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MONITORAGGIO RACCOLTA FIRME PER ELEZIONI REGIONALI DEL VENETO 2015

regionaliAiutaci a monitorare l’andamento in tutti i comuni del Veneto delle sottoscrizioni alle nostre liste per presentarci alle elezioni regionali. Dobbiamo raccogliere circa 13.000 firme entro il mese di aprile.

Compila il modulo seguente per collaborare a monitorare l’andamento della raccolta firme.

    Monitoraggio raccolta firme per elezioni regionali del Veneto 2015

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    FACEBOOK HA SOSPESO SALVINI? HA FATTO BENE!


    Schermata 2015-04-09 alle 11.54.14La notizia di oggi, pensate un po’, è che facebook ha sospeso Salvini per 24 ore per il suo linguaggio improntato all’odio e al razzismo. Secondo noi facebook ha fatto bene!
    Primo, perché facebook è una proprietà privata e se ha alcune regole le devi rispettare. Secondo, perché le sue policy sono giuste. Non ha senso propagandare odio fine a sé stesso e chi lo fa dimostra di non avere in realtà un progetto politico proprio e cerca solo di nascondere il proprio vuoto cosmico di idee.

    Questo spiega perché la lega in 25 anni ha collezionato solo fallimenti: non ha portato a casa nulla per il territorio che diceva di promuovere, se non aumenti di tasse e distruzione del tessuto socio-economico.

    Oggi infatti sono costretti in fretta e furia a reinventarsi partito italianista, dopo essere passati attraverso secessione, autonomia, federalismo a geometria fissa, a geometria variabile, fiscale, differenziato e chi più ne ha più ne metta. Oggi urlano no euro, però gli euro degli stipendi da parlamentari hanno fatto loro comodo tanto che si sono comprati i diamanti e hanno fatto investimenti in Tanzania.

    Oggi nelle elezioni regionali del Veneto ci troviamo di fronte alla scelta di chi promette altri 5 anni di buon governo. Ma quali sono stati gli esiti degli ultimi 5 anni? Solo miseria e distruzione anche della speranza.

    Plebiscito.eu e Veneto Sì in due sole settimane hanno saputo fare qualcosa di molto più concreto per l’indipendenza, grazie a un referendum che ha visto votare oltre due milioni di veneti che all’89,10% hanno detto di sì all’indipendenza della Repubblica Veneta e che sabato 28 marzo scorso hanno visto il primo riconoscimento internazionale ufficiale con la certificazione del comitato degli osservatori internazionali.

    Ora completiamo l’opera con il voto nelle prossime elezioni regionali alle liste di Plebiscito.eu e Veneto Sì, che tutti i cittadini possono e devono sottoscrivere a partire da domenica prossima 12 aprile in tutti i comuni del Veneto, permettendoci di completare la rivoluzione digitale con il sorriso staccandoci dal peggiore mostro burocratico d’Europa e riportando il Veneto indipendente nel novero del mondo civile.

    Gianluca Busato
    Candidato Presidente del Veneto
    per Veneto Sì / Plebiscito.eu

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    LETTERA APERTA AL COMITATO ELETTORALE DI GIANLUCA BUSATO

    3 VenetoSI_26x19Cari amici,

    vi ringrazio per la vostra adesione al Comitato Elettorale che promuove la mia candidatura a Presidente del Veneto.

    In questi giorni è iniziata una campagna elettorale anomala, nella quale i partiti occupano militarmente tv e giornali e i loro candidati governatori del Veneto sono in tv ad ogni ora: tra poco faranno anche le previsioni del tempo e leggeranno le estrazioni del lotto.

    Il motivo è chiaro: hanno una paura incredibile degli oltre 2 milioni di veneti che un anno fa hanno votato per l’indipendenza del Veneto e dei quasi 1,6 milioni che un mese fa hanno eletto il Parlamento Veneto.

    Per tale ragione noi parleremo direttamente al Popolo Veneto, senza intermediari.

    Non faremo pubblicità convenzionale, almeno per ora.

    Nella prima fase dobbiamo raccogliere le firme dei cittadini direttamente nei municipi dei Comuni di residenza, presso gli uffici elettorali. Dobbiamo raccogliere circa 12-13.000 firme entro il mese di aprile, per poter presentare le liste il 1° e 2 maggio, a norma di legge. I partiti italiani si sono ovviamente esentati per legge dal doverle raccogliere, mentre noi siamo obbligati a farlo.

    Da oggi è partita la distribuzione dei moduli ufficiali di raccolta in tutti i comuni. L’operazione di distribuzione si completerà entro pochi giorni. Se anche voi ci aiutate in quest’opera di distribuzione dei moduli presso i comuni raggiungiamo velocemente anche i più piccolini. Contattate il coordinatore territoriale a voi più vicino: trovate i numeri di telefono in http://blog.plebiscito.eu/organizzazione/

    Quindi entro 2-3 giorni, al massimo da domenica prossima ogni comune del Veneto avrà i moduli depositati pronti per essere firmati dai cittadini veneti.

