (forse anche perché nella loro storia hanno avuto in comune qualche penna ispirata che lo ha vergato).

Essi sono divisi in primis nel credito che danno ai dirigenti della lega nord e in secundis nel credito che danno alle sue iniziative, in particolare il doppio (e già questo ne spiega bene la coerenza) referendum regionale su autonomia e indipendenza del Veneto.

Se quindi si va a vedere il fronte di chi non dà credito ai dirigenti della lega e alle iniziative da loro targate, ci si accorge che c’è un unico fronte che opera, secondo i crismi democratici, composto da Plebiscito.eu, dalla Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta e da Veneto Sì, ognuno con un compito specifico, ma con un’azione corale e sinergica. La trasmissione di ieri di Agorà su Rai 3 lo dimostra, con Gianluca Busato che ha messo in difficoltà Salvini e la lega, oramai scavalcati da Plebiscito.eu sul progetto di indipendenza del Veneto.

Certo, nel panorama, poi vi sono liberi pensatori, non schierati né con l’una né con l’altra organizzazione e talvolta anzi fortemente critici con tutte, ma questo vogliamo pensare che sia una ricchezza del territorio e non certo un limite.

Per la prima volta anzi si è creato un movimento che gode di visibilità internazionale, autenticamente indipendentista e ben distinto finalmente dalla lega nord che finora ha rappresentato un grave problema nelle relazioni internazionali degli indipendentisti veneti con altri movimenti europei e mondiali.

Non chiediamo certo di credere a noi sul punto, ci limitiamo ad osservare che questa è l’opinione dell’autorevole Washington Post, che non si trova nei bar veneti, ma che una qualche autorevolezza la conserva, se ricordiamo che nel 1974 riuscì anche a far dimettere l’allora presidente degli Stati Uniti d’America Richard Nixon per il celebre scandalo “Watergate”.

Redazione Veneto Sì

IL QUADRO DEI MOVIMENTI INDIPENDENTISTI IN VENETO

Quali sono oggi le organizzazioni e movimenti attivi per l’indipendenza del Veneto? Pensiamo sia utile fare un quadro.

Plebiscito.eu, Repubblica Veneta, Veneto Sì

Progetto: dopo l’organizzazione del Referendum per l’indipendenza del Veneto del 16-21 marzo 2014, sono attivi per la creazione delle condizioni per ottenere la piena indipendenza.

Elezioni Regionali: Veneto Sì parteciperà alle elezioni regionali se prima non sarà ottenuta la piena indipendenza e sarà appoggiato da Plebiscito.eu. Si allea esclusivamente con partiti e movimenti favorevoli all’indipendenza del Veneto. Esclude un’alleanza con la lega, in quanto organica al sistema politico italiano e contraria con i fatti all’indipendenza del Veneto.

Indipendenza Veneta, Prima il Veneto

Progetto: vogliono che sia organizzato un nuovo referendum regionale per l’indipendenza del Veneto. Secono la Legge Regionale 16/2014 si devono prima raccogliere 14 milioni di euro dai cittadini. Finora ne sono stati raccolti 76.000, a questo ritmo il referendum si farà forse nel 2029.

Elezioni Regionali: Indipendenza Veneta e Prima il Veneto non si sono pronunciati in merito, affermano che ci penseranno dopo il referendum regionale. Probabilmente parteciperanno e da indiscrezioni raccolte nell’ambiente leghista è probabile vogliano stringere alleanza con la lega nord (e quindi con Forza Italia, Fratelli d’Italia etc). Appare improbabile che si presentino da soli.

Noi Veneto Indipendente

Progetto: hanno più idee al loro interno per ottenere l’indipendenza del Veneto, dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza, al referendum regionale (nel 2029?), ad altro non meglio identificato.

Elezioni Regionali: Parteciperanno in alleanza con la Lega Nord, con Forza Italia, con Fratelli d’ Italia e altri partiti del centro-destra italiano.

 

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PARTE LA DISOBBEDIENZA CIVILE CONTRO IL TITANIC-ITALIA CHE VIETA L’USO DELLA BANDIERA VENETA A TREVISO

Gianluca Busato: “piena solidarietà e sostegno ai cittadini veneti che difendono i propri diritti in seguito a una assurda repressione del diritto di esprimere liberamente la propria opinione”.

bandiera-veneta-2 (1)Mentre il governo italiano porta avanti manovre finanziarie che potremo ribattezzare come manovre delle “tre carte”, o della “disperazione” del Titanic-Italia, ci sono cittadini veneti che cominciano ad applicare forme di disobbedienza civile in risposta a un’assurda repressione del diritto di espressione.