    E’ un obiettivo alla nostra portata. Se ognuno di noi si impegna a raccogliere 20-30 firme, convincendo i nostri famigliari e conoscenti a recarsi nel proprio comune a firmare le nostre liste e fare a loro volta passaparola ci riusciamo in pochi giorni. Vanno firmati due moduli: uno per la sottoscrizione della lista con il contrassegno di Veneto Sì, con i candidati consiglieri regionali, e una per la sottoscrizione della mia candidatura a presidente della giunta regionale, contraddistinta dal contrassegno di Plebiscito.eu e con il mio nome e cognome stampato. Ogni cittadino può firmare solo una lista di candidati consiglieri e solo una lista di candidato presidente.

    Ovviamente coinvolgeremo tutti i veneti che hanno votato il referendum e il parlamento veneto on line affinché si rechino a firmare nei municipi, ma il vostro aiuto in questo caso è fondamentale, perché non basta un clic dei cittadini, ma devono recarsi di persona presso gli uffici elettorali del proprio comune e quindi l’opera di convincimento personale è fondamentale.

    Per consentire a tutti di sottoscrivere i moduli, i comuni con almeno 3.000 abitanti da domenica 12 aprile saranno aperti almeno 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 8 ore al giorno il sabato e la domenica. I comuni con meno di 3.000 abitanti saranno invece aperti 5 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 4 ore al giorno il sabato e la domenica.

    A margine e subito dopo questa operazione, partirà quindi un’azione corale per informare il Popolo che è partita una rivoluzione digitale per l’indipendenza del Veneto e che essa ora va completata con il mandato diretto a Veneto Sì, a Plebiscito.eu e in ultima analisi al sottoscritto,per smantellare l’istituzione italiana della regione Veneto e confermare la dichiarazione di indipendenza del Veneto del 21 marzo 2014 di Treviso.

    La piena indipendenza ci è necessaria per creare il Veneto del futuro che sarà la nuova Singapore d’Europa, in grado di intercettare i grandi cambiamenti geopolitici ed economici in corso, come ad esempio le nuove vie della Seta che valgono oltre 21 triliardi di dollari e che saranno completate nel 2025 e che hanno come proprio baricentro strategico e logistico Venezia e il Veneto.

    Con il tuo fondamentale aiuto ci riusciremo prima e meglio!

    Da qui al 31 maggio prossimo dobbiamo riuscire nell’impresa di far arrivare il nostro messaggio a tutti i veneti desiderosi di avere un futuro degno del nome che portano!

    Grazie per la collaborazione

    Gianluca Busato
    Candidato Presidente del Veneto
    per Veneto Sì / Plebiscito.eu

    Alcuni video:

    Video-messaggio di Gianluca Busato dell’8 aprile 2015

    Gianluca BUSATO e referendum Indipendenza del Veneto – Venezia 28 marzo 2015

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      INIZIA LA BATTAGLIA PER LA LIBERTA’. SPAZZIAMO VIA LA PARTITOCRAZIA ITALIANA DAL VENETO

      Indipendenza e civiltà si ottengono dando fiducia all’unica forza che ha un progetto concreto di benessere per il futuro del Veneto.

      follaVisibilità. La battaglia per le elezioni regionali è entrata nel vivo e gli eserciti della partitocrazia cleptomane italiana ha occupato militarmente televisioni e carta stampata.
      Il nostro messaggio indipendentista difficilmente potrà competere con il loro sui quei mezzi di loro proprietà e dovremo abituarci a sentire la frase “non avevo mai sentito il vostro nome”, in quanto le persone hanno la memoria corta.
      Quando ce lo diranno, rispondiamo “noi siamo quelli che hanno organizzato il referendum di indipendenza del Veneto nel 2014, ottenendo oltre due milioni di voti per la Repubblica Veneta: abbiamo fatto più noi in 2 settimane per l’indipendenza che non la lega in 25 anni di bugie e di diamanti”.
      Scherzi a parte, è chiaro ed evidente che nelle prossime 7 settimane dovremo abituarci ad affrontare una campagna “carsica”, “sotterranea”, che prevede la nostra capacità di diffondere i messaggi in profondità nel tessuto sociale del Veneto profondo.

      Progetto. È il nostro punto di forza. L’impossibilità tecnica di indire un nuovo referendum regionale svuota i partitini indipendentisti che corrono a fianco della lega o in ordine sparso e che non hanno avuto il coraggio di affiancarsi a Veneto Sì e Plebiscito.eu nel sostenere il referendum di indipendenza del Veneto del 2014, oggi certificato a livello internazionale. I partiti italiani vivono solo di bugie e di furto dei nostri soldi e nessuno di loro ha uno straccio di visione per il futuro. Gli unici che hanno un progetto concreto e stanno operando fattivamente per la sua attuazione siamo noi.

      Voto utile. Molti ritengono che un voto per l’indipendenza possa essere sprecato alla luce del confronto tra destra e sinistra. La spaccatura di entrambi i fronti italiani dimostra invece che neanche al loro interno credono più a tali bugie, finalizzate solo a perpetrare il furto dei nostri soldi, per garantire la mangiatoia italiana ai danni del Veneto. Una cosa è erta: il voto dato a loro è inutile e questo è scientificamente dimostrato da 25 anni di furti e fallimenti ai danni dei Veneti. L’unica soluzione è data dall’indipendenza e l’unica forza concreta che ha saputo dare la voce ai cittadini veneti è Veneto Sì / Plebiscito.eu. Il voto a noi significa indipendenza, libertà, speranza, futuro, civiltà. È l’unico voto utile per spazzare via la partitocrazia italiana dal Veneto e mandarli a lavorare (e più di qualcuno anche in galera).

      Come sarà il Veneto indipendente nel 2025? Meno di un quarto delle tasse che paghiamo oggi per avere un 10-30% di aumenti in servizi ai cittadini. Dove troviamo i soldi per finanziare tutto ciò? Semplice, trattenendo ciò che oggi ci viene rubato o viene sprecato, che ogni anno con l’indipendenza genera un surplus finanziario di 20-40 miliardi di euro. Il Veneto sarà isolato nel mondo globale? No, il Veneto e Venezia saranno il nuovo hub globale che farà da baricentro logistico delle nuove reti di comunicazione intercontinentali. Un esempio? Le nuove vie della seta, che dall’Asia per terra e per mare si uniscono a Venezia, che saranno terminate nel 2025 e che prevedono una capitalizzazione di 21,3 triliardi di dollari. Esse sono un nuovo Piano Marshall che necessita della piena indipendenza del Veneto per trasformare la nostra Terra da incubo italiano a snodo strategico di una nuova forma di civiltà globale interconnessa.

      Firme. Entro pochi giorni i moduli di raccolta firme saranno distribuiti in tutti i municipi del Veneto. Prepariamoci a una mobilitazione di massa per far firmare tutti i nostri concittadini. Per presentarci alle elezioni servono 12.500 firme in tutto il Veneto e dovremo raccoglierle velocemente entro fine aprile.

      Passaparola. La nostra arma vincente è il coinvolgimento capillare dei veneti, come abbiamo dimostrato di saper fare a marzo 2014 e anche nel mese scorso. Ora ci aspetta un nuovo compito, ma sarà una gioia portarlo a termine, sapendo che è il passaggio per la conquista della libertà.

      Ufficio comunicazione
      Veneto Sì – Plebiscito.eu

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        QUOTE LATTE, UNA BOLGIA INFERNALE ITALIANA CHE TUTTO INGHIOTTE. INDIPENDENZA UNICA SOLUZIONE

        Ennesima dimostrazione del fallimento del sistema-italia e della necessità del sostegno a chi rappresenta internazionalmente la questione dell’indipendenza del Veneto

        quote_latte“Ho chiuso la stalla per colpa delle quote latte e adesso lavoro come dipendente” questa è la voce di uno dei tanti allevatori che giocoforza ha rinunciato alla sua libertà d’impresa.

        Sulla questione delle “quote latte” si potrebbero scrivere mille storie una per ogni imprenditore.

        I politici e burocrati italiani hanno detto tutto e il contrario di tutto ma, basta leggere le conclusioni della Corte dei conti (Deliberazione n. 20/2012/G) per far crollare il loro castello di MENZOGNE ed inchiodarli alle loro responsabilità: “la difficoltà nel tutelare gli interessi nazionali in sede diplomatica durante le trattative per la definizione del mercato unico del latte, la tardiva e, spesso, incoerente trasposizione della normativa dell’Unione europea in sede legislativa nazionale, la confusione nella determinazione dell’esatta produzione di latte a livello nazionale per l’inattendibilità dei dati forniti dall’amministrazione e dalle categorie di produttori […] hanno condotto – in un intreccio di responsabilità a vari livelli (politico, legislativo, amministrativo, delle categorie dei produttori stessi) – la trentennale gestione delle quote latte – giunta, peraltro, ormai, alla sua scadenza, prevista per il 2015 – ad un livello di criticità notevole” per trarre le prime considerazioni sulla questione”.

        Di chi è la colpa? Sono gli stessi parassiti che ci dicono la verità: “decreti legge spesso reiterati o abbandonati, leggi di conversione che modificano sostanzialmente i decreti legge, norme retroattive, commissioni governative e ministeriali, ricorsi giurisdizionali, contenzioso ricorrente con la Commissione, nuovi e contraddittori assetti per l’ente di settore (A.i.m.a./Ag.e.a.): tutto ciò, già al primo approccio, evidenzia orientamenti ed indirizzi confusi e, talvolta, confliggenti nella gestione della vicenda delle quote latte”.

        Ora, in perfetto stile italico, DICONO che dovrebbe pagare Pantalone e così con “la legge di stabilità 2014 il Governo ha deciso di modificare l’articolo 8 del decreto-legge n. 5 del 2009, nel senso di affiancare alla Guardia di finanza anche le società del gruppo Equitalia, al fine di garantire una maggiore efficacia della riscossione, anche in considerazione delle difficoltà applicative della previgente normativa che avevano determinato, di fatto, il rallentamento della fase esecutiva. […] In proposito Agea ed Equitalia hanno già predisposto 1.405 cartelle esattoriali con interessi aggiornati al 31 dicembre 2014, attualmente in fase di notifica agli interessati.” per il recupero del “dovuto di 1.343 milioni di euro”.

        Non ci vuole molto a capire che la vicenda delle quote latte è paragonabile ad una bolgia infernale che tutto inghiotte. Una bolgia dove l’intreccio di responsabilità politiche, legislative, amministrative, delle categorie e dei produttori stessi accomuna truffati a truffatori, onesti a disonesti, corrotti e corruttori.

        Alcuni produttori di latte hanno venduto la propria anima al miglior offerente per salvare l’azienda, altri si sono fatti sopraffare dalla disperazione. La maggior parte di loro ha voluto credere alle vane promesse del politico italiano di turno che prima intascava il voto per poi si dimenticava di loro, intanto le multe e sanzioni andavano alle stelle.