I fatti. Qualche settimana fa alcuni cittadini veneti si trovavano in piazza dei Signori a Treviso, ad assistere tranquillamente ad una protesta dei sindaci della Marca contro alcune imposizioni del Prefetto. Piccolo particolare, le poche persone che si erano ritrovate probabilmente ognuna per accompagnare il proprio primo cittadino, avevano con sé una bandiera veneta, in segno di appoggio alla propria comunità locale trattata come colonia dallo stato centrale.

Alla vista di qualche bandiera veneta, si è verificata una dura reazione delle forze dell’ordine, su chiara direttiva di carattere politico, che hanno contestato ai cittadini veneti il divieto di manifestare. Solo perché portavano con sé una bandiera veneta!! Già questa notizia appare assurda e immotivata, in particolar modo se confrontata con il lassismo e il permissivismo garantito verso manifestazioni spesso intolleranti se non violente di organizzazioni estremiste, dai no global di estrema sinistra alle formazioni di estrema destra, che oggi vengono tollerate in quanto alleate dei partiti italianisti, dal pd alla lega. Guai invece se si usa una bandiera veneta! In quel caso parte l’azione di repressione immediata. Come si faccia a definire dimostrazione non autorizzata un banale e naturale ritrovo di alcune persone che hanno seguito i propri sindaci appare del tutto illogico ed immotivato.

La notizia di oggi invece è però che finalmente diversi cittadini veneti hanno deciso di non farsi calpestare da un chiaro tentativo di divieto della libertà di espressione.

Diversi cittadini veneti quindi hanno deciso di far sapere alla questura che non riconoscono più come proprio uno stato che impedisce loro anche di parlare.

Riportiamo dopo il comunicato il resoconto dei fatti da parte di Daniele Quaglia, presidente della Life di Treviso.

gianluca_busatoGianluca Busato, presidente di Plebiscito.eu e segretario di Veneto Sì ha dichiarato: “esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno ai cittadini veneti cui è stato impedito anche semplicemente di sbandierare la propria bandiera e di manifestare il proprio dissenso e la propria opinione. Questi sono metodi da stato di polizia, o forse meglio ancora da stato fallito che cerca pretesti per impedire anche semplici forme di riscatto civico. Salutiamo con soddisfazione invece la disobbedienza civile che diventa un atto sacrosanto di fronte ad atti che dimostrano invece il classico metodo dei due pesi e due misure: buoni con i violenti che sono alleati dello stato italiano, cattivi con i pacifici veneti che sventolano la propria bandiera e dimostrano amore per la propria terra”.

“Oggi – continua Gianluca Busato – nel triste 148° anniversario del vergognoso sopruso del plebiscito-truffa che con l’inganno e la violenza impose ai veneti l’annessione forzata all’Italia, e forti dell’espressione democratica e popolare che il 16-21 marzo 2014 ha visto oltre due milioni di veneti votare a favore della propria indipendenza, possiamo ben dire che i cittadini veneti dimostrano di non volersi più piegare come schiavi di fronte ad uno stato che dopo averci rubato i soldi e il frutto del nostro lavoro, ora vorrebbe goffamente privarci anche dei nostri sogni. La Repubblica Veneta vive e in breve tempo sarà pienamente e fattivamente indipendente”.

Conclude infine Gianluca Busato: ”I fatti di oggi credo impongano la necessità di manifestare in modo trasversale il nostro appoggio alla bandiera veneta gravemente offesa dalle istituzione italiane attraverso la repressione della libertà di espressione”.

Ufficio stampa – Veneto Sì

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Riportiamo il comunicato stampa sui fatti odierni dal sito della Life (www.life.it):

ITALIA in Difetto Assoluto di Giurisdizione nelle Venethie

daniele-quagliaLo Stato italiano non ha diritti legittimi sul territorio del Popolo Veneto e sui Veneti se non un’autorità illegittima derivante dall’occupazione militare e poliziesca del suddetto territorio.
E’ solo tramite questa che impone le sue leggi, le sue norme e le sue tasse ma il tutto è frutto di un rapporto di forza e non di un rapporto di diritto.
Tutte le occupazioni militari di Stati su altri Stati, si sono prima o poi esaurite ed anche questa occupazione italiana sulle Venethie è destinata ad esaurirsi.
In quanto tempo, dipende dai Veneti che hanno dalla loro parte la forza smisurata della disobbedienza civile, arma pacifica e letale contro i più sanguinari despoti.
Questo ne è un esempio.
daniele-quaglia-2Al sottoscritto è stato notificato da due Agenti della DIGOS (Polizia politica) di Treviso un “invito” a presentarsi in Questura per essere sentito circa la sua presenza davanti alla Prefettura di Treviso durante una contestazione dell’8 ottobre 2014. Si trattava di una contestazione alla decisione del Prefetto di assegnare al territorio ulteriori nuovi clandestini, nata spontaneamente in poche ore, senza avere il tempo di organizzarci e comunicarlo alla Questura svoltasi, peraltro, civilmente senza danni od offese a chicchessia. Poco più di una decina di persone che hanno espresso pubblicamente e civilmente il loro dissenso.
Ma questo in Italia non è consentito.
E così molti di loro dono stati raggiunti dall’ “invito” a presentarsi in Questura.
Sempre il sottoscritto ha negato ai due Agenti della DIGOS l’adesione a questo invito e contemporaneamente ha consegnato loro, per essere portata al Questore, una “Revoca alla convocazione in questura” revoca invito questura redatta su norme del Diritto internazionale e del diritto interno italiano, norme che decretano il “Difetto Assoluto di Giurisdizione” dello Stato italiano sul territorio delle Venethie e sui Veneti rendendo inefficaci sanzioni, ammende ed imposizioni di qualsiasi altro tipo.
repven-2Un piccolo fuoco acceso che i Veneti, seguendo l’esempio, potrebbero trasformare in incendio incontrollabile, come quello che distrusse Roma nel 64 dopo Cristo.
Allora, avanti tutta con la disobbedienza civile.

Daniele Quaglia

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SE LA LEGA VA IN ITALIA, NOI VENETI ACCELERIAMO VERSO L’INDIPENDENZA

Considerazioni dopo la manifestazione di Milano che sancisce l’alleanza tra Salvini e l’estrema destra italiana

lega-merdLa sterzata a destra della lega di Salvini, sancita dalla manifestazione di ieri a Milano e testimoniata dalla presenza di un migliaio di attivisti di Casa Pound dà un assetto diverso al quadro politico, con il battesimo di una formazione nazionalista sull’esempio di Alba Dorata in Grecia e del Front National in Francia.
Le riflessioni sono dovute al fatto che ciò ha implicazioni anche per quanto riguarda l’obiettivo di piena indipendenza del Veneto, dato che molti sinceri leghisti forse si sentivano più vicini a questo tema che non all’accostamento ai ragazzi della destra antagonista sociale di Roma e della Calabria, lasciando perdere la deriva sui programmi che ora sfiorano il ridicolo della spazzatura kalergiana che gira in rete, come ben rimarca L’Intraprendente.
La mossa di Salvini è intelligente (per lui), ma crea un problema a noi veneti, testimoniato anche dal suo recente spostamento verso un percorso autonomista.
Come noto infatti l’autonomia del Veneto è impossibile da raggiungere, per due ragioni su tutte: richiede una maggioranza parlamentare dei 2/3 (700 parlamentari su 1000) e non vi sono soldi nello striminzito bilancio dello stato, appensantito da sprechi immani, non toccati neanche nell’ultima legge di stabilità.
Ciò significa che la resurrezione della lega in chiave italiana per gli indipendentisti costituisce un problema da affrontare e risolvere, oltre alla drammatica dispersione di nuove leve che vi si avvicineranno illuse dall’apparente successo di pubblico: se qualcuno ha scelto di allearsi ad essa, in vista delle prossime elezioni regionali, risulta infatti evidente che la risposta da dare è un’altra ed è alternativa ad essa, con la piena consapevolezza che le manfrine sul nuovo referendum regionale per l’indipendenza sono solo un misero tentativo di addomesticare la battaglia per l’indipendenza del Veneto. A questi signori interessa solo farsi altri 5 anni di gestione di appalti e prebende pubbliche, costruendosi la propria pensione sicura alle spalle dei poveri veneti, continuando a prendere in giro i propri elettori come hanno saputo fare alla grande in 25 anni di fallimenti politici.

Progetto_9N Treviso_WEB (1)Per quanto ci riguarda, sul fronte programmatico sicuramente il progetto istituzionale della Repubblica Veneta che sarà presentato il prossimo 9 novembre a Treviso rappresenterà una solida dimostrazione che intende rispondere sul piano dei contenuti, mentre sul lato dell’azione politica si impone una presa di realtà per evitare di essere deviati dalle follie italianiste che si sono impossessate dei nostri amici leghisti.