        SE i produttori vogliono veramente uscire dal problema non c’è altra via che fare un salto di paradigma.

        DEVONO essere consapevoli che cambiare l’uomo ma operare nello stesso scenario e nella stessa acqua melmosa non risolve in problema.

        La vera soluzione è cambiare acqua e contenitore. Ciò significa cambiare il contesto dove la responsabilità assuma valore assoluto, la giustizia sia rapida e certa, dove chi sbaglia paga qualunque sia la sua posizione.

        La certificazione di validità e di legittimità del referendum di indipendenza del Veneto firmata dal Comitato degli Osservatori Internazionali è un punto di non ritorno anche da un punto di vista legale e del diritto internazionale.

        La piena e fattiva indipendenza della Repubblica Veneta è più vicina e “il silenzio di questi giorni testimonia il terrore della partitocrazia italiana di fronte ad un cambio di livello inaspettato. Questo è niente rispetto a ciò che ci attende a breve”

        Il sistema Italia è fallito, insieme ai suoi complici, su tutti i fronti.
        Ora la domanda è semplice: VENETO SI o VENETO NO?

        Mauro Fontana
        Consiglio Nazionale – VenetoSì

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          VENETO INDIPENDENTE, UNA TERRA DI OPPORTUNITA’ GLOBALE E IPERCONNESSA

          Progettualità moderna, concreta ed innovativa per trasformare Venezia e il Veneto nel più avanzato hub globale del mondo

          giane-HUBDiverse persone che hanno assistito ai nostri eventi e presentazioni sono rimasti stupiti dall’apertura mentale ed internazionale che non si aspettavano da parte di un movimento indipendentista e che ai loro occhi ci promuove come soggetto più avanzato ed innovativo che sia presente nello scenario politico veneto e non solo.
          Noi in effetti diamo per scontata la nostra capacità di tracciare scenari e progetti che spaziano dalle nuove vie della seta al venture capital, dalla creazione di una rinata Città-Mondo Veneta alla nostra intenzione di creare una piattaforma libera che attraverso la predisposizione di politiche competitive di attrazione di investimenti trasformi il Veneto nella Singapore d’Europa entro il 2025.
          Una Terra iperconnessa a una nuova rete mondiale di comunicazione e interscambio di culture, commerci e civiltà che sappia trasformare Venezia e il Veneto in un hub globale che porti benessere, pace e libertà.

          Non siamo il classico gruppo folkloristico rivolto in adorazione inebetita al proprio passato glorioso, infarcito di ottusità e che vive di chiusura mentale inneggiando all’autarchia, al no euro, alla nostalgia di un’Arcadia che esiste solo nei loro incubi.
          Non siamo i profeti dell’interventismo pubblico e delle garanzie parassitarie pagate con il furto del frutto del lavoro degli schiavi produttori né i cantori della burocrazia ottusa e della casta partitocratica che ha saputo trasformare l’Italia nel regno del degrado civile e culturale.
          Veneto Sì e Plebiscito.eu vogliono proprio creare una nuova comunità moderna, tollerante, aperta al mondo e all’interscambio culturale, basata sul rispetto delle regole e sul senso civico, dove i cittadini detengono lo scettro del comando attraverso l’istituto sacro della democrazia diretta e dove le idee degli imprenditori e dei giovani trovino terreno fertile sia dal lato infrastrutturale sia dal lato finanziario e legislativo per garantire un motore di crescita e sviluppo, nel rispetto dell’ambiente e valorizzando il territorio per dare forza alle nostre risorse e patrimoni, come ad esempio il turismo, unico settore economico non delocalizzabile.

          Nel corso delle prossime settimane daremo il via ad eventi tematici esclusivi e riservati per approfondire la progettualità del Veneto indipendente che ci trasformerà in una straordinaria Terra di opportunità.

          Qualcuno ha detto che forse siamo troppo moderni, concreti ed innovatori. Quel qualcuno la sapeva lunga ed aveva perfettamente ragione.

          Gianluca Busato
          Candidato Presidente del Veneto
          per Veneto Sì

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            ELEZIONI REGIONALI, ZAIA HA FALLITO: ORA UN NUOVO PLEBISCITO PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO

            Dopo la certificazione internazionale del Plebiscito Digitale, al via la nuova sfida di Gianluca Busato per Palazzo Balbi

            3bis VenetoSI_26x19Dopo la certificazione internazionale del referendum di indipendenza del Veneto, che sabato scorso a Cà Vendramin Calergi ha visto il pronunciamento favorevole ed ufficiale del Comitato degli Osservatori Internazionali (COI), è doveroso fare un passaggio di chiarezza sul progetto di indipendenza del Veneto.
            Innanzi tutto merita dipanare un dubbio che obnubila le menti di alcuni: è possibile che si svolga un nuovo referendum regionale di indipendenza del Veneto?
            No, spiacenti, ma non è possibile, perché il governo italiano ha fatto scattare l’impugnazione della legge regionale 16/2014 presso la corte costituzionale che il prossimo 28 aprile porrà la pietra tombale su tale procedimento e su ogni altra iniziativa simile che dovesse essere riproposta.
            D3S_0331È possibile in alternativa effettuare un blitz che veda la regione dopo le elezioni riapprovare una nuova legge e magari approvare l’indizione del nuovo referendum regionale giocando sui tempi?
            Ancora no, per due motivi. Primo, si ripronuncerebbe la corte costituzionale e, come insegna il caso spagnolo, anche i tempi veloci non impedirebbero di certo altrettanta solerzia nell’intervento di contrasto da parte dei diòscuri dello stato italiano. In secondo luogo perché la macchina amministrativa è sotto ferreo controllo della burocrazia italiana e dell’ordine prefettizio centralista, che con un semplice colpo di tosse spazzerebbe vie eventuali colpi di mano regionali o comunali.
            D3S_0321Quella strada è stata con tutta evidenza sbarrata dallo stato centrale.

            Quindi? Non si fa più nulla?

            Certo che si procede per l’indipendenza, ma la strada da percorrere è un’altra, senza alternative. È quella intrapresa con il referendum di indipendenza del Veneto del 2014, oggi finalmente spendibile a livello internazionale grazie al pronunciamento del 28 marzo da parte del COI a Venezia. I primi segnali già ci sono. Stiamo attendendo il momento migliore per calare gli assi, perché in gioco ci sono il futuro del Popolo Veneto. L’esercito dei partiti italiani è schierato compatto a difesa della fortezza romana in Veneto, mantenuta dai suoi servi locali, ovvero i rappresentanti di lega nord, pd e schifezza italiana varia, compresi i disturbatori che continuano ancor oggi a rimestare le acque torbide dell’equivoco ideologico.
            D3S_0322Il governo guidato da Luca Zaia ha dimostrato il fallimento della lega dilaniata che abbaia alla luna e del suo inesistente progetto politico. I veneti hanno finalmente l’occasione storica di votare in massa per l’indipendenza: oggi vi sono infatti tutte le condizioni ideali perché dalle urne esca un autentico plebiscito per la nostra libertà. La situazione socio-economica – al di là dei messaggi ottimistici da parte del governo italiano – è ancora grave e non risolta. L’unica possibilità concreta di uscire dall’impasse è di liberare il surplus finanziario del Veneto di circa 20-40 miliardi di euro all’anno tra tasse che oggi non tornano nel territorio oppure che vengono sprecate per cattiva gestione tutta italiana. Con tale cifra possiamo adottare le misure necessarie per riattivare un ciclo economico di crescita, iniziando dall’abbassare le tasse al massimo a un quarto rispetto a quelle odierne e aumentando nel contempo gli investimenti in servizi ai cittadini di un 10-30% in più a seconda dei comparti.
            braudel (1)La nostra è l’unica proposta sul tappeto che permette al Veneto di entrare nella nuova dimensione globale della modernità, riportando in auge la città-mondo, come Fernand Braudel amava chiamare la Serenissima, uno dei massimi storici del ‘900.
            Se avete notato nelle televisioni non si parla di indipendenza. Né tantomeno del fatto clamoroso che ha visto l’89,10% di oltre 2,3 milioni di veneti votare a favore della Repubblica Veneta. Però è altrettanto evidente che in questa tornata possiamo far avvenire un nuovo miracolo con il passaparola. Abbiamo la più vasta e radicata rete di volontari indipendentisti che mai si sia formata in Veneto. Scateniamoci nel portare alle urne tutto il Popolo Veneto, con il passaparola nei bar e nelle nostre piazze, con il web, con ogni modo che sia utile e necessario per far emergere il nuovo Plebiscito per l’indipendenza del Veneto.
            Il mondo ci sta osservando e fa il tifo per noi. Ora la partita è tutta da giocare e la porta è sguarnita. Fare goal non è mai stato così facile!

            Gianluca Busato
            Candidato Presidente del Veneto
            per Veneto Sì – Plebiscito.eu

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              GIANLUCA BUSATO: “SIAMO GLI UNICI AD AVERE UNA VISIONE STRATEGICA PER IL VENETO A 10-20-30 ANNI”

              Intervista a Gianluca Busato sulle implicazioni del riconoscimento del referendum di indipendenza del Veneto nella campagna elettorale regionale

              gianluca-busato-veneto-si[Treviso, 27 marzo 2015] – Domani a Venezia si terrà la cerimonia con la firma e la consegna da parte del Comitato degli Osservatori Internazionali a Plebiscito.eu del Final Report della certificazione politica della votazione sul referendum di indipendenza del Veneto che si è tenuto dal 16 al 21 marzo 2014.

              L’atto darà il via alla formalizzazione di relazioni internazionali con le istituzioni governative e intergovernative volte al riconoscimento dei risultati del referendum e alla conseguente dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta.

              L’evento avrà d’altro canto anche ripercussioni di politica interna, alla luce delle imminenti elezioni regionali. Lo abbiamo chiesto a Gianluca Busato, che oltre ad essere il presidente di Plebiscito.eu è anche candidato presidente del Veneto per Veneto Sì.

              regionaliBusato, cosa cambia da domani nella campagna per le elezioni regionali?

              Innanzi tutto cambia il quadro, essendoci una investitura di carattere internazionale che completa ancor più il nostro disegno per l’indipendenza del Veneto. Se il consenso popolare sarà confermato anche nelle elezioni regionali potrà esserci un altro tassello che andrà a completare il quadro rafforzando la richiesta di riconoscimento di indipendenza della Repubblica Veneta e velocizzandone l’esito positivo.

              Come si pone di fronte agli altri candidati?