Anche perché, com’è evidente a tutti, se non conquistiamo la nostra piena indipendenza in pochi mesi, la desertificazione economica e sociale del Veneto imporrà a una gran parte di veneti di dare un paio di giri di corda alla valigia di cartone per una nuova diaspora che tutti vogliamo evitare, a parte gli irresponsabili rappresentanti politici ora seduti in regione.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì

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TREVISO, VIOLENZA SUI BIMBI IN AULA, GIANLUCA BUSATO: “CHI HA SBAGLIATO PAGHI”

Parte raccolta firme contro i responsabili pubblici che hanno taciuto o causato ritardo nel provvedimento di sospensione del maestro

Monta lo sdegno a Casier, in provincia di Treviso, per il grave fatto di cronaca che ha visto oggi la sospensione del maestro elementare Fernando Cadicamo, 55 anni, origini calabresi. La squadra mobile di Treviso ha notificato un provvedimento di sospensione dell’attività di insegnamento al maestro di scuola elementare per le continue violenze cui sottoponeva (secondo l’accusa) i suoi scolari di età tra i sei e i sette anni.

Schermata 2014-10-15 alle 15.31.43Gianluca Busato, presidente di Plebiscito.eu e segretario di Veneto Sì, a tal proposito ha annunciato che sarà svolta una raccolta di firme per chiedere le dimissioni di tutti i responsabili pubblici che a vario titolo hanno taciuto, non hanno agito, o hanno protratto la situazione esponendo i bambini al grave rischio di essere maltrattati da un mostro.

Gianluca Busato a tal proposito ha dichiarato: “Il fatto è sintomatico di come l’Italia si sia insinuata nel nostro Veneto. Da questo sistema infame noi vogliamo l’indipendenza al più presto. Schermata 2014-03-22 alle 23.48.08Costi quel che costi. Non posso accettare che succeda questo in una scuola del mio paese. Chi ha responsabilità pagherà. L’indipendenza del Veneto serve proprio anche a questo: a non tenere tra i nostri figli un mostro per un anno e mezzo dopo che era stato scoperto, per grave lassismo e inefficienza burocratica. A quanto pare i genitori non sono nemmeno stati informati del fatto dalla preside, che avrebbe nascosto la vera causa. I bambini si rifiutavano anche di andare a scuola e non dicevano nulla ai genitori, per paura. Solo dai giornali è venuta fuori la verità. Tutto ciò è grave ed inaccettabile”.

Ufficio stampa
Veneto Sì

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VAJONT: NELLA REPUBBLICA VENETA NON SAREBBE AVVENUTO

51° anniversario di una strage che vide 1917 morti e nessuna dimissione da parte neanche di uno straccio di sottosegretario

vajont-959x600La strage del Vajont, di cui oggi ricorre il 51° anniversario, è stato il tragico frutto una lunga catena di gravi irresponsabilità pubbliche che hanno rappresentato in maniera drammatica e senza pari lo stato italiano nella sua peggiore espressione, tra lassismo, mancanza di controlli e profonda corruzione.

1917 morti a Longarone, Erto e Casso, senza nemmeno uno straccio di dimissioni del più misero tra i sottosegretari. Possiamo dire con certezza che nella Repubblica Veneta indipendente una simile tragedia, causata dalla mancanza di valori umani, non sarebbe potuta avvenire.

vajont-1963Come già scrissi, il racconto di quegli attimi spaventosi fa parte della memoria collettiva di tutti i veneti e costituisce un fatto drammatico, che ci accomuna e rappresenta per noi veneti un giorno di lutto nazionale autentico. Un segnale terribile di distacco da uno stato che ancora oggi guarda al tragico evento con l’ipocrisia tipica di una capitale lontana, confermata dalle parole del primo ministro italiano di oggi, che neanche lontanamente prova l’idem sentire di quegli attimi che hanno scolpito la nostra storia.
Il 9 ottobre 1963 i cittadini di Longarone, Erto e Casso sono rimasti soli ed è rimasto solo l’intero Veneto unito in una tragedia senza pari.

Ricordo allora che fu esattamente un anno fa, in occasione del 50° anniversario di quel tragico evento, che, per qualche oscura ragione del destino, concepii l’idea del Plebiscito Digitale, che di lì a pochi giorni sarebbe stato annunciato al pubblico prima in un evento pubblico a Verona e quindi in un convegno che si tenne ad Este.

E come non ricordare allora che fu proprio un comune duramente colpito della tragedia, Castellavazzo, oggi unitosi a Longarone, che il 5 aprile 2013 per primo approvò il sostegno al referendum di indipendenza del Veneto?

Voglio riportare alla memoria questi piccoli episodi poiché anche nei momenti più bui si trovano i segnali per far vincere la vita sulla morte.

Se c’è una ragione che più delle altre rappresenta bene la necessità di cambiare corso con la nostra piena indipendenza è proprio la strage del Vajont che simboleggia al massimo la distruzione del nostro territorio e l’esigenza di una sana e virtuosa gestione della res pubblica che sia improntata su valori oggi calpestati dallo stato italiano.

Gianluca Busato
Segretario – Veneto Sì