              Ognuno di essi porta avanti un copione già scritto da altri in altri luoghi dove si decidono le sorti del Veneto quale regione sottoposta ad oppressione fiscale, economica, sociale, culturale e filosofica. Sono pertanto dei comprimari di partito che cercano spazio all’interno delle loro organizzazioni di potere che hanno un centro di interessi lontano dal Veneto e spesso in conflitto con la nostra Terra. È emblematico, ad esempio, che nel periodo di governo regionale di Luca Zaia lo stato italiano abbia sottratto ai veneti circa 100 miliardi di euro di tasse mai tornate nel territorio sui 350 pagati in totale e che lui e la sua principale rivale televisiva Alessandra Moretti su questo punto siano concordi nell’accettarlo come condizione incontrovertibile di appartenenza allo stato italiano.

              Come si differenzia da loro sul piano internazionale?

              Mi ha impressionato constatare inoltre che essi siano totalmente ignari del potenziale internazionale di cui godono Venezia e il Veneto, alla luce di un’epoca che si sta aprendo di grandi cambiamenti geopolitici. Mi impressiona in generale in tutti l’assenza di un minimo piano strategico di cosa possa fare il Veneto tra 10-20-30 anni. Nessun candidato è minimamente consapevole di quali siano le trasformazioni geopolitiche e tecnologiche globali in atto e come sia impensabile affrontarle senza una capacità di visione di insieme. Sono dei semplici esecutori e gerarchi di partito senza alcuna capacità decisionale propria su aspetti cruciali del presente e del futuro del Veneto.

              BusatoGianluca (1)_singaporeQuale potrà essere il ruolo internazionale del Veneto nel futuro?

              Si aprono nuove ed inedite prospettive per il Veneto alla luce dei grandi investimenti internazionali nella realizzazione pianificata entro il 2025 delle nuove vie della seta, che vedranno Venezia e il Veneto divenire snodo strategico e baricentrico dei commerci internazionali. Saremo la nuova Singapore d’Europa, cui guardiamo anche per l’esempio straordinario che sa dare al mondo nella pubblica amministrazione. Saremo inoltre rafforzati da una tradizione democratica, che sarà rafforzata da un modello di democrazia diretta, come avviene in Svizzera, dove i cittadini possono decidere ogni cosa tramite referendum popolari, comprese le tasse.

              Per quanto riguarda l’economia, quali sono secondo lei i nodi cruciali che devono affrontare le imprese venete?

              Uno su tutti. Il problema dello scarso accesso al credito delle imprese venete e della loro sottocapitalizzazione. Cosa propongono Zaia e Moretti? Sempre e solo accesso a fondi pubblici, spesso senza la minima capacità progettuale e, soprattutto, al sistema del credito bancocentrico, affetto da nanismo, sofferenze bancarie e intossicato di titoli pubblici italiani. Chiediamo a qualsiasi imprenditore quanto sia facile ottenere accesso al credito presso le banche e prepariamoci a una sonora risata come risposta.

              VolantinoA5_ComunicatoQual è la vostra soluzione?

              Bisogna evolvere l’attuale sistema di capitali, attraverso la creazione e la catalizzazione dei fondi di venture capital e di private equity. Basti pensare a come una Apple in poco tempo sia potuta diventare la più grande azienda del mondo partendo dalle idee brillanti di alcuni ragazzi in un garage. Avrebbe mai potuto reperire il capitale di rischio necessario con un sistema bancocentrico come quello veneto e italiano? No, così come non possono farlo le migliaia di microimprese geniali venete che oggi non hanno a disposizione interlocutori con strumenti economico-finanziari globali idonei allo scopo. Noi stiamo conducendo nel territorio un’opera di informazione e di predisposizione della società civile veneta affinchè faccia questo salto di qualità necessario per competere nel mondo globale. Siamo gli unici ad aver compreso l’importanza cruciale di questa evoluzione del tessuto socio-economico veneto. La dotazione di questi strumenti economico-finanziari globali permetterà un aumento del finanziamento alle imprese che stimiamo come minimo da un 900% a un 3.000% annualmente in più rispetto ad oggi.

              Sempre in ambito economico, ai cittadini veneti cosa propone?

              Il Veneto indipendente, semplicemente trattenendo ciò che oggi viene rubato al Veneto dallo stato italiano, 20 miliardi di euro ogni anno, e ciò che viene sprecato con l’uso dei soldi delle tasse pagate dai veneti, altri 10-20 miliardi di euro sempre ogni anno, un lavoratore che oggi prende 1200 euro al mese si vedrà aumentare lo stipendio di 500 euro netti in busta paga ogni mese, portando lo stipendio a 1700 euro netti. Idem per i datori di lavoro, al ribasso. Famiglie e imprese pagheranno al massimo un quarto delle tasse che pagano oggi all’Italia e in cambio vedranno un aumento tra il 10 e il 30% negli investimenti annuali in servizi ai cittadini, ovvero scuole, strade, sanità, assistenza socio-assistenziale e domiciliare. Il Veneto indipendente avrà le risorse oltrechè per pagare le pensioni ai veneti (oggi minacciate dall’Italia), anche per alzare le pensioni minime a 1.000 euro.

              Alla luce dei risultati eclatanti nel referendum di indipendenza del Veneto e delle ultime elezioni on line del Parlamento Veneto le elezioni regionali sembrerebbero quasi una passeggiata per lei…

              Così sarebbe se noi fossimo in una democrazia compiuta. L’Italia però è di fatto un regime partitocratico, con controllo degli organi di informazione e del sottobosco clientelare e corporativo che tiene legate molte persone a un sistema di potere odiato dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Praticamente ogni sera in televisione appaiono i candidati governatori del Veneto dei partiti italiani: tra poco leggeranno anche le previsioni del tempo, le informazioni sul traffico e le estrazioni del lotto. E di giorno i quotidiani sono occupati militarmente dalle loro vacue dichiarazioni, prive di alcuno spessore programmatico.

              Inoltre, fattore ancor più critico, esiste una forte e giustificata avversione verso ogni tipo di elezione italiana, che ha creato un forte astensionismo, in particolare nelle fasce di popolazione più vicine al nostro progetto. La sfida sta nel comunicare loro che finalmente si è aperta una finestra per il cambiamento e che se sapremo cogliere al volo tale opportunità per noi si realizzerà la piena indipendenza del Veneto, che gode di grande consenso a livello internazionale.

              Grazie per il tempo concesso e buona cerimonia per domani!

              Grazie a lei, con l’augurio che la cerimonia sia una festa per tutti i veneti!

               

              Ufficio stampa – Veneto Sì
              Silvia Gandin

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              PERCHE’ L’UNIONE EUROPEA E LE ALTRE GRANDI POTENZE ECONOMICHE DOVREBBERO SUPPORTARE IL PROCESSO DI INDIPENDENZA DEL VENETO

              a-zanettiUna delle regioni più produttive dell’Italia è attualmente soffocata da una delle più alte pressioni fiscali del mondo. La triste congiuntura di una burocrazia ormai di dimensioni mastodontiche che affliggono non solo la libertà d’impresa, ma anche l’efficienza del l’output economico di una economia di mercato che sopravvive grazie solo all’economia sommersa, unita ad un sistema di giustizia che ha irrimediabilmente fallito, perdendo una delle sfide più importanti sotto il profilo dell’occidentalizzazione democratica dello stato di diritto, sta creando un’ambiente sterile su cui basare investimenti che non potranno mai essere produttivi, e proprio per questo clima di incertezza da parte di investitori (in particolar modo esteri) e di rassegnazione da parte di imprenditori e risparmiatori nazionali, l’Italia rischia di trascinarsi nel baratro tutto il sistema europeo.

              Il Veneto ha una ricchezza dovuta in parte dal suo patrimonio artistico, culturale e naturale, frutto di un connubio perfetto tra la millenaria storia di una delle repubbliche più libere di sempre, e una geografia (anche economica) che ha permesso uno sviluppo immenso del settore turistico, manifatturiero, commerciale, grazie anche alla propensione della popolazione al lavoro e al risparmio.

              Questa ricchezza rimane purtroppo imbrigliata da una tassazione che in alcuni casi raggiunge anche l’80% dei profitti, che non solo produce una perdita netta nella dimensione del mercato, e che non si trasforma in investimenti pubblici a sostegno del PIL, ma viene dissipata da un’amministrazione pubblica inefficiente e talvolta corrotta. Il sistema di norme, contraddittorie e difficilmente applicabili, crea un forte impedimento agli investimenti esteri che non trovano garanzie sufficienti per un calcolo attendibile di costi e benefici.

              Con il progetto della Repubblica Veneta, federale e indipendente, si può radicalmente invertire questa tendenza. I due pilastri fondamentali della ridotta tassazione e la creazione di un sistema di norme chiare ed attuabili, sosterranno i forti interessi esteri ad investimenti produttivi in Veneto.

              La riduzione del Cuneo fiscale libererà notevoli risorse economiche che agevoleranno le nostre economie di scala, ingenerando una crescita delle quantità di beni e servizi scambiati sul mercato. L’aumento liberalizzato di questa economia produrrà un aumento della domanda di investimenti finanziari e monetari, il conseguente abbassamento della disoccupazione creerà maggiore richiesta di credito per sostenere l’attività d’impresa che in questo territorio è radicata a livello culturale. L’abbassamento del costo del lavoro, e la semplificazione normativa del suo mercato, consentiranno a investitori esteri di impiantare attività economiche e filiali sul territorio. La strategica posizione, non solo geografica ma anche di continuità territoriale, culturale e linguistica con il resto della penisola, sarà un elemento di facilitazione per ulteriori investimenti nel resto d’Italia, gestiti sul territorio veneto, al riparo da una burocrazia inefficiente, dalla corruzione e dall’incertezza del diritto.

              Il deciso colpo di spugna della burocrazia fuori controllo e di un sistema di leggi spesso incomprensibili, sostituito da un ambiente legislativo snello, efficace, e volto alla tutela della proprietà privata e del liberalismo economico, non potrà avere altro effetto che creare un bacino di grandi opportunità di investimenti redditizi esteri in terra veneta, sia nel settore commerciale che in quello industriale.

              Non da meno, il proposito della nuova classe dirigente è chiaramente quello di eliminare la piaga della corruzione che ha contaminato ogni comparto dello Stato italiano. Gli investimenti pubblici saranno volti non solo ai punti cardine del welfare (già toccanti punte d’eccellenza) ma anche nel sistema di trasporti, sia fluviali e ferroviari, che aerei, che permetteranno un’ancor più facile accesso alle ricchezze di un territorio che si ripromette di tornare ad essere la rinata porta d’oriente dell’Europa, in una nuova e prospera via della seta.

              Le nazioni europee, come anche le grandi economie estere, dagli Stati Uniti alla Cina e alla Russia, avrebbero quindi un interesse strategico nel supportare il rilancio del Veneto come repubblica indipendente, non solo per simpatie più o meno innate ai processi di autodeterminazione democratica, ma per un razionalismo economico che vede in questa terra l’opportunità di un nuovo mercato in crescita in cui investire ricavandone ampi profitti, facendosi trascinare da una ripresa economica troppo agognata per non essere colta.

              Andrea Zanetti
              Veneto Sì

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              VENETO INDIPENDENTE SINGAPORE D’EUROPA

              Sono 100 i miliardi di euro rubati ai Veneti nei 5 anni in cui la lega ha retto il sacco ai ladri dello stato italiano. Al Veneto serve un profilo internazionale con l’indipendenza

              BusatoGianluca (1)_singaporeDopo le elezioni on line autogestite del Parlamento Veneto, ora il Veneto si trova alla vigilia di una decisione vitale per il proprio futuro con le prossime elezioni regionali.
              Ad ascoltare giornali e telegiornali che traboccano come ospiti di candidati governatori del Veneto della partitocrazia (che tenta di camuffarsi, nascondendo i propri simboli, o con piroette programmatiche imbarazzanti) e di sondaggi senza opzioni per l’indipendenza del Veneto (che pure rappresenta per antonomasia la stragrande maggioranza assoluta plebiscitaria dell’opinione pubblica veneta), la partita sembra bloccata tra un’opzione di “buongoverno” leghista e un’altra di “buongoverno” renziano. Al di là delle reciproche prese di posizione su singoli aspetti di programma, la domanda che accomuna tali le scelte è: al Veneto oggi serve proprio una proposta di “buongoverno”?
              La risposta non è scontata, in quanto se è vero che solitamente dovrebbe essere un sì, è altrettanto chiaro che oggi ci troviamo di fronte a prospettive del tutto diverse da quelle di una situazione consuetudinaria.
              Dall’inizio del “buongoverno” della miseria guidato dalla lega in regione Veneto, lo stato italiano ha infatti rubato ai veneti 100 miliardi di euro, sotto forma di tasse non tornate sotto nessuna forma nel territorio, e ha bruciato circa altri 100 miliardi di euro di soldi dei veneti per mala gestio, gettando i nostri concittadini, le imprese e le famiglie venete in uno stato di prostrazione e depressione. Il Veneto oggi vive la più grande e drammatica crisi della propria storia moderna, al punto che l’unica progettualità che si riscontra nelle giovani generazioni è rappresentata dall’emigrazione. Chi afferma altro è bugiardo.
              È chiaro quindi che per poter dare uno scossone salutare serve qualcosa di più e di diverso rispetto alla semplice idea di un “buongoverno”, che rappresenta l’ottimo solo in condizioni di normalità., mentre perservare con questa ricetta oggi significa solo andare incontro a morte certa.
              Qui ed ora, in Veneto, sia la proposta del governatore uscente sia quella della sua principale competitrice secondo quanto riferiscono i media, ci sembrano entrambe strade che portano alla miseria e alla disperazione, che infatti è ben palpabile nella società civile veneta.
              L’interesse internazionale verso la nostra piena indipendenza è assicurato da una copertura straordinaria che grazie alla nostra opera è stato data alla questione veneta nella stampa di tutto il mondo.

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              E proprio alzando lo sguardo al di là della gabbia italiana, osserviamo che in questi giorni è mancato all’età di 91 anni Lee Kuan Yew, il leader che seppe assicurare l’indipendenza di Singapore dal Regno Unito prima e dalla Malesia poi, trasformandola da povera colonia a uno degli stati più ricchi del mondo.
              La storia di Singapore è illuminante anche per il Veneto che, dopo le elezioni on line autogestite del Parlamento Veneto, si trova alla vigilia di un’importante decisione per il proprio futuro con le prossime elezioni regionali da un lato e con l’azione di autogestione che partirà dalle legittime istituzioni che si è data la Repubblica Veneta, in aperta concorrenza istituzionale con lo stato italiano.

              Nel momento in cui vengono tracciate nel mondo le nuove vie della seta che rappresentano le arterie di comunicazione intercontinentale che identificheranno Venezia e il Veneto come nuovo snodo logistico globale. Il nostro programma è proprio di esaltare le potenzialità e la nostra naturale vocazione ad assumere un ruolo che ci è proprio da sempre, attraverso gli opportuni strumenti economico-finanziari sistemici che entro breve tempo la società civile veneta, a livello privato più che pubblico, si doterà, anche grazie all’opera di catalizzazione svolta da Plebiscito.eu presso i rappresentanti dell’impreditoria e dell’economia veneta.

              Gianluca Busato
              Candidato Presidente del Veneto
              per Veneto Sì

              Per aiutarci nella raccolta delle firme che scatterà a breve e far parte del Comitato Elettorale per la mia elezione a Presidente del Veneto, compila il modulo che trovi di seguito.

                Adesione al Comitato Elettorale per l'elezione di Gianluca Busato a presidente del Veneto

                Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di aderire al Comitato Elettorale per l'elezione di Gianluca Busato a presidente del Veneto.

                Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Veneto Sì al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web http://www.venetosi.org/privacy